Teste di legno
Dal 19 al 22 marzo 2026 (da giovedì a sabato ore 20.00; domenica ore 16.00) la Compagnia marionettistica Carlo Colla & figli presenta al Teatro Gerolamo di Milano (piazza Beccaria 8) lo spettacolo Teste di legno, da un’idea di Eugenio Monti Colla con testo, scene, sculture e luci di Franco Citterio e costumi di Cecilia Di Marco e Maria Grazia Citterio.
Teste di legno è uno spettacolo con personaggi animati da marionettisti a vista che utilizzano eccezionalmente marionette mosse a fili corti e sagome dipinte. Il marionettista è un artigiano che costruisce gli oggetti che utilizza come strumento espressivo per narrare storie, racconti e trame che portano lo spettatore in luoghi, epoche e dimensioni apparentemente lontane dalla propria realtà ma che, sorprendentemente, risultano esserne lo specchio o il riflesso. Ed è proprio la capacità evocativa della marionetta, il piccolo attore che prende vita in una forma differente e in parallasse rispetto a quella del suo animatore, a divenire soggetto di una spettacolazione dove proprio questo antico mestiere e questo strumento assumono la funzione di tematica narrativa.
Nei depositi della Compagnia Marionettistica Carlo Colla & Figli, giacciono appesi, apparentemente inermi, più di 3000 personaggi dalle caratteristiche e dalle fattezze disparate, al punto che a volte ci si domanda in quale strana trama possano coesistere. Attingendo proprio a questo vasto patrimonio, lo spettacolo propone un viaggio trasversale fra le tematiche del consueto repertorio ma che, in questo caso, si sviluppa parallelamente su dimensioni differenti: quella della sfera artigianale del mestiere dell’animatore, fatta di creazione ed espressione, e quella della vita dei personaggi di legno che ci si immagina possano esistere in una relazione riflessa che appartiene solo a loro e al mondo della fantasia.
La parabola drammaturgica dello spettacolo si ispira alla trama del film (introvabile) Il sogno folle girato con le marionette della Compagnia Carlo Colla & Figli nel 1916 del quale sono pervenute solo le marionette e materiali documentari (articoli di giornale e canovaccio). Le marionette, al termine della giornata, abbandonate nei loro armadi, prendono vita autonoma. Personaggi del mondo delle fiabe, della narrativa per ragazzi o di racconti fantastici si presentano ma, ad un tratto, il più terribile di loro, Re Barbarus, trovando un ritaglio di un (ora antico) giornale abbandonato dagli umani che parla di una “Grande Guerra”, viene folgorato dal folle sogno di conquistare il mondo.
In Teste di legno le idee prendono il sopravvento sulla realtà, gli ideali si gonfiano al punto da generare teste grosse per poi sgonfiarsi e rivelarsi come teste piatte (riferimento a Teste tonde e teste a punta, Bertolt Brecht, 1931/34). Ma non tutto va per il verso giusto, visto che, al primo chiarore del mattino, al ritorno del marionettista, tutto viene riposto in ordine ed anche Re Barbarus torna a essere una semplice marionetta avvolta nel groviglio dei propri fili.
L’attualità della trama del 1916 è incredibilmente e drammaticamente attuale risultando una sorta di denuncia a ogni potere forte. In un percorso modulare vengono affrontati il tema della spensieratezza, della semplicità, dell’amore e dell’armonia, in contrappunto a quello delle ombre, della tirannia, dell’oppressione e della megalomania, diventando spunto tematico e coreografico per una sorta di danza di marionette e sagome (cartonaggi), parodia dei sentimenti, dei pregi e dei difetti umani, nonché del rapporto fra l’uomo e il proprio pianeta, che, si spera, possa essere sempre appeso a un filo di poesia.