Anne Akiko Meyers
Venerdì 13 e domenica 15 marzo 2026, rispettivamente alle 20.00 e alle 16.00, la stagione dell'Orchestra Sinfonica di Milano prosegue all’Auditorium di Milano (largo Mahler) con un doppio concerto diretto dal suo direttore musicale Emmanuel Tjeknavorian e con la straordinaria partecipazione della violinista Anne Akiko Meyers: il programma proposto mette al centro la voce del violino e il dialogo serrato con l’orchestra, tra l’energia visionaria di Leonard Bernstein, il lirismo struggente di Samuel Barber e la musica di Dmitrij Šostakovič.
Ad aprire il programma è Leonard Bernstein, simbolo della cultura musicale americana del XX secolo, con l'ouverture dall'operetta Candide, una pagina che riflette la sua energia poliedrica e la sua capacità di fondere generi, linguaggi e teatralità in un unico gesto sonoro. Cuore pulsante del programma è il Concerto per violino e orchestra op. 14 di Samuel Barber, composto tra il 1939 e il 1940 e presentato al pubblico nel 1941, considerato uno dei capolavori più intensi e personali del repertorio violinistico del Novecento. Commissionato dall’industriale filantropo Samuel Fels per il giovane violinista Iso Briselli, il concerto attraversò un percorso di nascita curioso e fecondo: i primi due movimenti - lirici, cantabili e di forte impatto melodico - suscitarono entusiasmo, mentre il finale, costruito come un moto perpetuo virtuosistico, fu ritenuto troppo anticonvenzionale dal violinista per cui era stato scritto; Barber, tuttavia, rimase fermo nella sua visione artistica e il brano venne infine eseguito in prima mondiale da Albert Spalding con la Philadelphia Orchestra diretta da Eugene Ormandy. Un pezzo a cui solo una musicista straordinaria come Anne Akiko Meyers può dare voce.
Nata nel 1970 a San Diego, Anne Akiko Meyers è una delle violiniste più celebrate della sua generazione, apprezzata in tutto il mondo per il suo suono luminoso, l’intensità interpretativa e la straordinaria versatilità. Nel corso della sua carriera, ha suonato con orchestre di prim’ordine quali la Philadelphia Orchestra, la New York Philharmonic, la Los Angeles Philharmonic, la Bbc Symphony e molte altre, collaborando con direttori e interpreti di livello mondiale. È anche protagonista di incisioni discografiche acclamate dalla critica, molte delle quali hanno ricevuto importanti riconoscimenti e premi internazionali, tra cui l’Award for Best Classical Album e l’Editor’s Choice di Gramophone, oltre ad apparizioni costanti nelle classifiche di Billboard Classical.
La seconda parte del programma è dedicata alla Sinfonia n. 5 in Re minore op. 47 di Dmitrij Šostakovič, capolavoro composto nel 1937 in un momento cruciale della storia sovietica: un’opera che è insieme affermazione pubblica e confessione privata, costruita su contrasti potenti, ironie sottili e tensioni trattenute. Se con I giocatori Šostakovič aveva tentato una risposta teatrale alla persecuzione artistica, con la Quinta Sinfonia offre la sua risposta definitiva, sinfonica e pubblica, al clima di terrore imposto dallo stalinismo. Nel 1936 l’articolo Caos anziché musica, apparso sulla Pravda, stronca la Lady Macbeth del distretto di Mcensk. Il compositore viene messo all’indice, la Quarta Sinfonia ritirata, l’ombra dell’arresto - negli anni delle purghe - diventa una possibilità concreta. La Quinta nasce in questo clima di paura e sangue. Completata nell’estate del 1937 e diretta da Evgenij Mravinskij a Leningrado, viene presentata ufficialmente come «una risposta creativa di un artista sovietico a giuste critiche». In Occidente appare come un ritorno all’ordine, al sinfonismo tardo-romantico di ascendenza cajkovskiana e mahleriana. Ma sotto la superficie classica e l’orchestrazione limpida si cela un capolavoro di ambiguità espressiva.
La Quinta Sinfonia è anche il fulcro di un importante progetto della Sinfonica di Milano: Šostakovič Bootcamp 2026. Giunta alla sua seconda edizione, Bootcamp è un’iniziativa concepita come una vera residenza orchestrale intensiva per giovani musicisti under 26, selezionati tramite audizione nazionale e invitati a vivere una settimana di crescita professionale accanto ai professori dell’Orchestra Sinfonica di Milano. Dal 8 al 15 marzo 2026, undici giovani interpreti - fra archi, fiati e ottoni - hanno l’opportunità di entrare nel cuore del lavoro orchestrale quotidiano, partecipando a masterclass dedicate alla preparazione della Sinfonia n. 5 di Šostakovič, studiando con le prime parti dell’orchestra, seguendo le prove di sezione e le prove generali insieme a Emmanuel Tjeknavorian, che dirige anche i concerti finali in programma il 13 e il 15 marzo all’Auditorium di Milano.
Biglietti (esclusi diritti di prevendita): intero 40 euro in platea e 30 euro in galleria; ridotto 30 euro in platea e 22 euro in galleria per over 60 e convenzioni; ridotto 20 euro in platea e 15 euro in galleria per under 35 e Carta Nazionale Giovani. Venerdì 13 marzo alle ore 18.30 è inoltre prevista una conferenza introduttiva nel Foyer della Balconata a cura di Franco Pulcini, dal titolo Il simulato ottimismo di un musicista-vittima. Per info 02 83389401.