Emmanuel Tjeknavorian © Sergio Bertani
L’Orchestra Sinfonica di Milano torna protagonista al Teatro Gerolamo (piazza Beccaria 8, Milano) nell’ambito della sua stagione da camera: il quinto appuntamento della stagione è fissato è per domenica 15 marzo 2026 alle ore 11.00, con un incontro cameristico di rara profondità, tra introspezione e poesia.
Accanto alle prime parti dell’Orchestra Sinfonica di Milano, il violinista Emmanuel Tjeknavorian (nonché direttore musicale della compagine meneghina) affronta un programma che esplora le molteplici possibilità del quartetto, un genere che, da Haydn in poi, si è soliti associare agli archi. Tuttavia, Mozart e Stamitz mostrano la ricchezza sonora del quartetto quando arricchito dal dialogo con strumenti come il clarinetto, l’oboe o il flauto.
Protagonista, Antonín Dvořák: figura emblematica del tardo Ottocento boemo, capace di coniugare il linguaggio sinfonico europeo con le radici popolari della propria terra. Tra lirismo e slancio identitario, la sua musica rappresenta una delle vette della tradizione nazionale e un ponte tra la classicità e la riscoperta delle culture popolari. In programma il Quartetto per archi n. 14 in La bemolle maggiore op. 105 e il Quintetto per archi n. 2 in Sol maggiore op. 77.
Il programma prevede musiche di Wolfgang Amadeus Mozart (Quartetto per oboe, violino, viola e violoncello in Fa maggiore K 370, Quartetto per flauto, violino, viola e violoncello n. 4 in La maggiore K 298 e Quintetto per corno, violino, due viole e violoncello in Mi bemolle maggiore K 407), Franz Schubert (Trio per archi in Si bemolle maggiore D 471) e Carl Stamitz (Quartetto per clarinetto, violino, viola e violoncello n. 1 in Mi bemolle maggiore op. 19).
Accanto a Emmanuel Tjeknavorian, si esibiscono Cono Cusmà Piccione e Altin Thanasi alla viola, Gabriele D'Agostino al violoncello, Nicolò Manachino al flauto, Luca Stocco all'oboe, Fausto Saredi al clarinetto e Vincenzo Ferrante Bannera al corno.