Claudia Bianchi
Venerdì 17 e sabato 18 aprile 2026, alle ore 20.30, la stagione del Teatro Alta Luce di Milano (Alzaia Naviglio Grande 190) si conclude con un omaggio a uno dei personaggi più rilevanti della società contemporanea e dello sport: Nadia Comăneci, icona di talento e determinazione, a cui questa narrazione è liberamente ispirata.
L'ultimo spettacolo in cartellone è infatti Il 10 perfetto: storia di una ginnasta, scritto da Federico Riccardo, diretto da Cecilia Vecchio e interpretato da Claudia Bianchi.
Una pedana illuminata, un respiro trattenuto, il battito del cuore che segna il confine tra il sogno e la realtà. Nadia Comăneci, la ginnasta che ha sfidato la gravità, racconta un viaggio emozionante che esplora il confine sottile tra il destino e la determinazione. La sua figura, esile ma indomita, si staglia nell’aria sospesa tra talento, sacrificio e ambizione. Un’eroina che ha saputo piegare il tempo stesso, ma anche affrontare il prezzo del suo trionfo. Con una forza che supera i limiti del corpo, Nadia parla direttamente a chi, come lei, lotta per realizzare un sogno.
Dalla sua infanzia tra gli alberi dei Carpazi, alla palestra che diventa una seconda casa, mani callose e muscoli tesi, un allenatore severo e un silenzio fatto di lacrime ingoiate. Poi, il momento che ha segnato la storia: Montréal, 1976. Il primo 10 della storia, l’attimo in cui il tempo si ferma e il mondo trattiene il fiato. Un punto di non ritorno. Una sliding door che cambia tutto. Ma ogni volo ha il suo prezzo. Dietro l’oro e la gloria si cela la prigione del regime, la paura di sbagliare, la fame nascosta dietro sorrisi forzati. E quando il trionfo diventa una gabbia, arriva la fuga. Un viaggio nell’oscurità, dove ogni passo nella notte segna la distanza da un passato che non le appartiene più.
Da una terra di confine, la protagonista si muove avanti e indietro nel tempo, dando voce non solo alla determinazione di Nadia, ma anche a quella di chi ha vissuto accanto a lei: allenatori, mentori, figure chiave che l’hanno spinta oltre i propri limiti e quella di tutti coloro che hanno vissuto lo stesso tipo di esperienza. Ogni personaggio è in dialogo continuo con sé stesso, con gli altri e con il pubblico, in un gioco di prospettive che ci invita a riflettere su ciò che unisce e su ciò che divide.
Un’esperienza che, pur ispirandosi liberamente alla biografia di una ginnasta leggendaria, mira a esplorare l’essenza del coraggio, della libertà e di quella scintilla che spinge a volare, a scegliere la strada più difficile (ma anche la più straordinaria). L’intento non è quello di presentare una biografia, ma di portare lo spettatore a interrogarsi su aspetti profondi della propria vita: le scelte, i sacrifici, le attese, le rinunce. Perché questa non è solo la storia di Nadia Comăneci, ma la storia di tutti coloro che si sono trovati davanti a una sliding door, a quell’attimo decisivo che cambia tutto.