Persempremai, con Nika Perrone

Nika Perrone © Michela Piccinini Nika Perrone © Michela Piccinini
Museo Bagatti Valsecchi Cerca sulla mappa
Mercoledì13Maggio2026

Mercoledì 13 maggio 2026, alle ore 19.30, debutta presso il Salone d’Onore del Museo Bagatti Valsecchi di Milano (via Gesù 5) lo spettacolo Persempremai, primo titolo della quinta edizione del cartellone culturale Stasera al Museo, intitolata Lasciami mezz’ora per vedere e ispirata alla mostra Depero Space to Space.

Interpretato da Nika Perrone, che cura anche la drammaturgia insieme a Michele Di Mauro, Persempremai è diretto dallo stesso Michele Di Mauro, mentre suono e costumi sono firmati rispettivamente da Riccardo Alemanni e da Agostina Imperi.

Lasciami mezz’ora per vedere è un’espressione usata dallo stesso Fortunato Depero negli anni Quaranta del Novecento, che invita il pubblico a concedersi il tempo necessario per osservare, comprendere la realtà e lasciarsi sorprendere dall’arte. Lo stesso motto deperiano Lasciami mezz’ora per vedere è stato l’input iniziale da cui è scaturito discorso creativo alla base lo spettacolo Persempremai, un monologo a struttura complessa, costruito entro un preciso perimetro temporale in cui il tempo diventa origine e destinazione del discorso scenico.

Il testo sviluppa una riflessione articolata su azione, comprensione, sofferenza, desiderio e memoria, fino a interrogare il concetto stesso di vedere e la prospettiva soggettiva che esso implica. La mezz’ora evocata diventa così un’unità minima e insieme assoluta, uno spazio di sospensione in cui l’individuo è chiamato a scegliere, esporsi o sottrarsi. In questo intervallo, la protagonista attraversa temi fondamentali quali identità, fede, desiderio e memoria, intesi come dimensioni fluide e in continua trasformazione. La parola scenica assume il ruolo di spazio di conflitto e di stratificazione, in cui si intrecciano immaginari culturali, esperienze individuali e narrazioni collettive.

Il linguaggio si muove liberamente tra registri differenti, dal quotidiano all’assurdo, dal lirico al comico, dal sacro al profano, costruendo una scrittura porosa e inclusiva, capace di accogliere riferimenti colti e popolari. L’interprete funge da soggetto di transito e di traduzione, è una donna che attraversa epoche, miti e memorie. È Orfeo e Euridice, Maria e la Maddalena, Teresa d’Avila e Frida Kahlo, Amy Winehouse e la Signora delle Camelie: un coro di She che chiede di vedere e farsi vedere.

L’opera si propone dunque come una riflessione laica sul rapporto tra dimensione quotidiana e trascendenza, invitando lo spettatore a sospendere il flusso continuo dell’esperienza per sostare in una condizione di consapevolezza. Al centro della proposta emerge un’esortazione essenziale: riconoscere il tempo, abitarlo e governarlo, prima che esso si esaurisca o prevalga sull’individuo.

La serata si apre alle ore 18.30 con un momento di conviviale accoglienza: gli ospiti sono invitati a condividere un aperitivo offerto da Altemasi Trentodoc, Amaro Alpino e Valverde, prima di lasciarsi trasportare dallo spettacolo.

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