La gatta sul tetto che scotta © Luigi De Palma
Da martedì 10 a domenica 15 febbraio 2026 la Sala Grande del Teatro Franco Parenti di Milano (via Pier Lombardo 14) ospita lo spettacolo La gatta sul tetto che scotta di Tennessee Williams (traduzione Monica Capuani), con la regia di Leonardo Lidi e l'interpretazione di Valentina Picello, Fausto Cabra, Orietta Notari, Nicola Pannelli, Giuliana Vigogna, Giordano Agrusta, Riccardo Micheletti, Greta Petronillo e Nicolò Tomassini.
Considerato uno dei testi più controversi e potenti del teatro americano del Novecento, La gatta sul tetto che scotta va in scena una versione che restituisce la radicalità originaria voluta dall’autore. Ambientata nel Sud degli Stati Uniti, la vicenda si svolge durante il compleanno di Big Daddy Pollitt, potente proprietario terriero, riunito con la famiglia nella grande tenuta del Mississippi. L’uomo ignora di essere affetto da un cancro terminale, mentre attorno a lui si consuma una feroce battaglia per l’eredità.
In questo contesto emergono le fratture profonde che attraversano la famiglia: l’avidità di Gooper e Mae, l’ipocrisia della madre, il silenzio autodistruttivo di Brick e la disperata determinazione di Maggie, la gatta, che rifiuta di precipitare nel vuoto sociale ed economico da cui proviene. Il cuore drammatico dell’opera risiede nel rapporto tra Brick e Maggie: un matrimonio privo di intimità, segnato dall’alcolismo di lui e dal lutto irrisolto per la morte di Skipper, l’amico fraterno la cui presenza aleggia come un fantasma. La regia di Lidi rende visibile questo spettro, trasformandolo in una figura che attraversa la scena e porta con sé la verità, mentre la famiglia si aggrappa a una rappresentazione falsa di sé.
Lidi affronta il dramma come un dispositivo politico ed emotivo, capace di parlare direttamente al presente attraverso la messa a nudo delle dinamiche familiari, delle ipocrisie sociali e delle forzature ideologiche legate all’identità, al genere e alla sessualità. La messinscena costruisce uno spazio astratto e simbolico: dentro una scenografia bianca e marmorea - tomba di e della famiglia - si consuma il dramma crudo e irriverente che valse il secondo Pulitzer a Tennessee Williams. In questa regia, il testo è più nudo e contemporaneo che mai e ritrova la sua scomoda verità: non un melodramma ma un ridicolo presepe vivente - come lo definiva lo stesso autore - in cui ogni ruolo sociale è una gabbia. Il ridicolo, l’eccesso e l’ironia diventano strumenti teatrali di smascheramento, capaci di mettere in crisi lo spettatore e di restituire al testo tutta la sua carica perturbante. In questa prospettiva Maggie assume un valore fortemente contemporaneo: una donna costretta a fingersi madre per essere riconosciuta come tale dalla società e dalla famiglia, simbolo di un sistema che continua a legare l’identità femminile alla funzione riproduttiva. La sua lotta non è soltanto privata, ma politica, e attraversa il dramma come un grido di resistenza.
In scena una compagnia affiatata e di grande intensità interpretativa: Valentina Picello dà corpo e voce a una Maggie vibrante, combattiva e vulnerabile, mentre Fausto Cabra restituisce tutta la fragilità e l’opacità emotiva di Brick. Accanto a loro, Orietta Notari e Nicola Pannelli compongono una coppia genitoriale potente e grottesca, incarnazione delle contraddizioni del potere familiare. Giuliana Vigogna e Giordano Agrusta interpretano con precisione e sarcasmo la coppia opportunista formata da Mae e Gooper, mentre Riccardo Micheletti porta in scena Skipper come presenza spettrale e perturbante. Completano il cast Greta Petronillo, nei panni della Bambina, e Nicolò Tomassini nel ruolo del Reverendo. L’impianto visivo dello spettacolo è affidato alle scene e alle luci di Nicolas Bovey, che costruiscono uno spazio astratto e monumentale, capace di trasformarsi in architettura emotiva del dramma. I costumi di Aurora Damanti dialogano con la scena in una sintesi tra realismo e astrazione simbolica, mentre il paesaggio sonoro ideato da Claudio Tortorici accompagna e amplifica la tensione emotiva della narrazione.
Orari: martedì alle 20.00; mercoledì, venerdì e sabato alle 19.45; giovedì alle 21.00; domenica alle 16.15. Biglietti (esclusi diritti di prevendita): settore A 38 euro (ridotto 28 euro per under 26 e over 65); settore B 28 euro (ridotto 20,50 euro per under 26 e over 65; convenzioni 22 euro); settore C 20,50 euro (ridotto 18 euro per under 26, over 65 e convenzioni). Per ulteriori informazioni contattare la biglietteria del Teatro Parenti telefonando al numero 02 59995206.