Come trattenere il respiro, di Zinnie Harris con la regia di Marco Plini

Come trattenere il respiro © Federico Pitto Come trattenere il respiro © Federico Pitto
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DA Sabato07Febbraio2026
A Domenica08Febbraio2026
Evento terminato

Sabato 7 e domenica 8 febbraio 2026, rispettivamente alle ore 19.30 e alle 16.00, il Teatro Fontana di Milano (via Gian Antonio Boltraffio 21) ospita Come trattenere il respiro per la regia di Marco Plini. Coproduzione del Teatro Nazionale di Genova e del Centro Teatrale MaMiMò, lo spettacolo vede in scena la compagnia MaMiMò al completo: Fabio Banfo, Luca Cattani, Cecilia Di Donato, Alice Giroldini e Marco Maccieri.

Il testo, inedito in Italia, è contraddistinto dalla cifra ironica e caustica di Zinnie Harris, autrice scozzese di Edimburgo, pluripremiata per i suoi rivoluzionari adattamenti di opere classiche (da Eschilo a Shakespeare, da Webster a Strindberg, fino a una Casa di bambola di Ibsen con Gillian Anderson, protagonista) spesso prodotta dal Royal Court Theatre, dal Royal National Theatre, dal National Theatre of Scotland e dalla Royal Shakespeare Company.

Una donna, Dana, fa l’amore con uno sconosciuto, forse il diavolo, alla fine lui vorrebbe pagarla come una prostituta ma Dana rifiuta. Il diavolo va su tutte le furie, non vuole rimanere in debito, si riferisce all’amore come a una transazione finanziaria, lei resiste forse per vanità, forse perché pensa di avere il controllo su questo demone. Lui le promette che le farà cambiare idea. Da questo momento inizia una vorticosa avventura attraverso un mondo che si ribalta intorno a Dana, mettendo in crisi il suo delirio occidentale di potenza di autonomia, di libertà di scelta.

Dana vince il dottorato di ricerca per il quale aveva tanto lavorato, ma deve lasciare Berlino e recarsi ad Alessandria d’Egitto, per un ultimo colloquio. Dana parte accompagnata dalla sorella, che ha appena scoperto di essere incinta, le due donne decidono di attraversare l’Europa in treno ma nel tragitto succede di tutto: le banche falliscono, le carte di credito non funzionano più, la struttura economica dell’Europa collassa. Dana resta senza soldi nel cuore di un occidente che si sta sgretolando. La metafora di ribaltamento arriva fino al punto finale in cui Dana è coinvolta nel naufragio di un barcone di profughi che si dirige verso l’Africa.

Ormai quasi morta, viene salvata dal demone (travestito da commissario delle nazioni unite), che la rianima. Dana ha visto sgretolarsi tutto il suo mondo, le certezze, la politica, la democrazia, ha attraversato incredula la devastazione del migliore dei mondi possibili, ha perso la sorella, è quasi morta, come potrà andare avanti? Il diavolo è pronto a scommettere che ce la farà.

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