Un orso polare davanti alla Triennale di Milano: l'installazione monumentale per le Olimpiadi 2026

Speciale Olimpiadi

Orso polare di Jacopo Allegrucci © Gianluca Di Ioia Orso polare di Jacopo Allegrucci © Gianluca Di Ioia

Milano, 27/01/2026.

Un grande orso polare di cartapesta, scultura monumentale di Jacopo Allegrucci, è stato collocato all’ingresso di Triennale Milano: allestito il 26 gennaio 2026, accoglierà visitatori, giornalisti, atleti di tutto il mondo durante i Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026, in programma rispettivamente dal 6 al 22 febbraio e dal 6 al 15 marzo 2026.

Un altro animale a rischio estinzione, come gli altri quattro che Jacopo Allegrucci ha realizzato per la 24a Esposizione Internazionale Inequalities, che rinnova la riflessione urgente e profonda sulla fragilità della nostra realtà ecologica.

L’installazione è curata da Tommaso Tovaglieri: l’orso polare è stato realizzato con gli sci ai piedi mentre, dopo esser caduto, anziché ripartire si gusta un gelato appoggiato su un iceberg, incurante della mancata vittoria, all’insegna del celebre motto di Pierre De Coubertin, padre fondatore dei Giochi Olimpici moderni, «l’importante non è vincere, ma partecipare».


© Gianluca Di Ioia

L’orso di Allegrucci è anche «una testimonianza di architettura organica e di arte concettuale, una figura allegorica della condizione contemporanea», commenta Tovaglieri: «caduto ma presente, vulnerabile ma fiero di esserci. Un monumento effimero alla gioia della partecipazione, al diritto di sbagliare, alla possibilità che anche la leggerezza sia una forma di resistenza».

«Dopo la balenottera azzurra, l’elefante della Namibia, la giraffa di Rothschild e l’ippopotamo, accogliamo un grande orso polare, un’altra specie a rischio estinzione», dichiara Stefano Boeri, presidente della Triennale di Milano: «in questo caso si tratta però di una presenza burlesca, in ironica sintonia con le celebrazioni milanesi per le Olimpiadi invernali. La gioiosa fragilità della cartapesta modellata da Jacopo Allegrucci è il miglior modo per invitare il pubblico a visitare la Triennae durante le Olimpiadi invernali».


© Gianluca Di Ioia

Le installazioni di Jacopo Allegrucci traggono spunto dal processo di deperimento dei materiali e rappresentano un potente simbolo delle fratture ambientali e sociali che minacciano l’equilibrio della Terra. L’artista, riproducendo alcune specie animali a rischio di estinzione, crea un parallelismo con la condizione fragile e temporanea della materia che le costituisce. La cartapesta, materiale riciclabile per eccellenza, diventa così simbolo di vulnerabilità e deperimento destinato a subire i segni del tempo, soprattutto quando esposto direttamente agli agenti atmosferici.

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