I luoghi della Memoria, spettacolo con gli attori del Piccolo Teatro e i musicisti del Conservatorio di Milano

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Martedì27Gennaio2026
Evento terminato

Martedì 27 gennaio 2026 presso l'Università degli Studi di Milano (via Festa del Perdono 7, Milano) si tiene lo spettacolo teatrale I luoghi della Memoria, da un’idea di Stefania Consenti: un progetto di CastagnaRavelli, regia a cura di Paolo Castagna con le attrici e gli attori del Piccolo Teatro di Milano e le musiciste e i musicisti del Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano, in collaborazione con Università degli Studi di Milano.

Lo spettacolo - in scena in tripla replica alle ore 17.30, 18.00 e 18.30 - ricorda il tragico destino delle centinaia di cittadine e cittadini italiani perseguitati dal regime fascista e deportati nei campi di concentramento nazisti. Nato da un’idea di Stefania Consenti (dal libro Luoghi della Memoria di Milano della stessa autrice) e messo in scena dal 2015 da CastagnaRavelli, con la regia di Paolo Castagna, negli ambienti del Memoriale della Shoah, alla Stazione Centrale, lo spettacolo si sposta, in occasione della Giornata della Memoria 2026, negli spazi della Ca’ Granda. L'ingresso è gratuito fino a esaurimento posti, previa prenotazione obbligatoria allo 02 21126116.

Dopo i saluti istituzionali affidati a Silvia Romani, delegata ai rapporti con l’editoria, al public engagement e al progetto Alumni dell’Università degli Studi di Milano, e l’introduzione di Marco Cuzzi, docente di storia contemporanea (Dipartimento di Studi Storici Federico Chabod, Università degli Studi di Milano), le attrici e gli attori del Piccolo Teatro (Gabriele Brunelli, David Meden, Stella Piccioni) leggono testimonianze di sopravvissuti alla Shoah e alla deportazione politica e operaia, accompagnati dalle musiche eseguite da artiste e artisti del Conservatorio (Demetra Sovani, violino, Lorenzo Fagone, clarinetto, Lorenzo Maria Preda, violoncello; coordinamento musicale a cura di Nicoletta Mainardi); i testi proposti sono di Primo Levi, Lodovico Barbiano di Belgiojoso, Daniela Padoan e Leopoldo Gasparotto.

Sovente si tende a sottovalutare la portata della Resistenza, della deportazione politica e della Shoah sul territorio italiano. È di fondamentale importanza ricordare che le leggi razziste emanate dal governo fascista, di cui è da poco ricorso l’ottantasettesimo anniversario (1938-2025), la retata organizzata dalle SS a Roma il 16 ottobre 1943 e quanto accadde nel biennio 1943-1945, dopo l’8 settembre e prima della fine della guerra, anche a Milano (dove le deportazioni avvenivano nel cuore della città, dal carcere di San Vittore alla Stazione Centrale, oggi sede del Memoriale della Shoah) ebbero conseguenze gravissime per la comunità ebraica italiana. La repressione nazifascista, dopo l’8 settembre 1943, colpì duramente migliaia di oppositori politici e lavoratori. Nelle grandi fabbriche di Milano, Sesto San Giovanni e della provincia, centinaia di lavoratori e di oppositori politici furono arrestati e deportati in seguito allo sciopero generale del marzo 1944. Le cifre di quanti persero la vita su tutto il territorio italiano per le persecuzioni, gli omicidi a sfondo razziale, politico e le deportazioni sono impressionanti, così come si sa che di tutti gli esponenti della comunità ebraica catturati a Roma la mattina del 16 ottobre 1943 - oltre 1000 persone - solo 16 fecero ritorno dai campi, e tra questi una sola donna.

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