Ritorno a casa, di e con Massimo Popolizio

Ritorno a casa © Claudia Pajewski Ritorno a casa © Claudia Pajewski
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DA Martedì10Febbraio2026
A Domenica01Marzo2026

Dal 10 febbraio al primo marzo 2026 va in scena al Piccolo Teatro Grassi di Milano (via Rovello 2) lo spettacolo Ritorno a casa, capolavoro di Harold Pinter (traduzione di Alessandra Serra), diretto e intepretato da Massimo Popolizio. Produzione della Compagnia Umberto Orsini, Teatro di Roma e Piccolo Teatro di Milano, lo spettacolo vede in scena anche Christian La Rosa, Paolo Musio, Alberto Onofrietti, Eros Pascale e Giorgia Salari.

Ambientato in una claustrofobica casa alla periferia di Londra, Ritorno a casa ritrae un vero e proprio gruppo di famiglia in un interno, dove si innesca una spirale di tensioni e desideri repressi. In questo soffocante contesto casalingo, la cui solitudine è spezzata solo da continue liti familiari, ci sono il padre Max (Massimo Popolizio), ex macellaio e frequentatore di ippodromi, con i suoi figli Lenny (Christian La Rosa), un trentenne ex pappa che si vanta di avventure erotiche violente con tendenze mitomani, e Joey (Alberto Onofrietti), il fratello più giovane aspirante pugile professionista ma il più fragile della famiglia; insieme a loro convive lo zio Sam (Paolo Musio), che guida un taxi non suo e vive a spese del fratello Max, subendone i continui rimproveri.

Il precario equilibrio familiare viene sconvolto dall’arrivo notturno del figlio Teddy (Eros Pascale), affermato professore di filosofia, che dopo sei anni torna dall’America con l’enigmatica moglie Ruth (Giorgia Salari), madre dei loro tre figli, presentandola al padre, allo zio e ai fratelli. Unica figura femminile in un contesto maschile, Ruth accende desideri e scatena dinamiche conflittuali, facendo evolvere la sua apparente fragilità in una strategia di controllo e potere che incrina l’isola di solitudine domestica e la trasforma da vittima passiva in carnefice. Accettando la proposta di prostituirsi e usando la mercificazione del proprio corpo come strumento consapevole per esercitare il dominio sugli altri, Ruth si rivela una forza destabilizzante che sovverte l’ordine familiare e sociale.

Ciò che accadrà ribalterà l’equilibrio già precario di quella famiglia. Il cinismo, la cattiveria, l’humor di Pinter raggiungono la massima espressione in questa opera del 1964, dalla struttura quasi cinematografica, che Massimo Popolizio traduce in una messinscena pericolosamente divertente, muovendosi tra umorismo e tragedia con un ritmo quasi da spartito emotivo e linguistico, per svelare le tensioni psicologiche e i silenzi eloquenti tipici della scrittura pinteriana. Con un approccio radicale e innovativo Popolizio affronta questo testo, fondamentale del teatro contemporaneo, portando alla luce le sue inquietanti verità sulla natura umana e sulle dinamiche di potere all’interno della famiglia.

Orari: martedì, giovedì e sabato ore 19.30; mercoledì e venerdì ore 20.30; domenica, ore 16.00; lunedì riposo. Le recite del 14, 15, 21, 22, 28 febbraio e 1° marzo sono sovratitolate in inglese e in italiano; la replica del 15 febbraio è arricchita da un touch tour dedicato al pubblico cieco e ipovedente, alla scoperta dei costumi e degli elementi scenografici, seguito dall’audiodescrizione dello spettacolo trasmessa in cuffia. Biglietti: platea 40 euro (ridotto 23 euro per under 25 e over 65), balconata 32 euro (ridotto 20 euro per under 25 e over 65). Per info 02 21126116.

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