Elena Bucci e Marco Sgrosso © Gianni Zampaglione
Dal 29 gennaio al primo febbraio 2026 (ore 20.30, tranne domenica ore 16.00) va in scena in prima nazionale al Teatro Filodrammatici di Milano (piazza Paolo Ferrari 6) lo spettacolo La morte e la fanciulla di Ariel Dorfman (traduzione di Alessandra Serra), produzione Centro Teatrale Bresciano in collaborazione con Le Belle Bandiere. In scena Elena Bucci e Marco Sgrosso, con Gaetano Colella; la regia è di Elena Bucci, con la collaborazione di Marco Sgrosso.
L’azione si svolge ai giorni nostri, probabilmente in Cile, ma potrebbe trattarsi di un qualsiasi altro Paese che ha appena ottenuto la democrazia dopo un lungo periodo di dittatura, scrive Dorfman. Rileggendo oggi questo testo, lo sguardo si allarga al mondo intero, mentre si moltiplicano governi autoritari che faticano a dialogare tra loro e si sfalda la memoria anche dei più recenti crimini contro l’umanità.
La casa isolata e sospesa tra mare e cielo dove si svolge la vicenda, sembra molto vicina. Proprio lì, in una notte di pioggia, Paulina Salas attende il marito, Gerardo Escobar, di ritorno da un importante incontro politico che gli varrà un incarico di prestigio e di grande responsabilità nel nuovo governo democratico: è stato invitato a presiedere la commissione di indagine sui crimini della dittatura.
Gerardo porta con sé uno sconosciuto, Roberto Miranda, che lo ha soccorso per un guasto alla macchina. Nel clima disteso generato dal nuovo respiro di speranza che permea tutto il paese, è naturale invitarlo in casa prima che riprenda il suo viaggio, nonostante l’ora e il luogo isolato. Miranda rifiuta, ma tornerà. Un incontro casuale innesca un viaggio nel tempo nel quale si rivelano traumi irrisolti, ombre e segreti nelle relazioni, sotterranee e impreviste ragioni che possono trasformare in vittime o carnefici, traditi o traditori.