Anna Manella e Francesco Maruccia in Mai più Majorana
Dal 16 al 18 gennaio 2026 (venerdì e sabato ore 20.30, domenica ore 16.00) va in scena al Teatro degli Angeli di via Pietro Colletta 21 a Milano lo spettacolo Mai più Majorana di Francesco Maruccia, Anna Manella e Leonardo Castellani, interpretato da Anna Manella e Francesco Maruccia.
Che senso ha cercare un fisico scomparso ottantotto anni fa? Non è con questa domanda che si apre lo spettacolo Mai più Majorana ma, in un certo senso, è attorno a questa battuta che tutto ruota e si sviluppa. Lo spettacolo, infatti, incomincia in una stanza d’albergo dell’Hotel Bologna di Napoli: seduta alla scrivania c’è una giovane donna, Anna, intenta a riordinare carte, documenti e pensieri. È arrivata lì, a Napoli, con uno scopo molto preciso: scoprire la verità su Ettore Majorana, il fisico italiano misteriosamente scomparso proprio a Napoli il 26 marzo 1938.
L’hotel in cui Anna alloggia non è un hotel qualunque: è lo stesso in cui ha alloggiato anche Ettore Majorana e Anna è andata lì proprio con l’intenzione di occupare la stessa stanza che ha occupato il fisico prima di scomparire. Scopre però di aver sbagliato: la stanza che lei ha richiesto non è quella in cui alloggiava il fisico. A dargli questa informazione è lo stesso Majorana, inspiegabilmente presente lì nella stanza insieme a lei.
Sorpresa - ma non troppo - dalla situazione surreale in cui si trova, Anna cerca di approfittare di questa enigmatica presenza per fare luce sugli eventi e le motivazioni che lo hanno portato a scomparire. Majorana però non può aiutarla – o non vuole? Il fisico sostiene infatti di non essere in grado di rispondere e anzi pare non sapere neanche per quale motivo si trovi lì. Vorrebbe andarsene ma non può, qualcosa lo trattiene e questo qualcosa ha molto probabilmente a che fare con Anna: che lo voglia o no, Majorana è lì per lei, è legato a lei e si ritrova costretto ad essere insieme guida e personaggio del viaggio che Anna ha intrapreso all’interno della sua storia.
La stanza d’albergo diventa così un luogo onirico e surreale in cui diversi piani spaziali e temporali si intrecciano in un gioco di compresenza perenne. Un gioco che altalena continuamente tra il presente in cui Anna e Majorana parlano, si confrontano e si conoscono, e un passato plurale, sfaccettato dove lezioni di fisica, testimonianze, incontri tra scienziati, lettere, documenti e eventi storici si susseguono nel tentativo - titanico e forse folle - di ricostruire e risolvere un mistero insolubile. Majorana, l’uomo della rinuncia del sé, è sempre lì, con Anna, costretto a riattraversare quello che ha rifiutato: la sua biografia. Eppure, quando Anna è distratta o si distoglie, Majorana viene restituito ad un’altra dimensione - anche questa compresente ma apparentemente irraggiungibile - una dimensione altra, astratta in cui Majorana è solo e può affidare al verso poetico i suoi reali pensieri nei confronti della scienza, degli uomini, delle persone care e amate e della natura.