Geranos (Subcultures of the Sun | Movimento III), mostra di Riccardo Arena

Riccardo Arena, Subcultures of the Sun (courtesy di artista e Casa degli Artisti) Riccardo Arena, Subcultures of the Sun (courtesy di artista e Casa degli Artisti)
Casa degli Artisti Cerca sulla mappa
DA Martedì09Dicembre2025
A Domenica11Gennaio2026
Evento terminato

Dal 10 dicembre 2025 all'11 gennaio 2026 è aperta al pubblico presso la Casa degli Artisti di Milano (corso Garibaldi 89/A; ingresso da via Tommaso da Cazzaniga) la mostra Geranos (Subcultures of the Sun | Movimento III) di Riccardo Arena, curata dal collettivo formato da Katia Anguelova, Vittoria Broggini, Giusy Checola, Susanna Ravelli e Giulio Verago e con il contributo immaginativo di Andrea Aversa, Emma Bozzi, Alessandra Carta, Chiara Gambirasio, Francesca Greco, Guido Mannucci, Katja Noppes e Salvatore Sammartino.

Geranos (Subcultures of the Sun | Movimento III) si configura come una mostra laboratorio, capace di trasformare il piano terra della Casa degli Artisti in un ambiente processuale, instabile e in costante trasformazione. Dopo le prime due tappe tra Monte Verità e il Museo Elisarion di Locarno, Riccardo Arena approfondisce e amplia un percorso di ricerca che intreccia mito, archivi, antropologia, storia delle immagini e processi di immaginazione collettiva in un progetto che dialoga con gli archivi di Monte Verità, Eranos e del Museo Antropologico di Città del Messico, attivandoli come organismi viventi attraverso installazioni, materiali di studio, interventi performativi e contributi teorici. 

Nel solco della nuova linea di programmazione della Casa degli Artisti dedicata ai processi creativi come spazi aperti, questo progetto propone un’inedita modalità espositiva: non una mostra conclusa, ma un luogo in cui la ricerca si manifesta mentre accade. L’artista riconfigura il piano terra della Casa degli Artisti come un organismo instabile e trasformativo, dove materiali d’archivio, reperti, opere, diagrammi, appunti visivi e interventi performativi coesistono in un paesaggio in continuo mutamento. La processualità diventa così esperienza e partecipazione, e lo spazio stesso si offre come ambiente di immaginazione collettiva.

Il progetto deriva da una ricerca avviata nel 2021 insieme al curatore Noah Stolz, radicata nella potenza simbolica della danza Geranos, la coreografia rituale che, secondo la tradizione del mito classico, Teseo eseguì dopo essere uscito dal labirinto. Il gesto spiraliforme di questa danza, interpretato dallo storico delle religioni Károly Kerényi come metafora di un sapere che si apprende attraverso il corpo e il movimento, diventa per Arena il modello per indagare la genealogia dei simboli, il rapporto tra immagine e conoscenza e la possibilità di una lettura non lineare dei fenomeni culturali. Su questa base, il progetto si è sviluppato attraverso una rete complessa di riferimenti che include la storia utopica e sperimentale di Monte Verità, l’immenso patrimonio iconografico della Fondazione Eranos custodito al Warburg Institute e le collezioni del Museo Antropologico di Città del Messico. Per Arena, questi archivi non rappresentano depositi statici, ma materiali vivi: strutture di pensiero, memorie culturali e costellazioni simboliche da riattivare attraverso un procedimento che oscilla tra analisi, associazione, intuizione e trasformazione.

Dopo le prime due tappe - la presentazione del Movimento I a Monte Verità nel 2022, in dialogo con i seminari internazionali dedicati al Libro Rosso di Jung, e l’ampio percorso installativo del Movimento II al Museo Elisarion nel 2024 - la fase milanese alla Casa degli Artisti costituisce il momento più corale della ricerca. Qui Riccardo Arena lavora insieme a un collettivo curatoriale e a una comunità allargata di ricercatori, studenti e artisti invitati, elaborando un dispositivo espositivo capace di generare nuove connessioni, rifrazioni e forme di conoscenza. La mostra confluirà inoltre nella creazione di un fondo archivistico, destinato al Museo Ma*Ga, che documenterà tanto la pratica dell’artista quanto l’intreccio di materiali da cui essa trae origine, generando un archivio vivo, eccentrico e non classificabile.

L'inaugurazione è fissata per le ore 18.00 di martedì 9 dicembre, con presentazione del percorso di ricerca Geranos (2022-2025). La mostra è poi aperta al pubblico fino a mercoledì 11 gennaio in orario 12.30-19.00 dal martedì alla domenica (ulteriori informazioni via email).

Ad arricchire la mostra, un public program di incontri, talk, workshop e azioni performative che costituiscono parte integrante del progetto: gli appuntamenti scandiscono attivandole le diverse dimensioni di Geranos - teoria, gesto, suono, immaginazione - e amplificano la natura processuale del lavoro. Di seguito il programma completo degli eventi.

  • Mercoledì 10 dicembre, ore 18.45: Il corpo è una funzione dello spazio, talk con Franca Ferrari
  • Venerdì 12 dicembre, ore 18.45: L’ebbrezza in Oriente e Occidente, talk e concerto con Antonello Colimberti e Federico Sanesi
  • Lunedì 15 dicembre (solo su invito): Notating Agencies and Atmospheres, workshop con Nikolaus Gansterer
  • Martedì 16 dicembre, ore 18.45: Contingent Agencies, presentazione della pubblicazione con Nikolaus Gansterer e Alexander Damianisch
  • Mercoledì 17 dicembre, ore 18.45: Anìmule, workshop con Claudia Losi
  • Venerdì 19 dicembre, ore 18.45: Dialogo sull’approccio labirintico alla cultura, workshop con Edoardo Pepino
  • Domenica 21 dicembre, ore 18.45: Immaginazione: l’investimento del futuro, talk con Lorenzo De Rita
  • Mercoledì 7 gennaio, ore 18.45: Geoestetiche d’Archivio, talk con Giusy Checola e Thomas Gilardi
  • Giovedì 8 gennaio, ore 18.45: Paesaggio materno: sguardi femminili sugli archivi, talk con Nicoletta Mongini, Pietro Rigolo e Noah Stolz
  • Sabato 10 gennaio, ore 19.00: Mercoledì Trio in concerto
Argomenti trattati

Newsletter EventiResta aggiornato su tutti gli eventi a Milano e dintorni, iscriviti gratis alla newsletter

-->