Andrea Appiani: i documenti e le carte intestate di un artista del neoclassicismo, mostra

Andrea Appiani: i documenti e le carte intestate di un artista del neoclassicismo Andrea Appiani: i documenti e le carte intestate di un artista del neoclassicismo
Archivio di Stato Cerca sulla mappa
DA Martedì18Novembre2025
A Venerdì09Gennaio2026
Evento terminato

Dal 18 novembre 2025 all'11 gennaio 2026 è aperta al pubblico presso l’Archivio di Stato di Milano, nella sala afffrescata del Palazzo del Senato (via Senato 10), la mostra Andrea Appiani: i documenti e le carte intestate di un artista del neoclassicismo.

In parallelo con la mostra Appiani: il Neoclassicismo a Milano a Palazzo Reale, l’Archivio di Stato di Milano presenta una mostra dedicata alla vita e all’attività del primo pittore di corte di Napoleone, con una selezione di documenti tratti dai depositi di Palazzo del Senato. Tra questi il testamento inedito dell’artista e la minuta per il decreto imperiale di nomina a primo pittore di corte, avvenuta nel 1805 da parte di Napoleone, che firma l’atto di suo pugno. I visitatori possono inoltre ammirare dal vivo alcuni esemplari delle famose carte intestate che Appiani disegnò, con intento propagandistico, per gli uffici burocratici a partire dagli anni dell’Armata d’Italia fino al periodo repubblicano rivoluzionario.
 
Divisa in tre sezioni, la mostra presenta, nella prima, una selezione di documenti che ripercorrono i momenti salienti della sua vita, dal battesimo fino al testamento (inedito): fu redatto solo nel 1817 a pochi mesi dalla morte e dopo una lunga infermità. Infatti, nell’aprile del 1813 l’artista era stato vittima di un primo colpo apoplettico che lo aveva costretto a letto per anni. Spicca fra tutti i documenti la minuta per il decreto imperiale di nomina a primo pittore di corte, avvenuta nel 1805 da parte di Napoleone, il quale firma l’atto di suo pugno; l’ultima parte della prima sezione è dedicata ad Appiani dopo Appiani e mette in luce le difficoltà affrontate dalla famiglia dopo la morte del pittore e il rivolgimento politico della Restaurazione. Alla morte dell’artista, a causa della sua lunga malattia e con la riconquista di Milano da parte degli Austriaci, la famiglia del pittore si ritrova finanziariamente molto indebolita: tenta con fatica di vendere tredici cartoni preparatori - quasi tutti di soggetto napoleonico - all’Accademia di Brera e alla fine sarà l’imperatore Francesco Giuseppe ad acquistarne solo uno, nel 1857, il Parnaso (o Apollo e le nove Muse), per fargliene dono.

La seconda sezione è dedicata alle famose carte intestate che Appiani realizza negli anni della Repubblica Cisalpina (1796-99): sono presentate a confronto altre intestazioni illustrate da altri artisti e testimonianze del collezionismo di cui furono oggetto. L’ultima sezione è dedicata all’incarico di Commissario alle Arti Belle, che prevedeva il censimento e la salvaguardia delle opere d’arte in seguito alla soppressione degli enti religiosi e la ricerca delle opere per l’arricchimento delle collezioni delle Accademie di Milano e Bologna a scopo didattico e celebrativo.

L'inaugurazione - a ingresso libero e gratuito - è fissata per le ore 18.00 di martedì 18 novembre con una breve introduzione da parte dei curatori Stefano Leardi (direttore dell’Archivio di Stato), Camila Amoros (Archivio di Stato di Milano) e Simone Ferraro (ricercatore indipendente). La mostra è poi aperta al pubblico gratuitamente ma previa prenotazione via email fino a venerdì 9 gennaio in orario 11.00-16.00 dal lunedì al venerdì.

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