Pfizer sceglie San Martino di Genova per studio su effetti collaterali del vaccino

Pfizer sceglie San Martino di Genova per studio su effetti collaterali del vaccino

Attualità Genova Venerdì 21 gennaio 2022

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© Facebook.com/PoliclinicoSanMartino

Genova - La multinazionale Pfizer-Biontech ha scelto Genova, unica città in Italia, per un'importante indagine europea sul vaccino anti Covid-19. Sono tre i Paesi coinvolti, 20 i centri di ricerca tra i quali l'unico italiano è quello diretto dal professor Giancarlo Icardi, direttore del dipartimento di Igiene dell'ospedale policlinico San Martino. Lo studio, come riporta l'edizione locale di Repubblica, coinvolgerà 14 mila persone nel mondo (in particolare in Germania e in Spagna

Obiettivo dello studio, coordinato a Genova dal professor Icardi, Direttore del Dipartimento di Igiene, è quello di aumentare le evidenze scientifiche circa la tollerabilità e la sicurezza del vaccino. L'adesione, per chi abbia ricevuto la prima dose di vaccino, avviene su base volontaria. Attraverso l'utilizzo di una app scaricabile sul proprio cellulare, a ciascun volontario sarà chiesto di rispondere, periodicamente, ad alcuni questionari. Sono 160 le persone che, ad oggi, hanno già aderito.

Il centro di ricerca dell'Ospedale Policlinico San Martino di Genova è stato l'unico in Italia scelto per uno studio approvato dai Comitati etici sia nazionale che ligure, validato dall'Ema (l'Agenzia europea del farmaco) e commissionato da Pfizer/Biontech su cittadini sottoposti alla vaccinazione anti Covid. "Questa notizia - afferma il presidente della Regione Liguria e assessore alla Sanità Giovanni Toti - ci rende ancora più orgogliosi del nostro Policlinico, riconosciuto quale centro di ricerca di eccellenza a livello italiano ed europeo grazie alla credibilità e al lavoro quotidiano svolto con grande professionalità dai ricercatori coordinati dal professor Icardi. È importante ricordare che i vaccini contro il Covid hanno già superato tutte le indispensabili e accurate verifiche di sicurezza, ma l'attività del mondo della ricerca non si ferma, con studi che proseguono nel tempo, come accade, ad esempio, per il vaccino antinfluenzale o per quello contro lo pneumococco".

La fase di arruolamento da parte del Policlinico è iniziata prima di Natale e si concluderà in primavera: hanno già aderito oltre 160 volontari, vaccinati con la prima dose. "La metodologia scelta è quella osservazionale - spiega Icardi - la stessa utilizzata ad esempio per gli studi coordinati da Ema o Aifa sui vaccini antinfluenzali, che cambiano ogni anno in funzione del virus, per dimostrare l’assenza di variazioni in termini di tollerabilità e sicurezza. Non dobbiamo dimenticare che i vaccini sono tra i farmaci più controllati, essendo somministrati per la gran parte a soggetti sani per prevenire l’insorgenza della malattia e soprattutto delle sue pericolose complicanze. In questo caso si tratta di uno studio molto importante perché prevede una sorveglianza attiva, per cui, in modo semplice e immediato attraverso la App sul proprio cellulare, il volontario viene invitato periodicamente a rispondere ad alcune domande specifiche, segnalando eventuali effetti collaterali o qualsiasi altro sintomo. In considerazione del numero sempre maggiore di persone vaccinate grazie alla poderosa campagna in atto, l'ipotesi futura - conclude il direttore del Dipartimento di Igiene del Policlinico San Martino di Genova - è di coinvolgere non solo i soggetti con la prima dose ma anche coloro che effettuano la dose booster per rassicurare la popolazione sui richiami periodici".

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