Sentiero dell'Acquedotto Storico di Genova: percorso da Staglieno e da dove partire

Sentiero dell'Acquedotto Storico di Genova: percorso da Staglieno e da dove partire

Cultura Genova Venerdì 16 aprile 2021

Acquedotto Storico di Genova
© commons.wikimedia.org

Genova - Il percorso pedonale che l’Acquedotto Storico di Genova offre ormai da qualche anno, grazie ai recenti progetti di recupero e restauro di associazioni e volontari, costituisce una delle mete più amate dai genovesi. Antico monumento risalente all’epoca dei romani, costruito per favorire l'approvigionamento di acqua della città di Genova, oggi l’Acquedotto è ormai diventato un piacevole sentiero pianeggiante, che attraversa la Val Bisagno tra fasce e orti, tra borghi e boschetti, regalando agli escursionisti la sensazione di trovarsi in piena campagna. Il sentiero presenta numerosi punti di partenza, per cui si ha un’ampia scelta per decidere l’inizio e il termine del proprio percorso. Qui parleremo di uno dei tratti più amati dell’Acquedotto, che parte da via Burlando, subito dopo aver superato via delle Ginestre, per arrivare a Genova Molassana.

Il percorso parte con una scalinata di circa 200 gradini sullo scenografico ponte-sifone sul rio Veilino, progettato con le sue 19 arcate da Carlo Barabino nel 1837 e poi abbellito e alleggerito da Resasco, percorso da una coppia di tubi in ferro che permettevano all’acqua di scorrere e raggiungere il centro della città. Percorrendo tutti i suoi 450 metri, dove si ha quasi la sensazione di volare sulle cupole del Cimitero Monumentale di Staglieno, si arriva a una delle stazioni di filtraggio dell’acquedotto, la Casetta dei Filtri.

Attenzione: il ponte-sifone non è sempre percorribile ed è gestito dall’associazione culturale Aegua Fresca, che pubblica sul sito i weekend di apertura.

Proseguendo per qualche metro, si giunge alla chiesa di San Bartolomeo di Staglieno, che vale la pena visitare per le sue ricche decorazioni e per opere importanti all'interno del panorama artistico genovese, come le famose statue del Maragliano. Superato un altro grande ponte, si procede nel breve vallone di Preli, che passa sopra la rimessa degli autobus e sotto all’autostrada. Andando avanti ci si addentra nella natura più selvatica seguendo l’antico tracciato della valle del rio di Cicala, caratterizzata da prati e boschetti incontaminati.

Dopo una salita di circa 100 metri e una breve scalinata che sale il ponte sul rio Trensasco, il sentiero avanza lungo l’omonimo vallone, sopra San Gottardo. Si incrocia il ponticello crollato di Costa Fredda, che ha una facile deviazione. Percorrendo un altro tratto di ambiente rurale, si raggiunge l’accesso, non molto evidente, dell'altro ponte-sifone dell'Acquedotto, quello sul rio Geirato. A differenza dell’altro ponte, questo è da pochi giorni nuovamente transitabile durante tutti i weekend, negli orari di apertura della Casetta dei Filtri (ore 10-12 e 15-17, salvo maltempo e zone rosse).

Costruito nel 1777, si trova nel quartiere di Molassana, è sorretto da 22 arcate, lungo più di 600 metri, ed è ora gestito e tenuto pulito dal Circolo Ricreativo e Culturale di via Sertoli. (Nel caso fosse chiuso, vi è un percorso alternativo che porta comunque dall'altra parte, costeggiando la valle).

Una volta attraversato il ponte e dunque il rio Geirato, si raggiunge il grande Cimitero di Molassana e si prosegue tra orticelli e fasce sull’antico tracciato in via Roccatagliata fino al Cimitero di San Siro, dove chi vuole può visitare l’antica Abbazia romanica, risalente al XII secolo.

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