Il percorso di Colombo da Genova all'entroterra: mappe e luoghi attraversati in 19 km

Il percorso di Colombo da Genova all'entroterra: mappe e luoghi attraversati in 19 km

Cultura Genova Sabato 8 maggio 2021

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Genova - Chi ama il trekking, non può non percorrere il sentiero di Colombo. È stato ripristinato, dopo un periodo di abbandono che rischiava di farlo diventare impraticabile, l'itinerario storico Colombiano. Un percorso a valenza storico-escursionistica che da Terrarossa di Moconesi (ora Terrarossa Colombo), in Val Fontanabuona, arriva a Quinto al Mare, passando dalle fasce alle spalle di Nervi. Si sviluppa in circa 19 chilometri, seguendo quello che storicamente fu il tragitto della famiglia degli avi di Cristoforo Colombo, originaria fontanina, lungo l'antichissima mulattiera che dalla Fontanabuona arrivava a Genova.

L'Itinerario storico Colombiano, ideale per gli amanti del trekking, valorizza e fa conoscere l'entroterra Ligure. Il sentiero fu inaugurato nel 1992, durante il festeggiamento dei 500 anni dalla scoperta dell'America, ma nel corso degli anni è stato abbandonato e oggetto anche di atti di vandalismo, rischiando di perdere un importante e antico collegamento che conserva i segni della nostra storia, con importanti testimonianze come le cave di ardesia e i resti di un antico "hospitalis". Sono state pensate due mappe, in modo che ogni utente possa seguire la traccia del sentiero dal proprio smartphone. I due link si riferiscono al sentiero originale e a quello con le varianti, inoltre il file è totalmente condivisibile su qualsiasi social. A questo link è visibile la mappa del percorso originale, mentre la mappa 2 dell'itinerario con le varianti è usufruibile cliccando qui (con poco asfalto). Ora altre curiosità sul percorso colombiano e i comuni attraversati nella provincia di Genova.

Il sentiero, che attraversa sette Comuni, si snoda da Terrarossa Colombo fino a Quinto, passando per Tribogna, Colle Caprile, Calcinara, Cornua, Valico del Monte Becco, Valico del Monte Cordona, Nervi. Era conosciuto un tempo anche come via "dell’ardesia" o via "del pane", in cui si identificano quei percorsi della Val Fontanabuona che dalle cave poste in prossimità dei crinali scendono fino al fondo valle e alla costa. Questi sentieri sono stati percorsi per secoli per trasportare le lastre di ardesia dai luoghi di estrazione fino al mare. Ripercorrerli aiuta a comprendere quanto fossero difficili le condizioni di vita, in un entroterra povero di risorse naturali, in un territorio avaro di prodotti della terra e di pastorizia, ma con un ambiente naturale ricco di segni lasciati dall'uomo: vecchie case, viottoli, fasce, muretti a secco.

Il trasferimento a Quinto della famiglia di Colombo fu poi seguito dal trasloco a Genova, dove il padre di Cristoforo diventò custode della porta dell’Olivella, che oggi non esiste più,  nei pressi del Ponte Monumentale di via XX Settembre. La famiglia di Colombo andò anche a Savona, ma conservò sempre i rapporti con gli abitanti della Fontanabuona. Nel 1992 le operazioni furono realizzate dall’associazione Colombo Fontanabuona 2000 con il sostegno della Provincia e della Comunità montana Fontanabuona, grazie anche all’apporto di molti volontari.

Lungo il percorso si incontrano molti punti di interesse storico, come i ruderi dell'antico castello genovese sulla cima del monte Tuggio, i ruderi di una chiesetta e dell'antico hospitalis di San Giacomo di Pozzuolo, una sorta di foresteria sul monte sovrastante Pieve a Bogliasco, operativo tra il 1200 e il 1500. Un altro punto suggestivo è lo sbalzo vicino al Passo dei Casetti sul versante della Fontanabuona, denominato "u ballou de strie", il ballatoio delle streghe, chiamato così per i rumori notturni degli animali. Interessanti da visitare sono anche le cave storiche di Monte Rosso, dove si trovano i resti di vecchi macchinari e ardesie già lavorate e abbandonate intorno agli anni ’30.

Alcune cave sono in galleria, altre all'aperto e l'acqua piovana ha creato al loro interno piccoli laghi, per cui in questo tratto è necessario prestare attenzione e non avvicinarsi. Sopra Nervi si trova una tappa con vista sul mare: è la cappella porticata di San Rocco. La flora su questo territorio è molto varia: nei pressi del ponte a tre archi sul torrente Lavagna si trovano ontani e vimini selvatici, salendo i castagneti e tra il Passo di Case Becco e il monte Cordona gli antichi pascoli ormai inselvatichiti. Gli animali che popolano la zona e si possono incontrare luno il cammino Colombiano sono volpi, tassi, scoiattoli, lepri e cinghiali. 

Sentiero Colombiano: il ripristino

Grazie al lavoro di Roberto Giordano, Ambasciatore di Genova nel Mondo dal 2017, runner e conoscitore dell’entroterra, all’Associazione dei Liguri nel mondo e alla Federazione italiana escursionismo, si è provveduto al ripristino dell’Itinerario, con la pulizia del sentiero, il taglio dei rovi, la sostituzione della segnaletica ormai usurata e in parte illeggibile.

Sono stati posizionati 30 nuovi cartelli con le indicazioni e le note storiche e sono state ridipinte sulle rocce le frecce bianche e rosse che guidano il percorso. Rispetto al sentiero tracciato nel 1992, sono state create tre varianti, nella zona della panoramica Uscio-Apparizione, per evitare tratti asfaltati, sostituendoli con passaggi più impegnativi ma molto suggestivi.

Il sentiero è sicuro e adatto a tutti, si percorre in media in sette ore di cammino, che possono diventare nove se si opta per le varianti.Cristoforo Colombo è considerato il primo ambasciatore genovese nel mondo e per questo il sindaco ha scelto il 12 ottobre, giorno della scoperta dell’America, per nominare gli ambasciatori di Genova nel mondo. Inoltre, Giordano ha rappresentato a New York, sulla Fifth Avenue, la città di Genova alla parata del Columbus Day

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