Genova, il Museo dell'Emigrazione Italiana sbarca alla Commenda di Prè: il progetto

Cultura Genova Museoteatro della Commenda di Prè Giovedì 14 giugno 2018

Genova, il Museo dell'Emigrazione Italiana sbarca alla Commenda di Prè: il progetto

© Wikipedia

Genova - A gennaio del 2018 la notizia: il Museo nazionale dell'Emigrazione Italiana troverà casa a Genova. Non proprio una novità assoluta: da anni si parla infatti di trasferire a Genova, città dalle grandi tradizioni migratorie, il Museo della Emigrazione Italiana (Mei), costituito a Roma presso la sede provvisoria del Vittoriano nel 2009 e attualmente chiuso al pubblico. L'idea era venuta al Ministro della Cultura e Turismo, Dario FranceschiniAll'alba del 2018 però, dopo la conferma dell'arrivo del museo nel capoluogo ligure, tanti aspetti erano ancora da chiarire: domande come dove sorgerà a Genova? o entro quanto tempo? lasciavano soltanto punti di domanda. A cinque mesi di distanza, ecco le risposte: il Museo dell'Emigrazione Italiana sorgerà alla Commenda di Prè. Quando? Probabilmente nel 2020, ma, se si riesce, anche prima.

Ad annunciarlo è Pierangelo Campodonico, direttore del Mu.Ma Musei del mare e delle Migrazioni di Genova, della quale il Museo della Commenda di Prè fa parte: «Il museo nascerà alla Commenda di Prè. La scelta di questa struttura non è casuale: nella storia dell'emigrazione italiana, il ruolo di Genova è sempre stato strategico; anzi, prioprio da Genova partirono le prime ondate migratorie italiane. E a lungo, sotto la Commenda e nelle vie traverse, tra alberghi, affittacamere e osterie, alloggiò per anni un popolo in partenza. Ecco perchè la Commenda di Prè è stata, ed è tuttoggi, un punto di riferimento nella storia dell'emigrazione italiana».

Presentando il progetto per il 2020, Campodonico fa il punto sui contenuti del Museo: «Il Museo dell'Emigrazione Italiana, o Mei, racconterà la storia dell'emigrazione italiana in senso lato: a partire dell'emigrazione dalle campagne con le valigie di cartone, per arrivare alle migrazioni interne, passando per le migrazioni in Europa fino all'emigrazione contemporanea. Ma il Mei non racconterà solo la storia di un popolo alla ricerca di speranze: racconterà soprattutto come gli italiani e i genovesi, migrando, hanno cambiato il mondo, tramite il lavoro, l'arte, l'architettura,  la musica e l'enogastronomia. Tutto questo verrà raccontato in modo multimediale, immersivo e interattivo, con un'attenzione particolare verso i giovani. I modelli a cui si ispirerà il museo sono due: quello del German Emigration Center di Bremerhaven e quello di Epic - irish Emigration Museum».

Il Museo dell'Emigrazione porterà alla Commenda di Prè qualche intervento a livello architettonico. Campodonico fornisce risposte anche sotto questo aspetto: «Stiamo parlando di un edificio artistico e monumentale del XII secolo, dunque una struttura connotata e delicata: gli interventi saranno limitati a livello architettonico, con la realizzazione di vetrature al livello della loggia del primo e secondo piano e la realizzazione di pavimenti galleggianti di raccordo. Sarà importante invece l'intervento impiantistico, nel rispetto dei vincoli architettonici. L'esecuzione di tali lavori partiranno nel 2019».

Risorse e fondi per il progetto? Ci sono anche quelli: «Il Museo dell'Emigrazione Italiana necessita di contenuti importanti e strutturati - riconosce Campodonico - Grazie all'impegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali (Mibact) il progetto Mei riceverà il contributo dei maggiori archivi iconografici e multimediali italiani, come quello dell'Istituto Centrale per i Beni Sonori e Audiovisivi, quello di Rai Teche e quello dell'Istituto Luce. Abbiamo anche i finanziamenti, in gran parte derivanti dallo Stato: 3 milioni di euro per i Grandi Progetti Beni Culturali, 2 milioni di euro del patto per Genoa - Cultura Tursismo e Vita Sociale e 300mila euro dalla Compagnia San Paolo».

Ilaria Cavo, assessore alla Cultura di Regione Liguria, che sostiene il progetto e ha sottoscritto l'accordo di valorizzazione insieme al Mibact e Comune di Genova, sottolinea: «Non si tratterà di un semplice trasloco del Museo da Roma a Genova: si assisterà ad un grande progetto di rinascita del museo. Il nuovo museo sarà una grande risorsa anche per il turismo». Il Sindaco di Genova Marco Bucci ha a cuore il progetto: «Il museo sarà importante soprattutto per i giovani e i cittadini che vogliono cercare e trovare qui le proprie radici e le storie della propria famiglia. Da non sottovalutare il fatto che il museo nascerà a pochi passi dall'Acquario di Genova e al Museo delle Navigazioni: se poi pensiamo al sorgere in questa zona della teleferica Porto Antico - Begato (progetto che si farà), l'offerta culturale non potrà che essere prima in Europa».

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