Genova sotterranea: gli scheletri dell'Acquasola sotto il parco. Perché sono lì?

Genova sotterranea: gli scheletri dell'Acquasola sotto il parco. Perché sono lì?

Cultura Genova Parco dell'Acquasola Martedì 27 marzo 2018

© Pixabay

Genova - Avete mai visto It, la famosa e terrificante miniserie televisiva tratta dall'omonimo romanzo di Stephen King? Chi ha vissuto gli anni Novanta non può non conoscerla, perchè la storia del demone sotto forma di pagliaccio che adesca i bambini spuntando dai tombini della città di Derry, con la promessa di palloncini rossi e dolci, è divenuta in breve tempo un vero e proprio cult in quegli anni. 

Sarà per l'eredità di It, oppure per il fascino del mistero che da sempre seduce l'uomo: fatto sta che tutti, almeno una volta, ci siamo chiesti che cosa si nasconda nel sottosuolo di Genova. E i genovesi, in questo, sono fortunati: se misteri, leggende e curiosità pullulano al di sopra della superficie, figuriamoci sotto. Mai sentito parlare degli scheletri dell'Acquasola? Niente pagliacci dai tombini in questo caso, ne altre storielle da incubo palesemente inventate: il parco dell'Acquasola a Genova racchiude nel suo ventre un mistero che affonda le radici nella storia.

Siamo nel 1657 quando anche Genova viene investita dall'epidemia di peste, la stessa raccontata dal signor Manzoni trent'anni prima nel suo celebre romanzo I Promessi Sposi. A quel tempo Genova contava 90 mila abitanti: ne rimasero poi solo 30 mila. Pochi sanno che i corpi di quelle 60mila vittime della peste vennero gettati dalla superficie in pozzi sotterranei e ammassati sotto il parco dell'Acquasola. Questo rende ancora oggi il sottosuolo del parco una vera e propria necropoli: queste zone sotterranee non sono visitabili, ma calandosi da un tombino in mezzo al parco ci si ritroverebbe all'interno di gallerie sotterranee piene di scheletri umani.

Una realtà, questa, che passa inosservata ed è impenetrabile, anche se negli ultimi anni si è parlato di una possibile apertura al pubblico per favorire visite guidate. Analisi scientifiche sugli scheletri potrebbero poi restituire fotografie complete ed accurate dei genovesi del Medioevo, partendo dalla conoscenza della loro dieta. Per ora si può solo viaggiare con la fantasia e immaginare quel mondo sommerso, resistendo alla tentazione di conoscerlo da vicino.   

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