Cultura Genova Mercoledì 26 aprile 2017

Festival della Parola a Chiavari: da Morgan alle fake news

Morgan
© www.festivaldellaparola.eu

Genova - Torna da giovedì 4 a domenica 7 maggio il Festival della Parola, quattro giorni nei quali, in location insolite, come bar o piazze, oppure tradizionali, come auditorium e teatri, si alterneranno giornalisti, scrittori, musicisti, attori, studiosi per parlare di parole. Un festival che, anche quest’anno, proporrà eventi ispirati alle questioni più attuali, alle ricorrenze, ai personaggi, per raccontare la Parola con eventi interattivi e trasversali.

Tra gli ospiti della manifestazione Morgan (giovedì 4 maggio), Francesco Pannofino (venerdì 5 maggio) con il recital di musica e parole Io recito le emozioniPeppe Servillo (sabato 6 maggio) e Marco Travaglio (domenica 7 maggio). Tutti questi appuntamenti si terranno alle ore 21.15 presso il Teatro Cantero di Chiavari. 

La quarta edizione del Festival della Parola si svilupperà lungo due binari, che si intrecciano sulle note di una canzone: Un giorno dopo l’altro. È il 1966 quando Luigi Tenco scrive quel brano, che divenne la sigla di apertura dello sceneggiato televisivo Rai: Le inchieste del commissario Maigret, interpretato da Gino Cervi e ispirato al personaggio creato da Georges Simenon. Una scelta fortuita o un segno del destino, che torna ad unire le due figure del cantautore italiano e dello scrittore belga, nella kermesse chiavarese. Un giorno dopo l’altro, dal 4 al 7 maggio, il Festival della Parola, tornerà rendendo omaggio a questi due personaggi ma sviluppando, come nella sua migliore tradizione, anche molte altre suggestioni offerte dal poliedrico mondo della Parola. 

Il 2017 è l’anno di Luigi Tenco, a cinquant’anni dalla sua morte, si susseguono le iniziative, le commemorazioni, che vogliono rendere omaggio al cantautore. Anche il Festival della Parola ha deciso di ricordarlo a suo modo. Nella quattro giorni saranno molte le iniziative dedicate a Tenco, che farà da colonna sonora al Festival 2017 e che diverrà materiale umano e artistico di appuntamenti che vedranno, di volta in volta, coinvolti studenti, artisti, giornalisti, collezionisti e persino gli ospiti della Casa di reclusione di Chiavari, protagonisti di un progetto unico in Italia.

Nei mesi precedenti alla manifestazione alcuni ospiti della Casa di reclusione di Chiavari hanno preso parte ad un laboratorio di scrittura, tenuto da alcuni docenti dell’Istituto Caboto, che li ha visti lavorare su quattro brani scritti da Tenco: Cara maestra, Un giorno dopo l'altro, Mi sono innamorato di te e Ciao amore ciao. Dopo aver esaminato i testi, i detenuti hanno scritto riflessioni e pensieri personali suscitati dalle canzoni: questi elaborati verranno letti dai ragazzi delle scuola media Ilaria Alpi e dell’istituto Caboto nella giornata di apertura del festival, giovedì 4 maggio, mentre una formazione ridotta dell’orchestra della scuola media Della Torre eseguirà i brani oggetto di studio, il tutto nell’ambito di un incontro sulla realtà del carcere e sulle attività didattiche che vengono svolte al suo interno.

Sabato 5 maggio al Teatro Cantero, invece, verrà presentato in anteprima il cortometraggio Il mio regno realizzato dagli studenti dell’istituto Caboto, in collaborazione con gli insegnanti Alessandro Zunino e Sabrina D'Isanto, all'interno del carcere, che racconta il percorso creativo compiuto dagli ospiti della Casa di reclusione. Fra le tante chicche l’incontro con il chitarrista Armando Corsi, che duetta con i detenuti sulle note di Ciao amore e Il mio regno. Un documento inedito che apre una finestra sulla realtà del carcere e che sensibilizza i più giovani sul tema della limitazione della libertà personale. Fra le testimonianze raccolte nel cortometraggio anche la lettura della lettera scritta da Luigi Tenco alla madre Teresa. 

La centralissima via Martiri della Liberazione, per i chiavaresi Caruggio Dritto, si trasformerà per quattro giorni in una temporary road musicale dedicata a Luigi Tenco. Grazie all’impianto di filodiffusione che percorre la via, dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18, verranno trasmessi settanta brani scritti dal cantautore di Cassine, selezionati da Enrico Deregibus, giornalista e scrittore esperto di Tenco, consulente del progetto, in collaborazione con la locale Radio Aldebaran, facendo da colonna sonora alla manifestazione.

A Luigi Tenco, il giovane idealista sarà dedicata la mostra allestita a Palazzo Rocca dal 4 al 7 maggio (orari: 10-12, 16-18), a cura del collezionista Sandro Amicone. 

Georges Simenon sarà l’altro ospite d’onore della IV edizione del Festival della Parola. Maestro del genere letterario poliziesco, icona per schiere di appassionati e modello per scrittori e giallisti, il creatore del commissario Jules Maigret sarà il filo rosso che unirà molti momenti diversificati nel cartellone dei quattro giorni. Un mostra antologica, realizzata a Palazzo Rocca, grazie alla collaborazione del più grande collezionista al mondo (Romolo Ansaldi), permetterà al pubblico di conoscere, attraverso materiale inedito, anche gli aspetti più intimi e famigliari dello scrittore di Liegi (dal 4 al 7 maggio, orari 10-12, 16-18).

Una retrospettiva al Teatro Cantero permetterà a tutti gli appassionati di rivedere alcune versioni cinematografiche ispirate al personaggio letterario, tra cui anche la serie televisiva: Le inchieste del commissario Maigret interpretato da Gino Cervi, che andò in onda fra il 1964 e il 1972, per la regia di Mario Landi, scelto dal curatore del progetto, un certo Andrea Camilleri, che sarà protagonista di uno speciale cameo dedicato a Simenon.

Si rinnova anche in questa edizione 2017 del Festival della Parola la partnership con la Scuola Holden, che, in linea con il filone dedicato a Georges Simenon, terrà un workshop, con un occhio di riguardo ai giovani, dedicato a come si scrive un romanzo noir. Il workshop della Scuola Holden si terrà sabato 6 maggio, alle ore 11, presso la sala Ghio Schiffini della Società Economica, via Ravaschieri 15. A fornire gli attrezzi del mestiere sarà Stefano Piedimonte, scrittore e docente della scuola creativa torinese. Piedimonte, napoletano, classe 1980, è autore dei romanzi: Nel nome dello Zio (Guanda), Voglio solo ammazzarti (Guanda), L'assassino non sa scrivere (Guanda), L'innamoratore (Rizzoli). Scrive su Donna ModernaIl MattinoCorriere della Sera e altri periodici.

Cos'è oggi il romanzo noir? Ha ancora senso parlare di letteratura di genere, oppure i meccanismi narrativi che regolavano in passato un settore letterario ben identificabile sono oggi condivisi anche dai romanzi cosiddetti non di genere? La narrativa contemporanea è fatta da autori ibridi, dagli italiani Maurizio de Giovanni, Niccolò Ammaniti, agli stranieri come George Pelecanos, William McIlvanney, Joe Lansdale, e perfino Michel Houellebecq: tutti scrittori che usano - o hanno usato - il noir come una scatola in cui inserire i contenuti più vari, dalla denuncia sociale all'amore, dal racconto del territorio all'umorismo. Si parte dal noir per raccontare altre cose. Lo scrittore sa che oggi è molto più difficile, rispetto a un tempo, ottenere attenzione da parte del lettore, così gli fornisce un traino che lo porti dalla prima all'ultima pagina del libro. Questo traino, spesso e volentieri, è il noir.

Dalla narrativa all'attualità delle Parole tradite: l’informazione ai tempi di fake news e post verità sarà al centro dell'evento che porterà i lettori a confrontarsi con i giornalisti. Neologismi come fake news e post truth era sono diventati protagonisti di dibattiti a tutti i livelli della società. Quello della proliferazione delle bufale e della post verità è un fenomeno certamente non nuovo ma amplificato in maniera esponenziale e pericolosa dall’utilizzo della tecnologia, rendendo sempre più sfumato, al lettore incauto, il profilo delle fonti autorevoli e credibili. Il Festival della Parola 2017 resta sulla notizia e dedica alcuni importanti appuntamenti a questo tema scottante e di grande attualità. Nella convinzione, poi, che il mondo della scuola sia il primo baluardo contro la disinformazione, particolare attenzione è stata rivolta ai ragazzi, dando loro la parola, per capire come si informano e costruire insieme a loro una nuova consapevolezza e capacità critica nei confronti delle notizie che circolano nella Rete.

Sarà il direttore del quotidiano genovese Il Secolo XIX, Massimo Righi, a dialogare con i ragazzi di due licei liguri, il Marconi Delpino di Chiavari e il D’Oria di Genova, sul tema della cattiva informazione. Un secondo incontro vedrà protagonista il giornalista e scrittore Maurizio Maggiani, che intervistato da Andrea Plebe (responsabile di XTe, sezione dedicata alla cultura, agli spettacoli e al costume de Il Secolo XIX) proverà a spiegare al pubblico: Perché ci piacciono le false notizie e altre storie. Significativamente, sarà proprio un giornalista a chiudere la quarta edizione del Festival della Parola, Marco Travaglio, con il suo Slurp, sferzante spettacolo contro il malcostume del mondo dell’informazione. Per il programma completo, visitate il sito del Festival della Parola di Chiavari

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