Coronavirus in Veneto: accessi limitati a musei e locali. Cinema e teatri ancora chiusi - Verona

Coronavirus in Veneto: accessi limitati a musei e locali. Cinema e teatri ancora chiusi

Attualità Verona Lunedì 2 marzo 2020

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Verona - A causa dell'emergenza Coronavirus in Veneto, nonostante nei giorni scorsi si sia più volte parlato di una ripresa delle attività, è stato confermato lo stop a cinema, teatri, discoteche e grandi eventi fino a domenica 8 marzo, oltre alla già annunciata chiusura delle scuole e delle università. Si va invece verso una parziale riapertura per quel che riguarda musei e locali: sono queste le misure contenute nel decreto emanato dal Governo sabato 29 febbraio per le tre regioni italiane in cui è manifestato il maggior numero di contagi da Coronavirus, tra cui il Veneto.

Coronavirus in Veneto: cosa resta chiuso

In Veneto, per prevenire la diffusione di altri contagi da Coronavirus, sono sospesi per un'altra settimana gli eventi e le competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, in luoghi pubblici o privati, così come tutte le manifestazioni, gli eventi pubblici, compresi quelli di carattere culturale, ludico, sportivo e religioso, anche se svolti in luoghi chiusi ma aperti al pubblico: pertanto, cinema, teatri, discoteche e chiese restano chiusi fino a domenica 8 marzo.

Ancora chiuse le scuole di ogni ordine e grado, i servizi educativi dell'infanzia e ogni attività didattica; fermi master, corsi per le professioni sanitarie e università per anziani, a esclusione dei medici in formazione specialistica e tirocinanti delle professioni sanitarie. La Regione Veneto ha altresì previsto il rinvio di tutte le procedure concorsuali, escluse quelle per il personale sanitario.

Coronavirus in Veneto: cosa riapre e con quali limitazioni

Musei, ristoranti e pubblici esercizi possono scegliere se riaprire o meno, a condizione che assicurino modalità di fruizione contingentata o comunque tali da evitare assembramenti di persone. Chi deciderà di riaprire dovrà rispettare il cosiddetto criterio droplet: vale a dire che i gestori dei pubblici esercizi e i responsabili dei musei dovranno garantire il mantenimento di una distanza di almeno un metro tra visitatori, per evitare contatti troppo ravvicinati che potrebbero favorire la diffusione del Coronavirus.

Per quel che riguarda invece l'accesso dei visitatori alle aree di degenza degli ospedali, i criteri rimangono gli stessi: le direzioni sanitarie non potranno ammettere più di una persona per paziente al giorno. La regola vale anche per le residenze sanitarie assistenziali per non autosufficienti.

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