Giornate Fai all'aperto 2020: cosa vedere a Venezia e in Veneto

Giornate Fai all'aperto 2020: cosa vedere a Venezia e in Veneto

Cultura Venezia Giovedì 25 giugno 2020

Casa Bortoli, Venezia
© Fai - Fondo Ambiente Italiano

Venezia - Parchi cittadini, giardini privati, riserve naturali, boschi e foreste, orti e campagne, alberi monumentali, sentieri immersi nella natura più selvaggia e passeggiate nel verde urbano: tornano le Giornate Fai, questa volta con un'edizione speciale, tutta all'aperto. In tutta Italia sarà possibile godere dell’immenso patrimonio naturalistico del Paese, nel totale rispetto delle normative di sicurezza.

Sabato 27 e domenica 28 giugno 2020, per partecipare alle Giornate Fai all'aperto sarà obbligatoria la prenotazione, da effettuare solo online, fino a esaurimento posti e non oltre le ore 15.00 di venerdì 26 giugno.

Sono oltre 200 le aperture di luoghi straordinari. Ma cosa vedere a Venezia e in tutto il Veneto? Ecco i luoghi aperti sabato 27 e domenica 28 giugno (per informazioni e per prenotare guardare sul sito del Fai).

Venezia

Il salotto di Venezia: Passeggiata in Piazza San Marco. Da sempre simbolo di Venezia, piazza San Marco è un luogo ricco di testimonianze della storia della Serenissima. Uno dei luoghi più visitati della città eppure anche uno dei meno conosciuti. Una visita itinerante tra le procuratie, il campanile e la Basilica di San Marco, attraversando l'area marciana per scoprire i tanti riferimenti storico e artistici che popolano questo luogo.

Negozio Olivetti in Piazza San Marco, che nel 1957 Adriano Olivetti individuò come sede di rappresentanza per trasmettere i valori culturali dell’azienda in un contesto dove modernità e innovazione convivessero nel rispetto dell’ambiente storico. L’impresa fu affidata al veneziano Carlo Scarpa, che riorganizzò completamente l’originario spazio buio e angusto secondo un disegno d’insieme unitario e una geniale e innovativa articolazione degli spazi, capace di recuperare i volumi, valorizzare le potenziali trasparenze e dialogare con gli elementi decorativi.

Casa Bortoli è un «museo particolare», come nei desideri dei donatori, i coniugi Bortoli, ricco di oggetti d’arte: dalle collezioni di argenti ai dipinti, dagli arredi ai tessili, fino ai tappeti, agli affreschi e alle sculture. Le sue stanze richiamano il caratteristico gusto del Settecento veneziano e sono ancora piene di memorie private. Visitarla permette di conoscere e vivere l’esperienza dell'abitare a Venezia nel XX secolo e di scoprire la città attraverso luoghi originali e itinerari inediti ideati dal FAI. La particolarità di queste Giornate FAI, cioè l’interesse verso gli spazi aperti e l’ambiente, permette anche di porre l’attenzione sulla difficile situazione attuale della laguna di Venezia e sulle riflessioni del Fondazione a questo riguardo.

Longarone (BL)

La sequoia del Vajont e la Tenuta del Faè. La grande Tenuta del Faè, a pochi chilometri da Longarone è conosciuta per la presenza della sequoia gigante, alta 33 metri e con un’età stimata di 160 anni, testimone perenne del disastro del Vajont del 9 ottobre 1963, di cui porta ancora la grande scortecciatura provocata dalla forza dell’acqua, che però non è riuscita a sradicarla.

Tombolo (PD)

Parco Palude di Onara. La Palude di Onara è un raro biotopo con ambienti microclimatici freddi generati dalle polle di risorgiva, rifugio di un particolare tipo di flora relitta dai cicli glaciali.

Rovigo

Corte Grimani-Ricciuti, Pettorazza Grimani. La corte, che vide nel tempo la successione di nobili famiglie dei Loredan, dei Grimani e dei Morosini-Gatterburg, diede origine al paese. Uno dei fabbricati al suo interno infatti fu nel 1820 il primo municipio di Pettorazza e buona parte della popolazione lavorava presso i terreni dei nobili. Nel tempo il complesso ha subito varie trasformazioni dal punto di vista edilizio, ma non ha mai mutato la sua identità agricola.

Cimitero Ebraico. Il cimitero sorge a pochi metri dal cimitero cristiano della città, entrambi infatti furono costruiti ex novo quando le leggi vietarono di avere i cimiteri all'interno delle mura cittadine. La visita sarà un’opportunità per conoscere meglio la comunità ebraica e per capire come si svolgono i riti funebri ebraici.

Conegliano (TV)

Azienda Agricola Biodinamica San Michele. La Società agricola Biodinamica San Michele nasce nel 1987 per volontà dei soci della Libera fondazione antroposofica Rudolf Steiner. L'azienda ospita stalla, caseificio, serra, ricoveri per le attrezzature, magazzini, laboratori di confezionamento per gli ortaggi oltre a un orto biodinamico e un parco all'interno del quale si snoda un percorso botanico.

Sona (VR)

Villa Giusti del Giardino, chiesa e ghiacciaia (solo esterni). Il percorso di visita riguarderà la corte centrale della villa nella quale è presente una chiesetta barocca, saranno inoltre visibili il parco e la ghiacciaia dall'esterno. La villa è immersa nella campagna delle colline moreniche dell'entroterra gardesano e fu edificata nella prima metà del XV secolo.

Bassano del Grappa (VI)

Giardino Parolini. Descritto come luogo di delizia nelle guide del secolo scorso, è l’unico esempio regionale di orto botanico indipendente dall’ Università. Un’accogliente e ricca isola verde nel centro storico di Bassano realizzata nel 1805 da Alberto Parolini, nobile bassanese che partecipò attivamente alla vita culturale cittadina d’inizio Ottocento.

Vicenza

Bosco privato di Villa Valmarana ai Nani. Una passeggiata lungo il sentiero che attraversa il piccolo e rigoglioso mondo naturale del bosco, con inedita vista panoramica sulla Valletta del Silenzio e su Monte Berico dal colle di San Bastian. Una fitta vegetazione caratterizzata da lecci di oltre duecento anni, altissimi bambù, antiche statue, la Pagoda affrescata, la Cappella seicentesca restaurata di Villa la Rotonda rendono unica questa occasione di accesso a uno scrigno privato di rara bellezza.

Quero-Vas (BL)

Monte Fontana Secca racconta il verde eroico, di un doppio eroismo: l’eroismo rurale, di una malga che storicamente caricava al pascolo transumante centinaia di vacche della locale razza burlina, oggi quasi in via d’estinzione, nonostante l’assenza di acqua (fontana secca!) ancora oggi perdurante, e che tornerà con il FAI a far pascolare le stesse vacche grazie a ingegnosi abbeveratoi mobili; l’eroismo bellico, perché qui nel 1917 si è consumata una delle più drammatiche battaglie della Grande Guerra, di cui restano nel terreno le ferite delle trincee, ancora oggi scolpita nella memoria locale e nazionale.

Luvigliano di Torreglia (PD)

Villa dei Vescovi racconta il verde d’ozio e lo speciale rapporto tra verde reale e verde dipinto, attraverso i continui rimandi fra interno ed esterno della villa, fra il paesaggio reale, dei Colli Euganei in cui è immersa, e il paesaggio dipinto, sulle pareti affrescate dal pittore Lambert Sustris. Il rapporto con la natura, anche nel suo aspetto agricolo-produttivo che si ritrova nel brolo coltivato della villa, è un elemento fondamentale dell’umanesimo rinascimentale, nutrito di antichità classica, che qui è tradotto in architettura: per il diletto dei Vescovi di Padova questa è una villa d’ozio alla latina, fatta per il riposo e per lo studio, favoriti entrambi dall’immersione nella natura.

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