Coronavirus a Venezia: posso muovermi? Autocertificazione, spostamenti e divieti. Cosa si può fare

Coronavirus a Venezia: posso muovermi? Autocertificazione, spostamenti e divieti. Cosa si può fare

Attualità Venezia Martedì 10 marzo 2020

© pexels

Venezia - Non solo Venezia, Treviso, Padova, Lombardia ed Emilia Romagna: tutta l'Italia è ormai zona protetta a causa dell'emergenza Coronavirus. Con l'ultimo decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri di lunedì 9 marzo, le misure restrittive già in vigore per la Lombardia e le 14 province del nord più colpite dal contagio di Coronavirus sono estese a tutto il territorio nazionale con il dpcm di domenica 8 marzo. I nuovi provvedimenti entrano in vigore a partire da martedì 10 marzo e saranno validi fino a venerdì 3 aprile

Posso muovermi a Venezia? Dove scaricare il modulo di autocertificazione

A Venezia, come in tutto il territorio nazionale, vige la regola di evitare gli spostamenti in entrata e in uscita dal proprio territorio, salvo che per ragioni di lavoro o di salute o per situazioni di necessità. Per potersi muovere si deve essere in possesso del modulo di autocertificazione. Una falsa dichiarazione è considerata reato. 

È necessario evitare ogni spostamento, anche nella propria città. Si può uscire di casa solo per esigenze lavorative, motivi di salute e necessità. Qualora richiesto, queste esigenze vanno attestate mediante autodichiarazione, che può essere resa anche seduta stante attraverso la compilazione del modulo di autocertificazione fornito dalle forze di polizia o scaricato da Internet. 

Divieto di assembramento 

Sull'intero territorio nazionale è vietata ogni forma di assembramento di persone in luoghi pubblici o aperti al pubblico.

Ristoranti e bar chiusi alle 18

Sono consentite le attività di ristorazione e bar dalle 6 alle 18, con obbligo da parte del gestore di garantire il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro.

Centri commerciali chiusi nei weekend (escluse farmacie, parafarmacie e alimentari)

Chiusi centri commerciali e mercati nei giorni festivi e prefestivi. Nei giorni feriali il gestore dell'esercizio commerciale deve garantire il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di un metro. La  chiusura non vale invece per le farmacie, le parafarmacie, i supermecati e i punti vendita di generi alimentari, nel rispetto della distanza di un metro tra le persone.

Sport: sospesi eventi e competizioni. Allenamenti a porte chiuse

Sono sospesi gli eventi e le competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, in luoghi pubblici o privati. Restano consentite solo quelle organizzate da organismi sportivi internazionali, all'interno di impianti a porte chiuse o all'aperto in assenza di pubblico. Gli impianti sportivi sono utilizzabili, a porte chiuse, solo per le sedute di allenamento degli atleti, professionisti e non professionisti, riconosciuti di interesse nazionale dal Comitato olimpico nazionale italiano (Coni) e dalle rispettive federazioni, in vista della partecipazione ai giochi olimpici o a manifestazioni nazionali e internazionali. 

Stop a palestre, piscine, spa e centri ricreativi 

Sospese anche le attività di palestre, centri sportivi, piscine, centri natatori, centri benessere, centri termali (fatta eccezione per l'erogazione delle prestazioni che rientrano nei livelli essenziali di assistenza), centri culturali, centri sociali e centri ricreativi.

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