Festa della salute 2019 a Venezia: il programma

Festa della salute 2019 a Venezia: il programma

© LunarSeaArt - Pixabay

Attenzione! A causa delle condizioni meteo di questi giorni il programma della Festa della Salute potrebbe subire delle variazioni.

Venezia - Da oltre tre secoli il 21 novembre Venezia si veste a festa per celebrare la Madonna della Salute. Ogni anno migliaia di veneziani raggiungono il santuario per ringraziare la Vergine per averli liberati dalla peste nel 1600. La Festa della Salute per Venezia non è solo una ricorrenza religiosa ma anche un evento popolare in cui la città si identifica fortemente. Davanti alla chiesa e nei campi vicini ci sono bancarelle con dolci, frittelle, palloncini e giocattoli.

Il ponte votivo e la messa

Per la Festa della Salute viene costruito un ponte sulle barche che attraversa il Canal Grande, collegando il sestiere di San Marco con la basilica della Salute. Quest'anno sarà benedetto e aperto ufficialmente il giorno 19 novembre alle ore 14.30. La processione partirà da campo santa Maria del Giglio, dopo la benedizione e il taglio del nastro, si recherà presso la chiesa della Salute. Il 21 novembre alle ore 10.30 ci sarà la messa solenne con il patriarca di Venezia. Qui tutte le informazioni sulla Festa della Salute.

Il corteo acqueo 

Viste le condizioni climatiche ancora critiche il corteo acqueo votivo delle remerie, inizialmente previsto per domenica 17 novembre, è stato riviato al 1 dicembre. Grazie alla collaborazione dell’Istituto per il turismo Marinelli Fonte, quest'anno sfileranno anche bambini e ragazzi, che accompagneranno il cero in basilica. Dopo il tradizionale alzaremi il cero verrà portato in chiesa, dove si celebrerà la messa.

Storia e tradizione

Con questa festa Venezia rinnova il voto pronunciato nella basilica di san Marco dal doge Nicolò Contarini il 28 ottobre 1630 per chiedere la grazia di salvare la città e i suoi cittadini dalla peste. In occasione della festa sulle tavole dei veneziani arriva la castradina, una coscia di montone castrato che viene salato, affumicato ed essicato. Questo piatto è entrato nella tradizione veneziana come omaggio ai Dalmati che durante l'solamento per la pestilenza del 1630 erano gli unici a rifornire di cibo la città.

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