Cosa fare a Venezia: cosa vedere spendendo poco

Cosa fare a Venezia: cosa vedere spendendo poco

Destinazioni Venezia Martedì 15 ottobre 2019

Le mani di Lorenzo Quinn a Ca' Sagredo
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Venezia - Non tornavo a Venezia da qualche anno, ma appena uscita dalla Stazione lei è lì, immutata nei secoli. Quanti di voi nella loro vita non sono mai stati in questo luogo incredibile? Sono stata a Venezia un po' in tutte le stagioni, ma le mie preferite per visitarla sono l'autunno e la primavera. Venezia non è certo una città economica, ma questo è perfettamente comprensibile, poiché ogni più piccola attività che si svolge nella città lagunare richiede uno sforzo decisamente maggiore che sulla terraferma.

Come arrivare a Venezia

Venezia si raggiunge in treno in modo comodo ed estremamente veloce dalle principali città del Nord Italia e non solo. Se poi acquistate i biglietti con un po' di anticipo potete trovare anche offerte speciali o scontate, oltre ai biglietti super economy.

Albergo o appartamento?

Usciti dalla stazione Santa Lucia dovrete raggiungere il vostro albergo o l'appartamento dove avete scelto di alloggiare. Se il luogo prescelto si trova in un quartiere facilmente raggiungibile dalla stazione, passeggiare per le calli sarà il vostro primo approccio con la città. Non sarà semplice, ammettiamolo. Per quanto siate dotati di una cartina dettagliata o usiate Google Maps, probabilmente non riuscirete ad arrivare alla vostra meta al primo tentativo, ma il fascino di Venezia sta anche in questo: sarà lei a guidarvi.

Per evitare di trascinarmi il trolley su e giù per decine di ponti, in genere scelgo di passare nei quartieri di Santa Croce o Cannaregio, anche perché li amo in modo particolare. Quest'anno, l'appartamento che ho affittato tramite un noto sito di home renting si trovava in Lista dei Bari: si tratta di una deliziosa casetta su due piani, in una calma stradina a due passi da negozi, farmacia e un comodissimo supermercato aperto fino alle 21. L'appuntamento con il proprietario era al Ponte degli Scalzi, accanto alla stazione. Non potete immaginare la mia sorpresa (e la gioia) quando, dopo essersi presentato, mi ha chiesto se mi sarebbe dispiaciuto raggiungere l'appartamento a bordo della sua barca. Un benvenuto veneziano davvero emozionante!

Come spostarsi a Venezia

Il biglietto per i vaporetti è invece piuttosto caro: 7.50 Euro a corsa. Indubbiamente non proprio per tutte le tasche. Se potete, camminate per la maggior parte del tempo, godendovi ogni più piccola calle o campiello e tenete da parte un giorno da dedicare alla navigazione. In quell'unico giorno fate il biglietto a tempo (24 ore dal momento della timbratura al costo di 20 Euro) e programmate tutte le escursioni possibili. Le isole di Murano o Burano, le linee meno usate dai turisti (ma che vi faranno scoprire una Venezia vista da fuori) e poi, certamente, un paio di giri su e giù per il Canal Grande, incluso un giro notturno (se si fa a Parigi con i bateaux mouches perché non provare anche sul Canal Grande?). I vostri 20 Euro verranno ampiamente ripagati.

Mangiare a Venezia

Per uno spuntino all'ora di pranzo, o in qualunque ora del giorno, troverete moltissimi bar con vetrine piene di succulenti panini per tutti i gusti; il costo è di circa 5 Euro. Ci sono anche molte deliziose trattorie, con i tavolini spesso affacciati sui canali o sui rii, peccato (parlo per noi italiani) che spesso propongano menù a prezzo fisso molto convenienti, ma costituiti da spaghetti, cotoletta e dolce. Per gli stranieri un bengodi, per noi il normale pranzo quotidiano.

Una tentazione veneziana a cui è difficile resistere è la sua pasticceria. Non dimentichiamoci che nel '700 a Venezia nascevano le prime botteghe che vendevano la cioccolata, arrivata in Europa nel 1519. In ogni caso, cioccolato a parte, le vetrine dei forni e delle pasticcerie sono un tripudio di dolci con pasta di mandorle, pistacchio, uvetta e crema pasticcera. Impossibile non cedere alla tentazione.

Ombre e cicchetti

Un'altra tradizione veneziana (simile al concetto di tapas spagnola) è quella dei cicchetti, che non sono da bere, ma da mangiare. L'origine del nome non è certa, forse deriva proprio da chico (piccolo in spagnolo), oppure da cicca (il tempo di fumarsene una), ma in ogni caso è un'esperienza da provare. Il cicchetto si accompagna, ovviamente, con un'ombra, che invece è un bicchiere di vino. Come mi ha spiegato il mio padrone di casa, una volta i chioschi dei venditori di vino in piazza San Marco si mettevano all'ombra del campanile per proteggersi dal caldo e si spostavano seguendola; da qui il termine ombra per indicare un bicchierino veloce in una pausa di lavoro.

Mercati e musica

Se riuscite, vale la pena anche fare una passeggiata al mercato del pesce e a quello accanto della frutta e verdura. Un tripudio di profumi e colori affacciati sul riverbero del Canal Grande. Passeggiando potrà capitarvi di incontrare un musicista con il suo arciliuto e allora vale davvero la pena di fermarsi cinque minuti, seduti sui gradini del ponte, ad ascoltare quella stessa musica che aleggiava tra le calli qualche secolo fa, come un salto nel tempo.

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