Cosa vedere in Trentino Alto Adige: laghi, giardini e strade del vino - Trento

Cosa vedere in Trentino Alto Adige: laghi, giardini e strade del vino

Destinazioni Trento Martedì 23 giugno 2020

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Trento - Non tutti amano trascorrere le loro vacanze al mare, molti preferiscono il fresco e il verde delle montagne. Quale meta migliore allora dello splendido Trentino Alto Adige? Vi suggeriamo 5 ottimi motivi per visitarlo, tra bellezze naturali, leggende, storia, musei e buon vino.

Lago di Tovel, l’ex lago rosso

Il lago di Tovel, famoso in tutta Italia grazie al suo colore rosso (unico in tutta Europa) fino al 1964, è una delle mete preferite per gli appassionati di camminate, nonché un posto dove andare a rilassarsi anche in famiglia. Oggi i colori delle sue acque vanno dal blu al verde ed immerso com’è nel bosco e nella natura, è sicuramente uno dei luoghi da visitare nella Val di Non.

Il colore rosso del lago era dovuto alla presenza di una specifica alga che, quando risaliva in superficie, tingeva le acque di rosso. Dal 1964 il fenomeno non si è più verificato, probabilmente a causa della minore presenza di vacche in alpeggio; erano infatti le deiezioni di questi animali ad apportare sostanze nutrienti con le quali le alghe si nutrivano. Ma l’arrossamento del lago ha dato origine nei secoli a suggestive leggende

La più famosa di tutte è la leggenda della Regina Tresenga. La storia racconta di un tempo lontano quando Ragoli, oggi piccolo paese della Val Rendena, era una ricchissima cittadina, a capo di un grande regno. Quando l’ultimo re di Ragoli morì senza lasciare eredi maschi, divenne regina la sua bellissima figlia Tresenga. Era chiaro a tutti che il giorno in cui la regina si fosse sposata tutto il  regno sarebbe passato sotto il dominio di un re straniero.Tresenga giurò solennemente  di non sposarsi mai per garantire l’indipendenza del suo popolo. I giovani rampolli dei regni confinanti però non demordevano, soprattutto Lavinio, giovane e arrogante re di Tuenno. Dopo aver tentato più volte di conquistare il cuore di Tresenga, Lavinio radunò tutto il suo esercito deciso a marciare su Ragoli e a raderla al suolo. La principessa chiese ai suoi sudditi se preferissero che lei sposasse Lavinio o affrontare la dura battaglia, ma il popolo non ebbe dubbi. La sanguinosa battaglia durò diversi giorni e l’esercito di Tuenno molto più forte e preparato alla fine uccise tutti gli abitanti di Ragoli, inclusa la principessa. Il loro sangue si riversò nelle acque del lago di Tovel colorandole di un rossovermiglio. Da allora la leggenda narra che  una volta all’anno, le acque del lago si tingono di rosso per ricordare la terribile battaglia.

Santuario di San Romedio

L’eremo di San Romedio è un imponente e magico luogo costruito nella roccia molti secoli fa. Cinque piccole chiesette sovrapposte, unite tra loro da una lunga scalinata di 131 gradini, raggiungibili tramite un suggestivo, rilassante e un po' vertiginoso sentiero scavato nella roccia. E ovviamente l’orso. 

Adiacente l’ingresso del santuario troverete l'area faunistica in cui vive in semilibertà un orso, vera mascotte di tutti i bambini. La presenza dell'orso trentino in questo luogo è legata alla leggenda secondo cui Romedio, ormai vecchio si era incamminato verso Trento per  incontrare il Vescovo. Lungo il percorso il suo cavallo era  stato assalito e sbranato da un orso, ma Romedio si era avvicinato alla bestia, l’aveva ammansita ed era riuscito a  cavalcarla fino a Trento. Al ritorno da Trento Romedio scelse di diventare eremita e  l'orso divenne il suo unico compagno fino alla morte. In ricordo di  questa leggenda nel 1958 il senatore conte Gian Giacomo Gallarati Scotti, membro d’onore del comitato di fondazione del WWF in Italia, comprò Charlie, un orso destinato a morire perché la sua pelle fosse venduta, e lo donò al santuario di San Romedio. Da allora l'area faunistica del santuario ha sempre dato asilo ad esemplari di orso trentino, e non solo, altrimenti destinati ad una sorte più triste.Oggi l'ospite del santuario di San Romedio è Bruno, un bellissimo esemplare di orso abruzzese.

Giardini di Castel Trauttmansdorff a Merano

Spostiamoci nel meraviglioso Alto Adige e, tra le mete sicuramente più apprezzate dai visitatori, non possono non mancare i Giardini di Castel Trauttmansdorff a Merano. Si estendono su una superficie complessiva di 12 ettari, in un anfiteatro naturale di paesaggi esotici e mediterranei e con splendide vedute sugli scenari montani circostanti. In più di 80 ambienti botanici prosperano e fioriscono piante da tutto il mondo in un affascinante intreccio fra natura, cultura e arte. I giardini si suddividono in 4 aree tematiche.

I Giardini del sole, dove il versante meridionale dei Giardini ricrea l'inconfondibileimmagine del sud. tra un susseguirsi di profumatissimi arbusti nani e varietà sempreverdi, con lecci e querce da sughero. Ai piedi del castello cresce l'uliveto più settentrionale d'Italia dominato da un esemplare di 700 anni. D'estate fioriscono splendidi campi con  centinaia digirasolie crescono rigogliose piante da frutto: melograni, viti, fichi e gelsi. Nel Semideserto delle Succulente si trovano invece esemplari di cactus, euforbie, aloe e agavi.

Boschi del mondo. Un ambiente molto gradito, soprattutto d'estate, quando la frescura del bosco dona un piacevole refrigerio. Dal Nord America al Sud America e all'Asia orientale, gli esemplari di latifoglie e aghifoglie presenti in quest'area trasportano i visitatori nel fascino degliambienti esotici. La Valle delle Felci, autentici fossili viventi inseriti in una cornice di ruscelli e cascate, è tra i preferiti ripari dalla calura estiva. Oltre ai paesaggi naturali, unarisaia asiaticae una piantagione di tè.

I giardini acquatici e terrazzati. Scalinate e rivoli d'acqua congiungono fra loro diversi livelli creando scenografici esempi dell'architettura di giardini europea: bossi a sfera, aiuole geometriche e labirinti evocano l'atmosfera deigiardini rinascimentali all'italiana. Nel Giardino dei Sensi, invece, il grande protagonista è l'effluvio profumato delle piante aromatiche, dei roseti inglesi, dei gigli e gelsomini. Ai piedi delle terrazze si apre il romantico Laghetto delle Ninfee, dove dall'acqua spuntano immacolati i fiori di loto e le sponde del lago sono ricoperte da un fitto palmeto.

Paesaggi dell’Alto Adige. Sono allestiti lungo il corso di un ruscello artificiale: il bosco di roverelle  e poi più in basso, il bosco ripariale dominato da ontani e salici e seguito poi, sulle sponde del lago, dalla tipica vegetazione palustre, a tife e canneto. L'area ospita anche un frutteto coltivato in forma estensiva, con varietà antiche, quasi dimenticate, di mele e pere. Anche il vigneto accoglie, oltre alle varietà Gewürztraminer, Schiava e Lagrein, una dozzina di vitigni autoctoni antichissimi, quasi non più coltivati.

Musei del Trentino

Che cosa fare in Trentino quando piove? Tra le varie attività da noi consigliate durante le giornate di pioggia ci sono in prima linea le visite ai numerosi musei presenti a Trento e in tutto il resto della provincia.

Dal MUSE (Museo delle Scienze a Trento) al MART (Museo di Arte Contemporanea a Rovereto) passando per il Museo Retico di Sanzeno, il Museo degli Usi e Costumi della gente trentina a San Michele all’Adige, il Museo delle Palafitte di Fiavè, lo Spazio Archeologico del Tridentum Sass (Trento sotterranea), le Gallerie di Piedicastello e il Museo Diocesano, avrete la possibilità di entrare nel mondo della cultura locale dalla porta principale.

Le cantine e le strade del Vino 

Concludiamo Il nostro elenco alla scoperta del Trentino Alto Adige, consigliandoviuna visita alle cantine trentine e altoatesine, dove degustare vini, birre, spumanti, grappe di ottima qualità 

La Strada del vino e dei sapori del Trentino è un percorso ideale, una raccolta di prodotti di eccellenza, un mondo di piaceri per il palato. In questo territorio troviamo paesaggi diversi nell’arco di pochi chilometri, dalle acque del Lago di Garda alle viti della Piana Rotaliana, dalle cime dolomitiche di Madonna di Campiglio alla distesa della Valsugana, dalle strade rinascimentali di Trento alle piazze storiche di Rovereto.

In questo variegato territorio, che passa da un ambiente mediterraneo ad un ambiente tipicamente alpino, troviamo, oltre ad ottime produzioni gastronomiche, le eccellenze dell’enologia locale. I prodotti da scoprire spaziano così dal vino ai formaggi, dai salumi alle trote, dalla frutta agli ortaggi, passando per l’olio. Prodotti quali il Trentodoc, il Müller Thurgau, il Vino Santo, il Marzemino, il Teroldego Rotaliano e la Grappa trentina ne sono le punte di diamante.

La zona di coltivazione lungo la Strada del Vino dell’ Alto Adige è la più vasta dell’intera regione e comprende una superficie totale di 4.249 ettari. Un’affascinante varietà di viti caratterizza i vigneti della zona di Bolzano fino a Nalles e Salorno. Lagrein e Vernatsch, noto come St. Magdalener oppure Kalterersee, crescono proprio in questa parte della regione. Oltre a queste  varietà autoctone lungo la Strada del Vino si trovano anche e soprattutto il vitigno locale Gewürztraminer ma anche altre varietà di fama mondiale quali il Pinot Bianco e Pinot Nero.

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