Di carta: edizioni e fogli di pregio tra antico e contemporaneo. La mostra - Officina della Scrittura - Museo del Segno e della Scrittura - Torino

25/09/2018

Fino a domenica 3 febbraio 2019

Torino - Officina della Scrittura, il primo museo al mondo interamente dedicato al Segno e alla Scrittura, continua nella sua intensa attività espositiva: apre a settembre la sesta rassegna in meno di due anni, espressione di una continua ricerca di percorsi di approfondimento sulle tematiche care al Museo.

Torino - Il nuovo progetto prosegue l’intenzione di celebrare per tutto il 2018 il binomio simbolico Carta e Penna, tema già centrale nella precedente mostra Liber Fare. La collezione di libri d’artista dell’Accademia di Belle Arti di Palermo e da intendersi come preparatorio rispetto alle molte iniziative previste per il Centenario di Aurora Penne (1919-2019), storico marchio torinese nella cui Manifattura è ospitato il Museo.

Torino -  La mostra Di carta, nata da un’idea di Paola Gribaudo e il cui progetto scientifico è stato affidato a Pierluca Nardoni, giovane autore di esposizioni di successo come Ejzenstejn. La rivoluzione delle immagini alle Gallerie degli Uffizi, e a Maria Gioia Tavoni, storica del libro di fama internazionale, sarà inaugurata il 10 ottobre alle 18.30 e aperta al pubblico dall’11 ottobre 2018 al 3 febbraio 2019.

Prende vita lungo il percorso museale un vero e proprio excursus sulle potenzialità della carta lavorata a mano esplorate da cartai, tipografi ed artisti di ogni epoca, guidando il pubblico alla riscoperta del fascino estetico e del piacere sensoriale di un materiale raffinato e polivalente, che di frequente viene dato per scontato o, peggio, per spacciato.

 «La carta e la scrittura a mano – afferma Cesare Verona, patron di Aurora – fanno parte dell’Uomo, della sua storia come del suo futuro. Troppo spesso e da troppe direzioni il loro valore viene messo in dubbio». La mostra, che ha ricevuto il sostegno di importanti associazioni e aziende del settore, come l’Associazione Italiana dei Musei della Carta e della Stampa (AIMSC), Fedrigoni e Fabriano, contribuirà a portare su tali aspetti attenzione e curiosità, anche grazie ad una ricca programmazione di attività laboratoriali e di approfondimento sul tema.

L’evento espositivo proporrà infatti sei sezioni all’interno delle quali le funzioni estetiche della carta si presentano in alcuni momenti esemplari. A cominciare dal mondo della creatività per i più piccoli, che unirà le preziose silhouette colorate di Clementina Mingozzi, sempre a cavallo tra l’illustrazione a l’animazione live delle ombre cinesi, ai découpage di Giulio Gianini ed Emanuele Luzzati, celebre coppia della “carta animata” italiana, presente in mostra con alcuni dei più famosi film e con le relative tavole di ritagli originali.

Ai colori sgargianti di queste esperienze farà riscontro la purezza tradizionale della carta lavorata al tino, colta nel suo multiforme rapporto col segno e con la scrittura. Si tratta di un itinerario tra antico e moderno che partirà con una serie di carte filigranate selezionate tra il XV e il XX secolo: sigillo di proprietà o vero e proprio marchio di fabbrica di una cartiera, la filigrana è il segno anonimo e “segreto” che entra nell’anima di un foglio di carta artigianale e lo caratterizza nella sua unicità.

Da qui si passerà a una sezione sulla grafica d’arte, che tra incisioni e litografie svelerà il rapporto con la carta di alcuni importanti artisti tra Otto e Novecento, da Katsushika Hokusai ad alcuni grandi italiani da riscoprire come Emilio Mantelli e Antonello Moroni.

Il viaggio toccherà poi i lidi delle edizioni librarie in carte speciali, in primis quelle della stamperia del piemontese Giambattista Bodoni. La carta delle edizioni bodoniane, ancora disinteressata alle logiche della produzione industriale, veniva scelta personalmente dallo stesso Bodoni tra alcune eccellenze “fatte a mano” e destinata a impreziosire le diverse edizioni di uno stesso volume, tra fogli lisci come la seta, o dalle dimensioni eccezionali, o ancora, magari, colorati.

Si tratta di un aspetto poco noto dell’arte tipografica bodoniana, cui si collega, in una sezione successiva, una selezione di volumi della Alberto Tallone Editore, erede designata di quella straordinaria esperienza. Anche in questo caso la carta aggiunge grande valore estetico e sensoriale al libro, per una selezione persino più varia e consapevole di quella bodoniana: si potrà ammirare, tra le altre, la carta della Cina imperiale di fine Ottocento di un Gargantua et Pantagruel del 1949, oppure quella Misumi del Giappone adottata per un recente Silenzio di Giuseppe Ungaretti.

L’ultima tappa dell’esposizione vedrà protagonista una selezione di veri e propri libri d’artista e libri oggetto, nei quali artisti degli ultimi cinquant’anni hanno reso la carta al tino assoluta protagonista della loro opera. Si andrà dunque dal genius loci Ezio Gribaudo e da Renzo Sommaruga, entrambi complesse figure di editori-pittori, fino a presenze internazionali come Alina Kalczyska Scheiwiller o Catherine Bolle, passando per Giulia Napoleone.

La mostra, attraverso la ricchezza degli spunti proposti, auspica che la carta e il libro possano ritornare ad essere il veicolo di trasmissione di cultura e di comprensione, recuperando il significato originale del “sapere”, così congiunto al “sapore” da farci riscoprire un gusto, un olfatto e, in questo caso più che mai, un tatto.

Questo evento è stato aggiornato con nuove informazioni il 18/12/2018 alle ore 21:02.

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