Màn Vietnam Street Heroines. Fotografie di Ottavia Castellina - Mao - Museo d'arte Orientale - Torino

05/06/2018

Fino a domenica 2 settembre 2018

TERMINATO

Torino - Dal 14 giugno fino al 2 settembre, la mostra Màn Vietnam Street Heroines presenta una serie fotografica incentrata sulla complessa figura delle venditrici ambulanti vietnamite. Le immagini esposte per la prima volta fanno parte dell’ultimo progetto di Ottavia Castellina realizzato con la collaborazione dell’assistente fotografo Tran Thi Ngoc Hoa.

Torino - Traendo ispirazione dall’antica iconografia delle eroine patriote vietnamite e citando il lavoro dei fotografi ambulanti della seconda metà del XIX secolo, le fotografie in bianco e nero dipinte a mano ritraggono queste eroine del quotidiano come rappresentative da un lato di un’antica tradizione e, dall’altro, di un vertiginoso mutamento socio-economico e culturale in atto.

Torino - In una delle sue accezioni più comuni, il termine Màn viene usato nella lingua vietnamita per indicare ciò che separa, protegge, nasconde: una tenda, un sipario, uno ‘schermo’. Il concetto di ‘schermo’ a partire dalla fine dell’800 assume in diverse parti del mondo un nuovo significato, indicando un luogo dove avviene una proiezione di immagini, un dispositivo che, se da un lato nasconde, dall’altro rivela. Questa ‘finestra’ consente l’accesso ad uno spazio altro, quello della rappresentazione, ben distinto dalla realtà e delimitato da una cornice. Traendo ispirazione dall’antica iconografia delle eroine patriote vietnamite, lo ‘schermo’ in questa serie di immagini, ritaglia all’interno del loro stesso ambiente di lavoro (la strada), uno spazio iconico nel quale le venditrici ambulanti possano autorappresentarsi, rivelando la propria natura eroica.

A seguito delle trasformazioni in atto nel paese, numerose contadine del Vietnam settentrionale - per tradizione, pilastro della famiglia, nelle campagne - scelgono oggi di trasferirsi nella capitale, Hanoi, per lavorare come venditrici ambulanti, lasciando a casa marito e figli. Queste donne migranti conducono un’esistenza precaria, a un passo dalla soglia di povertà, tentando di bilanciare la conflittuale domanda imposta dall’esigenza di guadagnare uno stipendio in città e assolvere contemporaneamente a una serie di obblighi famigliari, agricoli e nondimeno rituali.

Questo evento è stato aggiornato con nuove informazioni il 19/06/2019 alle ore 19:31.

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