Libertà virtuale: un film rivela l’esperienza del carcere attraverso la realtà virtuale - Torino

Libertà virtuale: un film rivela l’esperienza del carcere attraverso la realtà virtuale - - Torino

21/05/2019

Fino a mercoledì 19 giugno 2019

Ore 17:00

TERMINATO

Torino - Quando si parla di realtà virtuale, di questi tempi, si pensa quasi esclusivamente alle esperienze interattive offerte dai videogiochi VR. Esistono invece vari progetti che utilizzano le nuove tecnologie di visione, sempre più diffuse e accessibili, per attività a sfondo sociale.

Torino - Ne è un esempio VR Free, documentario girato con riprese a 360 gradi all’interno della casa circondariale Lorusso e Cutugno di Torino dal regista Milad Tangshir. «Con VR FREE vogliamo portare “fuori” gli spazi chiusi del carcere» spiega Milad Tangshir. «Attraverso un'esperienza immersiva, emotiva e inedita si stimola nello spettatore “libero” una
consapevolezza maggiore delle condizioni di vita e della realtà della detenzione, così vicina a noi eppure poco conosciuta».

Torino - Girato lo scorso autunno con la collaborazione di Stefano Sburlati (fotografia e post produzione), VR Free è uno dei primi quattro contenuti che saranno resi presto fruibili, da visore e da smartphone, nella nuovissima app Rai Cinema Channel VR experience, presentata il 15 maggio 2019 al Festival di Cannes. Si tratta di una vera e propria esperienza multisensoriale con un impatto realistico molto forte, grazie anche all’importante lavoro sull’audio condotto da Vito Martinelli.

Il documentario, beneficiario del contributo del bando Under35 Digital Video Contest promosso da Film Commission Torino Piemonte, è risultato di un lavoro che ha saputo aprire, attraverso il video, una finestra di comunicazione tra il carcere e il mondo esterno. Ai detenuti coinvolti, infatti, è stata data anche la possibilità di provare, sempre grazie ai visori, la sensazione virtuale di trovarsi ancora nel mondo libero.

«Abbiamo mostrato loro riprese realizzate in situazioni quotidiane, banali per noi, ma che ai detenuti sono precluse- racconta Valentina Noya, produttrice del film con l’Associazione Museo Nazionale del Cinema e responsabile del progetto -come una domenica pomeriggio al parco del Valentino, o una partita di calcio allo stadio. Per i detenuti è stata una sorta di “liberazione virtuale”, un valido antidoto alla deprivazione affettiva».

I limiti imposti dall’esperienza della reclusione non hanno solo conseguenze psicologiche ed emotive, ma anche fisiche. Basti pensare che, per il fatto di non poter osservare orizzonti o punti lontani, la vista dei detenuti è spesso soggetta a rapidi peggioramenti. Per questo, sperimentare anche solo virtualmente e per pochi minuti la sensazione di una vita “chiusa” può davvero aiutare il pubblico dei liberi a comprendere meglio il significato della detenzione.

Orario serate: dalle 17 alle 19, 11, 12,  18, 19 giugno presso Emergency Infopoint, c.so Valdocco 3 Torino; 13, 14 giugno presso Freedhome – Creativi Dentro, Via Milano 2/C, Torino.

Per partecipare alla visione di VR Free in compagnia del regista è necessario prenotarsi scrivendo una mail  indicando il giorno di preferenza e l’orario di arrivo.

Questo evento è stato aggiornato con nuove informazioni il 14/11/2019 alle ore 18:17.

Approfondisci con: Scoprire il carcere con la realtà virtuale: a Torino il progetto in sei serate ,

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