Festival delle Colline Torinesi 2022. Il programma - Torino

Festival delle Colline Torinesi 2022. Il programma

Attualità Torino Giovedì 29 settembre 2022

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Torino - Dall'11 ottobre al 6 novembre 2022 torna a Torino il Festival delle Colline Torinesi, la storica rassegna teatrale organizzata da TPE - Teatro Astra, propone un'edizione di ampio respiro che può contare su 7 prime, 8 produzioni, 20 spettacoli, 27 giorni e 37 recite.

Il Festival delle Colline 2022 prosegue il suo nuovo cammino di festival d’autunno ribadendo il rapporto con la creazione contemporanea anche grazie alla partnership progettuale con la Fondazione Merz, nei cui spazi, specie durante la settimana di ContemporaryArt, avranno luogo gli appuntamenti di teatro performativo. 

Il tema

Il tema generale del Festival viene sintetizzato ancora da confini/sconfinamenti, ovvero da un percorso di riflessione che accompagna al superamento dei molti steccati posti tra i linguaggi artistico-espressivi e che ipotizza un affrancamento - per spettacoli e performance, ove possibile - dai luoghi che tradizionalmente li ospitano. Si tratta di un tema a più declinazioni se si pensa anche agli sconfinamenti generati dalle guerre, di drammatica attualità, dalle migrazioni di ogni genere; senza dimenticare le diaspore di artisti minacciati e perseguitati.

La citazione di Walter Benjamin presente nello spettacolo di Sotterraneo L’angelo della storia (Teatro Astra, 14 e 15 ottobre), quasi una metafora della sua esistenza, ne è un indizio.

Il Paese ospite

È confermato anche nel 2022 il focus biennale su un Paese ospite che sarà ancora il Belgio e in particolare il ritratto di Mette Ingvartsen, coreografa e danzatrice, la quale, grazie al Festival, affronta la sua prima vera tournée italiana che tocca, oltre a Torino: Roma, Prato e Cagliari, in teatri partner della Rete IN Italia.

La danzatrice e coreografa danese, attiva in Belgio, propone il suo ultimo lavoro, The Dancing Public (Teatro Astra, 28 e 29 ottobre), in cui esplora l’estasi del ballo in uno straordinario incontro sociale all’indomani della pandemia. Musica incessante con movimenti, canti, parole e pubblico coinvolto.

La monografia: i Motus

Altra conferma della formula 2021 è la Monografia d’artista. Sarà dedicata ai Motus, una delle compagnie più presenti nei cartelloni del Festival. Verrà riproposto all’Astra uno spettacolo cult, MDLSX (Teatro Astra, 30 e 31 ottobre), ispirato a un celebre romanzo e alla vita stessa dell’interprete Silvia Calderoni.

Sempre dell’attrice romagnola andrà in scena un «solo» performativo dedicato a Ecuba, You Were Nothing But Wind (Fondazione Merz, 1 e 2 novembre), liberamente derivato da Tutto brucia,. Attraversando anche la tragedia di Euripide, l’attenzione si sposta sulla furia e disperazione di Ecuba, nello scenario post umano di un mondo a venire, dove echeggiano i latrati di questa donna agguerrita. Due giorni dopo ci sarà Stefania Tansini, il cui lavoro performativo, Of The Nightingale I Envy The Fate (Fondazione Merz, 4, 5, 6 novembre), atteso al debutto e coprodotto da Festival e Fondazione TPE, a partire dallo stesso spettacolo, approfondisce invece l’eroina tragica Cassandra, presente nella cultura occidentale da Omero a Christa Wolf, la profetessa di sciagure che invidia la sorte lieta dell’usignolo.

È prevista anche una settimana di proiezioni di video dei loro lavori in collaborazione con il Museo Nazionale del Cinema (Cinema Massimo, Sala 3, dal 31 ottobre al 6 novembre) e dall’1 al 6 novembre la Sala proiezioni della Fondazione Merz ospita un film-loop di brevi video, pezzi di spettacoli, frammenti di performance, clip dei primi anni di attività della compagnia (cfr. file Panorama Motus).

Infine, nel contesto di The Others Art Fair a Torino Esposizioni (Padiglione 3 dal 3 al 6 novembre), Motus espone un’installazione fotografica dai 31 anni di storia della compagnia, da disperdere fra i visitatori della fiera, sino a esaurimento. Un addio ai 10.000 momenti vissuti e riprodotti su carta, da cui Motus si separa scegliendo la formula del dono/souvenir feticistico che ognuno potrà mettersi in tasca e portare altrove.

Romeo Castellucci

Accanto a Motus ritorna nel 2022 la Societas di Romeo Castellucci con un evento teatrale straordinario, la messa in scena, condivisa da Festival, Fondazione TPE e Teatro Stabile di Torino, di Bros (Limone Fonderie Teatrali 29 e 30 ottobre), allegoria sulla legge, sulla violenza del potere, sulla degenerazione dell’autoritarismo. In scena un coro di poliziotti e uomini della strada. Con loro, tra gli altri, il grande attore romeno Valer Dellakeza, alle prese con pagine dal libro del Profeta Geremia. Particolarissime sono le sculture ad acqua: vere macchine celibi, che invadono il palcoscenico. Le musiche sono di Scott Gibbons. Il 30 ottobre presso la Sala Pasolini del Teatro Gobetti, in sinergia con il Centro Studi del Teatro Stabile di Torino, verrà presentato il primo volume di una nuova collana della casa editrice hopefulmonster, dedicata al confronto tra artisti visivi e teatrali.

Un festival internazionale

L’appuntamento internazionale che inaugura la ventisettesima edizione del Festival è invece con il gruppo catalano El Conde de Torrefiel il cui ultimo spettacolo, Una Imagen Interior (Teatro Astra, 11 e 12 ottobre), è coprodotto da Festival e Fondazione TPE e viene presentato a Torino in prima nazionale insieme alla Fondazione Piemonte dal Vivo. El Conde è una delle compagnie più originali e visionarie del teatro spagnolo di ricerca, e torna a Torino dopo il convincente successo ottenuto con La Plaza nel 2018.

In questo nuovo allestimento gli interpreti combinano materia e parole per riuscire a costruire paesaggi possibili, in bilico tra la fantasia e la realtà. In tali paesaggi il desiderio sembra voler contrastare la tirannia del linguaggio.

Nel 2022 si rivede a Torino anche il collettivo femminile tedesco She She Pop con Hexploitation (Teatro Astra, 25 e 26 ottobre), che, come sempre, sembra derivare dalle avanguardie storiche alcuni motivi del suo linguaggio di palcoscenico. Si pensi, ad esempio, ai collage dadaisti di Hanna Hoch.

Nell’occasione fonte di ispirazione è il cinema, anzi le memorie del cinema. Hexploitation, coprodotto da Festival e Fondazione TPE in prima nazionale e presentato ancora con la Fondazione Piemonte dal Vivo, festeggia il momento in cui le attrici della compagnia compiono circa 50 anni. Se ne devono spaventare come le anziane star del film Che fine ha fatto Baby Jane? Oppure no, semplicemente prenderne atto. Terminata l’età fertile la vita continua, ci raccontano la She She Pop, che trasformano la scena in una sorta di set cinematografico kitsch. Tra loro c’è l’immancabile e impertinente telecamera che esplora con ironia le imperfezioni dei corpi e evoca le ricorrenti ossessioni, per confezionare autoritratti liberatori. Le presunte «streghe» così sorridono di loro stesse anche indulgendo a pose sexy, come fa Norma Desmond/Gloria Swanson nell’ultima scalinata di Viale del tramonto.

Le contaminazioni e i nuovi linguaggi

Da una contaminazione col cinema nasce pure Queer Picture Show (Off Topic, 13, 14, 15 ottobre), prodotto da Festival/TPE, creazione di Irene Dionisio, regista e artista visiva che intende raccontare l’onda del New Queer Cinema, con un narratore che si muove in un labirinto di immagini, da Gus Van Sant a Todd Haynes, da Derek Jarman a Bruce La Bruce.

Uno spunto di drammaturgia fassbinderiana anima invece Giovanni Ortoleva in I rifiuti, la città e la morte (Teatro Astra, 18 ottobre), tratto dal copione più censurato di Fassbinder, la cui messa in scena fu bloccata per oltre trent’anni.

Ci sono tutte le ferite aperte del dopoguerra: il nazismo e l’antisemitismo, la corruzione capitalistica e la violenza metropolitana. Ecloga XI (Teatro Astra, 16 ottobre) di Andrea Zanzotto, prodotto da Anagoor e Fondazione TPE, riflette invece sulle ere geologiche, sui confini del tempo, forse non più umano, su quel tempo a disposizione della terra, minacciata dalla devastazione climatica definitiva. Lo fa attuando una rottura di confini stilistici e linguistici nella convivenza di lessico letterario, scientifico, medico, psicanalitico e delle canzoni. È uno degli ultimi appuntamenti del centenario della nascita del poeta.

Gli artisti emergenti

Nel Festival 2022 vari giovani interpreti si segnalano, al solito, per originalità e, alcuni di essi, per la passione per la parola. Ad esempio Mattia Cason, vincitore del Premio Scenario 2021, con il plurilinguistico Le Etiopiche (Teatro Astra, 19 ottobre), di produzione anche slovena, spettacolo che, col pretesto di ricordare le avventure di Alessandro Magno, parla di migrazioni contemporanee. Ricordando l’antico confine tra Greci e Persiani, ammonisce l’Europa di oggi a realizzare modelli politici capaci di superare i razzismi dilaganti. Diario di un dolore (Off Topic, 21 e 22 ottobre) di C. S. Lewis, con Francesco Alberici e Astrid Casali, è un ragionamento sull’infelicità spesso determinata nelle giovani generazioni da una sorta di obbligo alla felicità, coprodotto da Festival e TPE – teatro Piemonte Europa con Gli Scarti.

Il segmento performativo

Si propongono come più performativi: Madalena Reversa con il live-set Manfred (Fondazione Merz, 28 e 29 ottobre) da Byron e Schumann e Giuseppe Stellato e la sua Trilogia delle Macchine (Fondazione Merz, 23 ottobre) che trovano nella cornice di una fondazione d’arte contemporanea il loro habitat ideale nel contesto del progetto confini/sconfinamenti. Su invito della Fondazione Merz, ritorna anche Virgilio Sieni con un nuovo allestimento di Danza cieca (Fondazione Merz, 20 e 21 ottobre), azione scenica nella quale l’artista toscano fa coppia con un danzatore non vedente.

Le generazioni

Indagano i confini e i conflitti tra le generazioni Alba Porto in Radici/Qualcosa che so di certo (Lavanderia a Vapore, 19, 20, 21 ottobre) con una madre protofemminista nella Sicilia degli anni ‘70, e Benedetta Parisi con Funerale all’italiana (Teatro BellArte, 15 e 16 ottobre), dove viene alla ribalta una nonna in cerca di libertà, entrambi al debutto e coprodotti da Festival e TPE – Teatro Piemonte Europa.

Il programma OFF

Il festival prevede anche un ricco calendario OFF con appuntamenti presso il Polo del '900, la Sala Pasolini del Teatro Gobetti e la Mediateca di Rai – Teche. Molti gli ospiti d’eccezione fra cui: Romeo Castellucci, Beatrice Merz, Aldo Salassa, Giulio Schiavoni, Enrico Manera, Irene Dionisio, Franco Prono e molti altri (programma dettagliato nel file dedicato).

Venerdì 21 ottobre il Liceo Classico Vittorio Alfieri di Torino ospita inoltre una presentazione spettacolarizzata per gli studenti del progetto triennale Le Etiopiche di e con Mattia Cason e Alessandro Conte.

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