Una casa per Ezio Bosso, l'archivio e i progetti al Polo del '900 - Torino

Una casa per Ezio Bosso, l'archivio e i progetti al Polo del '900

Attualità Torino Mercoledì 30 marzo 2022

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© Ianniello per Villa Pennisi in musica

Torino - Trova casa a Torino il Maestro Ezio Bosso. Dopo la scomparsa nel 2020, laf amiglia Bosso inizia un lavoro di ricerca e catalogazione di quanto Ezio ha lasciato nelle principali abitazioni di Londra, Bologna, Torino costituendo così il Fondo “Ezio Bosso”.

A causa del “nomadismo musicale” di Ezio non è stato scontato scegliere una casa per questo straordinario archivio. Alla fine la scelta è Torino, città natale, dove all’età di quattro anni comincia quella relazione con la musica che lo accompagna tutta la vita. Nello specifico, per volontà della famiglia, il Fondo è stato affidato al centro culturale Polo del ‘900 e depositato presso l’Istituto Piemontese Antonio Gramsci esperti di valorizzazione delle personalità più importanti del Novecento e d’attualità.

Da Torino vuole partire un percorso per far conoscere a una platea il più trasversale possibile la musica e il pensiero del Maestro: con eventi e attività a partire da maggio, in occasione dell’anniversario della scomparsa. Per assicurare la massima fruizione pubblica è in corso anche ladigitalizzazione del Fondo sul portale 9centRo, hub degli archivi del Polo.

Come spiega Alessandro Bollo, direttore in uscita al Polo del ‘900: «Come Polo del ‘900 possiamo solo essere onorati di ospitare l’eredità artistica e culturale di Ezio Bosso, fisicamente presso l’Istituto Gramsci e online su 9CenTro. Un duplice spazio per dare voce e farci ispirare dagli insegnamenti, dal talento, dalla musica e dal percorso intellettuale e civile che Ezio ci ha lasciato. Intanto con la digitalizzazione del Fondo, 9centRo continua a crescere confermandosi sempre più un punto di accesso libero alla storia dei grandi protagonisti della nostra epoca».

Cosa c'è in Archivio?

Materiali e oggetti del Fondo Ezio Bosso ricostruiscono le tappe più importanti della vita di Ezio, a partire dall’adolescenza: dalle fotografie a Torino con il primo strumento, il contrabbasso, alle bacchette utilizzate per la direzione delle più prestigiose orchestre internazionali. Altrettante immagini, locandine, filmati lo ritraggono in concerto con l’amato Steinway, il piano forte soprannominato “il fratellone”. Anche spartiti con annotazioni di Ezio e materiali di studio, tra le altre la Seconda Sinfonia Under The Tree’s Voices per cui gli dedicano un Albero all’interno del Bosco che Suona, onorificenza data ai musicisti di spicco del panorama mondiale (2011) e la Quarta Sinfonia per la Magna Charta delle Università Europee, primo inno ufficiale di questa istituzione (2015).

Un importante nucleo è dedicato a The 12th Room, primo disco da solista che gli conferisce il Disco D’oro e il successo presso il grande pubblico, legato anche all’emozionante esibizione, oltre alla lezione umana, di Sanremo 2016. Ci sono anche quaderni di poesie e pensieri sulla sua musica come Split, Postcards from far away (the tea room), inno alla speranza ispirato ai ricordi di un veterano di guerra. Troviamo anche testimonianze dell’impegno civile e sociale durante la permanenza all’Opera Pia di Barolo a Torino, durante il G7 Ambientea Bologna, con l’Associazione Mozart14, Unicef, Associazione italiana di ricerca per il cancro.

Non mancano premi e onorificenze: Disco D’oro (2016), Green Room Award in Australia (sinora unico non australiano premiato, 2011), Nettuno d’Oro della Città di Bologna (2015) e la targa assegnata dalla Città di Torino (2015). Ne emerge la straordinaria carriera che incrocia: le più importanti istituzioni operistiche mondiali come Wiener Stadtoper, Royal Opera House, Sidney Dance Company, New York City Ballet; prestigiosi coreografi quali Christopher Wheeldon, Edwaard Lliange Rafael Bonchela; celeberrimi registi di opere come James Thierrée o del panorama cinematografico come Gabriele Salvatores, per il quale compone le colonne sonore di “Io Non ho Paura”(2003), “Quo Vadis Baby?”(2005) e “Il Ragazzo Invisibile”(2014).

In archivio anche omaggi o dediche di amici e artisti tra cui un’opera di David Tremlett con dedica “I will never, never, never forget your performance” e la scultura in bronzo delle sue mani. Tra il materiale conservato da Ezio e inserito nel Fondo anche un album di disegni realizzati da alcuni bambini per un progetto scolastico a partire dall’ascolto dei suoi brani; il certificato di adozione di un Wombat a Sidney con foto al seguito che confermano il suo amore per gli animali, una autocaricatura che ne ricorda l’ironia e documenti che certificano tre Asteroidi a Ezio dedicati.

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