Strappi, la mostra a Torino al Mastio della Cittadella. Il tema della violenza e dell'indifferenza

Strappi, la mostra a Torino al Mastio della Cittadella. Il tema della violenza e dell'indifferenza

Mostre Torino LunedĂŹ 29 novembre 2021

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© Karl Mancini - Vivir Para Contarlo
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Torino - Da sabato 27 novembre a domenica 16 gennaio 2022 il Museo Storico Nazionale d’Artiglieria, sito nel Mastio della Cittadella, presenta la mostra fotografica Strappi. Tra violenza e indifferenza: dieci fotografi, dieci reportage, cento scatti in un’esposizione collettiva ideata e curata da Tiziana Bonomo. Con l’evento della mostra inizia il percorso triennale che porterà alla celebrazione, a Torino, del centenario della fondazione dell’Associazione Nazionale Artiglieri d’Italia (A.N.Art.I.).

La rassegna è il frutto della documentazione, da parte dei fotoreporter, delle situazioni drammatiche che ogni giorno attanagliano il mondo e che spesso sono sconosciute o vengono dimenticate. Le fotografie sono il frutto di una ricerca e di una selezione fatta da progetti a lungo termine in luoghi e contesti diversi: dal Sudamerica al Medio Oriente, dal Messico al Myanmar, dal Congo allo Yemen.

Estado de Guerrero di Alfredo Bosco è il racconto visivo eseguito dal fotografo tra il 2018 e il 2019 a Guerrero (Messico) che denuncia come il narcotraffico, e la violenza che ne deriva, trasformi villaggi, città, persone e bambini; Vivir para contarlo (Live to tell) è il lavoro di Karl Mancini sui femminicidi e sulle donne vittime di violenza in America Latina; lo sguardo di Chloe Sharrock si è focalizzato in questi ultimi tre anni, con la sua personale sensibilità per i diritti delle donne, su Raqqa e sul campo di prigionia di Al-Hawl del nord della Siria. Il noto fotografo Ivo Saglietti segue da oltre dieci anni a Potočari (Bosnia Erzegovina) la cerimonia di restituzione e riconoscimento delle vittime del genocidio di Srebenica mostrando al visitatore che cosa significhi convivere con le conseguenze di un crimine così atroce e duro; Derek Hudson documenta in Hutu Exodus la fuga degli hutu dai tutsi nella Repubblica Democratica del Congo; Mattia Velati in Yemen: bellezza ferita documenta la guerra civile che si sta consumando dal 2015 in Yemen attraverso lo spirito dei suoi abitanti, volto a creare un racconto visivo contenente immagini che rendono giustizia alla vita di un popolo fiero che affronta le avversità conservando la bellezza misteriosa del suo Paese. Laura Secci documenta la sua esperienza in Afghanistan all’interno della missione ISAF (International Security Assistance Force) consistente nelle attività di pattuglia e di assistenza sanitaria alla popolazione dell’Esercito Italiano; Francesca Tosarelli con Ms. Kalashnikov documenta le donne della parte orientale della Repubblica Democratica del Congo che, stanche delle violenze subite, combattono all’interno di gruppi ribelli. Nagorno Karabakh, la pace può attendere, Roberto Travan compie un viaggio attraverso gli occhi del popolo pacifico del Nagorno Karabakh, sito nel Caucaso meridionale, costretto a vivere un conflitto spesso ignorato dai media e dalla comunità internazionale: la guerra tra l’Azerbaijan e l’Armenia per il possesso della loro regione che Stalin nel 1920 sottrasse all’Armenia cristiana annettendola all’Azerbaijan musulmano; Infine Fabio Polese racconta, come unico reporter italiano, la resistenza dei giovani ‘ribelli’ che lottano per la libertà in Myanmar iniziata dopo il colpo di stato del febbraio 2021.

«La fredda crudeltà della sopraffazione che molte di queste foto fissano in un attimo eterno sono la prova della stabilità e dell’intensità della violenza razionale che è intorno a noi e che noi cerchiamo di eludere con indifferenza. Ecco squarciato il momento in cui si apre lo strappo, uno di quegli avvenimenti che in un istante trasformano un uomo da capo a piedi» commenta Domenico Quirico, voce autorevole del quotidiano La Stampa e che ha dedicato alcuni testi specifici della mostra. L’esposizione è allestita al primo piano del Mastio e si presenta come un percorso libero tra dieci unità espositive. Ad ogni fotografo è dedicata una parete contenente dieci immagini e una frase di Domenico Quirico e la mostra è suddivisa in due sezioni: la più lunga accoglie gli otto progetti a colori, come è prassi nella maggior parte delle collaborazioni di oggi con riviste e quotidiani internazionali, mentre la più corta ospita i progetti dei due fotografi che espongono in bianco e nero analogico e vantano una lunga esperienza nel reportage. L’esposizione è accompagnata dal catalogo di 128 pagine edito da Prinp Editore d’Arte, Torino.

La mostra Strappi. Tra violenza e indifferenza, ideata e curata da Tiziana Bonomo e organizzata dal Generale Epifanio Pastorello, è in essere dal 27 novembre 2021 al 16 gennaio 2022 al Museo del Mastio della Cittadella in Corso Galileo Ferraris 0 a Torino ed è possibile visitarla dal martedÏ alla domenica dalle ore 11.00 alle ore 19.00 con ingresso libero.

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