Torino Film Festival 2020 va online: i film in concorso da vedere

Torino Film Festival 2020 va online: i film in concorso da vedere

Cinema Torino Giovedì 12 novembre 2020

Torino - Da venerdì 20 a sabato 28 novembre torna l'appuntamento con il Torino Film Festival, che giunge quest'anno alla 38esima edizione.  In programma 133 film, tra lungometraggi, mediometraggi e cortometraggi-interamente online sulla piattaforma streaming di MYmovies.

Ogni giorno alle ore 14 verranno pubblicati su MYmovies nuovi titoli che rimarranno disponibili per 48 oredalla pubblicazione sulla piattaforma. Questa regola non si applica ad alcuni spettacoli per i quali sarà comunque chiaramente indicato l’orario di inizio della programmazione e la durata della disponibilità.

«Per la prima volta in 38 anni di storia, il Torino Film Festival sarà fruibile solo ed esclusivamente online. Originariamente ipotizzato con una formula mista, che sommava il piacere della sala alla percezione allargata della rete, quest’anno si è dovuto trasferire tutto online. Il risultato è un festival diverso, che ai film in programma affianca un ricco apparato culturale di contenuti: strisce quotidiane con incontri con gli autori, presentazioni di film e libri, masterclass, eventi speciali, omaggi, programmi educational e focus su tematiche sempre attuali. L’idea è di ricreare, almeno in parte, quella sensazione di avvolgente accoglienza tipica del Torino Film Festival, un ritrovare e ritrovarsi in una piazza virtuale. Con la volontà di mettere in rete un festival, ricrearne le emozioni e andare oltre all’idea di una fruizione di contenuti on demand» ha dichiarato Enzo Ghigo Presidente Museo Nazionale del Cinema.

Il programma completo con film in concorso, corti, docuementari e rassegne è disponibile sul sito delTorino Film Festival.

Come vedere i film del Torino Film Festival

I film sono fruibili da PC e Mac con l’ultima versione di Google Chrome installata, oppure Tablet e Smartphone di ultima generazione. In TV la visione è disponibile solo via Chromecast o AppleTV via AirPlay.

A partire dal 16 novembre, sarà possibile acquistare il singolo accesso alla visione di uno specifico film egli abbonamenti a tutta la manifestazione. Gli abbonati potranno fruire di tutti gli spettacoli fino a esaurimento posti.

Tariffe Singolo spettacolo: 3,50 euro
Carnet da 10 spettacoli: 30,00 euro (da scegliere contestualmente all’acquisto del carnet)
Abbonamento a tutto il festival: 49,00 euro
Abbonamento sostenitore: 100,00 euro (comprende l’invio di alcune pubblicazioni del Torino FilmFestival)

La visione dei film privi del visto di censura non è consentita ai minorenni.

Oltre alla sala virtuale su MYmovies, per questa edizione digitale, il Torino Film Festival ha messo a puntoun palinsesto di incontri e iniziative che saranno trasmessi in streaming gratuito per tutti sul canale YouTube del festival https://www.youtube.com/user/TorinoFilmFestival.

Sempre in streaming saranno trasmesse anche l’apertura e la chiusura del Festival, oltre a due eventispeciali, RadioAMARCORD(prodotto da Fonderia Mercury per la regia di Sergio Ferrentino), e Visioni Resistenti(curato Maurizio Pisani per la regia di Federico Mazzi), e alla cerimonia di conferimento delpremio Stella della Mole per l’Innovazione Artistica a Isabella Rossellini.

Inoltre sul sito del Torino Film Festival il pubblico troverà, presentazioni, Q&A e contenuti speciali perconoscere meglio i film della selezione e i loro autori.

Torino Film Festival 38: i film in concorso

Nel selezionare i film del concorso Torino38, la principale sezione competitiva del festival dedicata ai lungometraggi internazionali, si lavora con l’intento di catturare le stelle nascenti del cinema di domani. Visioni mozzafiato, di ampia immaginazione e innovazione, opere prime e seconde risonanti di passione che aprono un ventaglio estetico variegato fatto di visioni originali e forti. Uno degli aspetti essenziali del lavoro di selezione è stato mantenere l’impegno di sostenere a pieno la politica internazionale del “50/50 by 2020” lanciata dal Toronto Film Festival. Per la prima volta nel concorso viene infatti riservato uno spazio equo alle produzioni realizzate da registi donne e a quelle realizzate da registi uomini. Non è stato semplice lavorare riducendo i numeri del programma ma grazie all’entusiasmo, alla collaborazione e al dialogo di tutti, si è raggiunto un risultato sorprendete che ha saputo mantenere l’attenzione alle nuove forme e nuove tendenze del cinema tipica del TFF.

BOTOX di Kaveh Mazaheri (Iran-Canada, 2020, 97', col.) Akram e Azar sono sorelle. Entrambe mentono sulla scomparsa del fratello, dicendo a tutti che è fuggito in Germania. Con il tempo la bugia diventa sempre più ingestibile, arrivando a condurre le protagoniste in luoghi oscuri e misteriosi. Un dramma domestico costruito attorno ai temi del doppio, della verità e della menzogna e capace di passare con assoluta naturalezza dalla black comedy al giallo, dal visionario all’onirico. Audace nella forma, geometrico e precisissimo nello stile, fonde slapstick, Tex Avery e Blake Edwards con echi del cinema di Ioseliani ed elementi di poesia surreale.

CAMP DE MECI POPPY FIELD di Eugen Jebeleanu (Romania, 2020, 81', col.) Cristi è un giovane poliziotto rumeno che vive un’esistenza conflittuale rispetto alla sua identità: lavora in un ambiente gerarchico e maschilista ma è omosessuale e cerca di conservare gelosamente il segreto sulla sua vita privata. Nei giorni in cui Hadi, il ragazzo con cui ha una relazione a distanza, è venuto a fargli visita dalla Francia, Cristi viene chiamato per un intervento: un gruppo nazionalista e omofobo ha interrotto la proiezione di un film a tematica lgbtqi+. Quando uno dei manifestanti minaccia di smascherarlo, Cristi perde il controllo.

CASA DE ANTIGUIDADES MEMORY HOUSE di João Paulo Miranda Maria (Brasile/Francia, 2020, 93', col.) Cristovam, un uomo di colore originario delle zone rurali del nord del Brasile, si trasferisce in una città del sud, una ricca ex colonia austriaca, per lavorare in una fabbrica di latte. Costantemente a contatto con persone xenofobe e conservatrici, il protagonista si sente estraneo rispetto alla comunità e solo. Quando scopre una casa abbandonata piena di oggetti che lo riportano alle sue origini, decide di trasferirsi in quel luogo dove piano piano i ricordi sembrano prendere vita spingendolo verso una trasformazione radicale. Un esordio magico che affonda nella tradizione folkloristica brasiliana per portare in scena le tensioni sociali e culturali dell’oggi.

THE EVENING HOUR di Braden King (USA, 2020, 115 ’, col.) Un tempo Dove Creek, in West Virginia, era la classica florida cittadina mineraria americana. Oggi, questa comunità post-industriale è in declino. Cole Freeman lavora come collaboratore sanitario a domicilio, occupandosi degli anziani ma neppure la vendita illecita di antidolorifici riesce a fargli sbarcare il lunario. Come tanti della sua generazione vuole cambiare vita ma le opportunità sono sempre poche e l’ambiente che lo circonda è in costante cambiamento. Cole appartiene a una generazione intrappolata in un vortice di paura esistenziale, mancanza di opportunità e inadeguatezza.

EYIMOFE THIS IS MY DESIRE di Arie & Chuko Esiri (Nigeria, 2020, 110', col.) Mofe e Rosa vivono a Lagos, in Nigeria. Lui lavora in fabbrica, lei fa la parrucchiera e insieme progettano di emigrare all’estero per trovare una vita migliore. Il destino ostacola però i loro piani, e quando la realizzazione del loro sogno sfuma si vedranno costretti a riconsiderare anche la possibilità di costruire nel loro stesso mondo il futuro che desiderano. Dalla Nigeria un esordio potente in cui il dramma, ma anche la pazienza e la capacità di elaborare delle soluzioni, assumono le forme della quotidianità. Mofe and Rosa live in Lagos.

HOCHWALD WHY NOT YOU di Evi Romen (Austria/Belgio, 2020, 107’, col.) Mario ama danzare, ma per uno come lui la danza non potrà mai diventare un lavoro. Mario infatti è tossicodipendente e vive in povertà con la madre. Mentre si trova a Roma, viene coinvolto con l’amico Lenz in un attacco terroristico: Lenz muore, Mario resta illeso. Tornato al paese, viene accolto con indifferenza dai compaesani. Questa reazione finisce per destabilizzarlo ulteriormente. Quando incontra Nadim, un ragazzo che distribuisce il Corano e che insieme ai suoi fratelli lo aiuta a combattere la propria dipendenza, decide di convertirsi all’islamismo. Per il paese è un affronto. Dietro a tutte le sofferenze, il cuore di Mario batte ancora per la danza.

LAS NIÑAS SCHOOLGIRLS di Pilar Palomero (Spagna, 2020, 97', col.) Celia ha undici anni e studia in una scuola di suore a Saragozza, dove vive con la madre. Insieme a Brisa, una nuova compagna di classe appena trasferitasi da Barcellona, si avviano verso l'adolescenza. Crescendo, nella Spagna dell'Expo e dei Giochi Olimpici del 1992, Celia scopre che la vita è fatta di molte verità, e di qualche bugia. L’esordio alla regia di Pilar Palomero non è solo il racconto della sua, vita ma anche il ritratto di molte donne spagnole cresciute negli anni Novanta, divise tra uno stile di vita tradizionale e uno ben più moderno fortemente caratterizzato dall’emancipazione.

MI ZHOU GUANGZHOU MICKEY ON THE ROAD di Lu Mian Mian (Taiwan, 2020, 95', col.) Mickey e Gin Gin sono migliori amiche. Mickey si prende cura della madre che soffre di depressione; nel tempo libero frequenta il tempio cercando di unirsi alla squadra maschile di arti marziali. Gin Gin, più impulsiva, si guadagna da vivere ballando nelle discoteche. Quando Gin Gin escogita un piano per incontrarsi con Jay a Guangzhou, in Cina, Mickey decide di cercare il padre che anni prima aveva abbandonato lei e la madre. Affrontando situazioni a volte comiche, a volte brutali, Mickey e Gin Gin rafforzano la loro amicizia e raggiungono una matura consapevolezza di sé. Taiwan.

NAM-MAE-WUL YEO-REUM-BAM MOVING ON di Yoon Dan-bi (Korea, 2020, 105’, col.) Durante le vacanze estive, Okju e Donju si trasferiscono nella casa del nonno dopo il dissesto finanziario del padre. Mentre il giovane Dongju si adatta immediatamente, Okju prova invece un forte disagio. L’arrivo della sorella del padre, prossima al divorzio, cambia per fortuna le cose, e anche Okju comincia ad apprezzare la nuova vita in famiglia. Tuttavia, quando il nonno si ammala, zia e padre decidono di mandare l’uomo in una casa di cura e mettere in vendita la casa.

REGINA di Alessandro Grande (Italia, 2020, 82', col.) Regina, una ragazza di quindici anni che ha perso la madre anni prima, sogna di fare la cantante. Il padre, Luigi, che rappresenta ormai tutta la sua famiglia, crede molto nel talento della figlia e non smette mai di supportarla. D'altra parte Luigi la capisce bene perchè lui stesso ha dovuto rinunciare alla propria carriera musicale proprio per stare vicino alla figlia. Il loro legame sembra fortissimo, indissolubile, almeno fino a quando, un giorno, un evento imprevedibile cambierà le loro vite.

SIN SEÑAS PARTICULARES IDENTIFYING FEATURES di Fernanda Valadez (Messico-Spagna, 2020, 97', col.) Magdalena non ha più notizie del figlio da quando, mesi prima, ha lasciato il Messico per andare negli Stati Uniti. Le autorità spingono perché Magdalena firmi un certificato di morte, ma l'incontro con un genitore in lutto spinge la donna a intraprendere un lungo viaggio per capire quale sia stato il destino del figlio. Magdalena incontrerà Miguel, un ragazzo costretto a rimpatriare dagli Stati Uniti, e con lui affronta la violenza e la desolazione di un paese profondamente cambiato. Un esordio secco, capace di raccontare attraverso una storia privata il dramma condiviso da un intero paese.

WILDFIRE di Cathy Brady (Regno Unito/Irlanda, 2020, 85', col.) Lauren e Kelly sono sorelle legatissime, cresciute in una piccola città irlandese. Le loro strade si sono separate dopo la morte della madre e Lauren è rimasta sola ad affrontare l'oscuro e traumatico passato della famiglia. Data per dispersa da più di un anno, un giorno Kelly torna improvvisamente a casa. Dopo l’iniziale tensione le due donne ritrovano l'equilibrio andato inevitabilmente perduto. Unite più che in passato, Lauren e Kelly vogliono fare chiarezza sui segreti della loro famiglia: tuttavia la loro ricerca non è ben vista in città, dove si cerca di nascondere la verità e chi la cerca.

Torino Film Festival 38: i corti

Negli ultimi anni il cortometraggio si è ritagliato un ruolo sempre più importante e autonomo nel panorama cinematografico internazionale, dando l’opportunità ai cineasti emergenti di sviluppare le tecniche filmiche e affinare lo sguardo autoriale in una struttura produttiva meno impegnativa di quella del lungometraggio ma che ne comprende già tutte le dinamiche. La forma breve ha generato eccellenti risultati creativi e un rinnovato interesse del pubblico. La nuova sezione competitiva Torino 38 Corti presenta una selezione internazionale di 12 opere inedite in Italia, di ampia varietà tematica e stilistica, che verranno proiettati in abbinamento ai lungometraggi del concorso Torino 38. Nel pieno rispetto della parità di genere, vengono proposti 6 film di registi e 6 di registe. Rinnovando la tradizione di Cinema Giovani, Torino 38 Corti vuole essere uno sguardo aperto al presente e al futuro, una vetrina di talenti in grado di interessare e coinvolgere tutto il pubblico del Torino Film Festival.

BEFORE THE TYPHOON COMES di Chen Yun (Cina, 2020, 14’, col.) Chen va in spiaggia con il padre ma sfortunatamente un tifone è in arrivo. Decide di nuotare comunque e, mentre si trova mare, ha un incontro con il suo passato con il quale cerca di riconciliarsi. Una storia familiare vista dalla prospettiva di un bambino.

A BETTER YOU di Eamonn Murphy (Irlanda, 2019, 16', col.) Douglas, giovane timido e introverso, vuole conquistare la ragazza dei suoi sogni. Decide allora di investire in un clone in carbonio, una versione migliorata di sé stesso. Tra la distopia e lo steampunk, una metafora sulle estreme conseguenze dell’uso dei social media.

L’ESCALE di Pieter De Cnudde (Belgio, 2020, 14’, col.) Tre personaggi si incontrano a una stazione di servizio. Una borsa piena di soldi e una biro distruggeranno i sogni e le speranze di ognuno.

LOS HONORES di Sergio Barrejón (Spagna, 2020, 14', b/n.) Dopo aver passato più di vent'anni in carcere per l'omicidio di un agente di polizia, in segno di pentimento l’ex terrorista Sara chiede di parlare con il figlio della vittima. Andoni, un funzionario del carcere, la fa chiamare e la riceve nel suo ufficio per assicurarsi della sincerità e dell'onestà delle sue intenzioni.

JUST A GUY di Shoko Hara (Germania, 2020, 15', col.) Un’intervista. Tre donne raccontano la loro relazione con Richard Ramirez, celebre serial killer degli anni ’80 conosciuto durante i suoi anni di prigionia. Il film d’animazione, costruito a partire dalle lettere scambiate tra le donne e Ramirez, mostra le emozioni delle persone coinvolte, svelando elementi familiari ma sottilmente disturbanti e ossessivi.

MÜNHASIR di Yeşim Tonbaz Güler (Turchia, 2020, 10’, col) Rimasta sola dopo la morte della figlia per una lunga malattia, mentre cerca di accettare il dolore, Fazilet trova un pacco destinato alla figlia. In cerca di informazioni, busserà di porta in porta fino a trasformare il pacco nella cosa più importante della sua vita.

MY SISTER'S MERCY di Vladimir Koptsev (Russia, 2020, 9', col.) During the Soviet-Afghan War, in the days when general secretary of the Communist Party Leonid Breznev, in a military hospital a young lieutenant wounded almost to death meets a young military nurse, tired almost to death. One meeting. One night. One candle. A short from Vladimir Koptsev, Alexander Sokurov’s pupil.

SLOUGH di Haruna Tanaka (Giappone, 2020, 14’, col.) Una mattina Hibari si sveglia di soprassalto con la sensazione di avere qualcuno accanto e in giardino trova la pelle di un serpente. Sono passati sei mesi da quando il figlio Tatsumi è morto in un incidente stradale e lei e il marito Seiji non riescono a riempire la voragine che la morte del figlio ha aperto tra di loro. Hibari esce per raggiungere il luogo dell’incidente portando con sé l’ombrello del figlio che offre a un uomo infradiciato incontrato per strada: improvvisamente l’uomo, come in una visione, entra in contatto con la memoria del ragazzo.

O NOSSO REINO / OUR KINGDOM di Luís Costa (Portogallo, 2020, 15’, col.) In un regno fatto di pietra, un bambino vive in un vortice di morte e abbandono. Ogni giorno vaga per le strade del suo villaggio e la sera, quando torna a casa, non trova altro che il silenzio degli adulti. Solo il suono e il calore del fuoco mitigano il suo dolore. Il bambino non ha nessuno, ma piange solo quando si ritrova ancora una volta in strada, senza direzione o compagnia.

SEALSKIN di Ugla Hauksdóttir (Islanda, 2020, 13’, col.) Sol ha cinque anni e vive con il padre in una casa isolata sul mare. Passa le giornate sola con la propria immaginazione, mentre il padre, un compositore, è in crisi creativa. Quando Sol capisce che il papà è afflitto dal dolore, trova conforto in un vecchio racconto folkloristico islandese.

THE LAST MERMAID di Fi Kelly (Scozia/Regno Unito, 2019, 16', col.) Pearl, sirena di mezza età, incallita fumatrice e incapace di nuotare, è la proprietaria della più celebre linea telefonica hot per appassionati di fantasie sessuali acquatiche di Scozia. La sua vita è completamente diversa da quella delle sue affascinanti antenate. Quando la sua migliore amica Sadie le rivela una notizia sconvolgente, Pearl è costretta ad affrontare le sue paure: è l'ultima sirena in vita e se vuole mandare avanti la sua specie deve avere un figlio in fretta.

UNA NUOVA PROSPETTIVA di Emanuela Ponzano (Italia/Francia, 2020, 15’, col.) Seguendo un ragazzino che gioca in una foresta con alcuni compagni, scopriamo passo passo alcuni particolari: una bambina sola che piange, persone ammassate e in fila, poliziotti e guardie con i cani, un muro di filo spinato. Dove ci troviamo? E quando? 

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