Sulle tracce di Raffaello nelle collezioni sabaude: la mostra ai Musei Reali - Torino

Sulle tracce di Raffaello nelle collezioni sabaude: la mostra ai Musei Reali

Mostre Torino Giovedì 29 ottobre 2020

© Abraham Constantin (Ginevra 1785 – 1855) Autoritratto di Raffaello, copia, 1823 Smalto a terzo f
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Torino - Da sabato 30 ottobre a domenica 14 marzo 2021 presso la Galleria Sabauda dei Musei Reali è allestita l'esposizione Sulle tracce di Raffaello nelle collezioni sabaudeA 500 anni dalla morte del grande pittore urbinate, i Musei Reali rendono omaggio al grande maestro, attraverso dipinti, incisioni e oggetti di arte decorativa, che illustrano la diffusione dei modelli derivati dalla sua opera dalla prima metà del Cinquecento alla fine dell'Ottocento, in Piemonte e nelle raccolte dei Savoia.

Il percorso presenta 33 opere e illustra l’arte di Raffaello attraverso lavori che derivano direttamente dai suoi modelli, sia mediante la pratica della copia, sia con la libera reinterpretazione delle sue invenzioni. Lo stile del maestro, caratterizzato da dolcezza ed eleganza, da straordinaria abilità disegnativa, da cromie preziose e da un perfetto equilibrio compositivo, diventa un riferimento per ogni genere artistico.

La prima parte del percorso è dedicata alle copie antiche della famosa Madonna d’Orléans, opera giovanile di Raffaello forse appartenuta al duca Carlo II di Savoia, oggi conservata presso il Museo Condé di Chantilly e replicata già nella prima metà del Cinquecento da alcuni dei principali artisti attivi in area piemontese. Deriva da un modello raffaellesco anche la Madonna della Tenda delle collezioni sabaude, restaurata con la collaborazione del Centro di Conservazione e Restauro La Venaria Reale e il sostegno di Intesa Sanpaolo. Ritenuta all’inizio dell’Ottocento opera autografa del maestro e venduta come tale nel 1828 al principe di Carignano Carlo Alberto, è stata poi attribuita a collaboratori come Perin del Vaga e Giovan Francesco Penni. Gli approfondimenti condotti in occasione della mostra propendono invece per una realizzazione intorno al 1530-1540 a Firenze, in una prestigiosa officina come quella di Andrea del Sarto.

La seconda parte presenta una selezione di stampe di soggetto sacro, mitologico e allegorico, dove i modelli di Raffaello sono rivisitati con formidabile perizia tecnica e originale sensibilità chiaroscurale. La circolazione dei modelli attraverso repertori e raccolte di stampe è documentata anche nelle arti minori, come attestano l’arazzo fiammingo con L’ingresso degli animali nell’arca di Noè, che cita le Stanze Vaticane, e gli smalti su porcellana del pittore ginevrino Abraham Constantin, testimone della fase ottocentesca del culto di Raffaello.

L’itinerario si completa lungo il percorso di visita al primo piano della Galleria Sabauda, dove sono esposte opere di autori cinquecenteschi che si misurarono con Raffaello e con l’ideale di un’arte di insuperata perfezione.

«Raffaello ha rappresentato, nei secoli, l'interprete sommo della bellezza e della grazia. Un genio capace di coniugare l'armonia formale con il palpito della vita – dichiara Enrica Pagella, Direttrice dei Musei Reali di Torino –. In questa mostra dossier abbiamo raccolto alcuni episodi della seduzione da lui esercitata sui principi di Savoia, con opere ancora poco note, che sono state studiate e restaurate per questa occasione. È un percorso ricco di curiosità e di sorprese, e sono grata a Intesa Sanpaolo per averlo sostenuto e ai restauratori del Centro della Venaria Reale per averci aiutato nella ricerca. Una collaborazione che è, insieme alla mostra, un segno della vita che continua e che ci aiuta forse a guardare oltre alle incertezze e alle paure del tempo presente». 

La mostra è visitabile dal giovedì alla domenica dalle 10 alle 18 con il biglietto ordinario dei Musei Reali.

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