Torino: l'appello dell'assessore Francesca Leon per i lavoratori della cultura

Torino: l'appello dell'assessore Francesca Leon per i lavoratori della cultura

Mostre Torino Venerdì 13 marzo 2020

© Pixabay

Torino - In giorni difficilissimi per tutta l’Italia, la cultura chiede aiuto al Governo e alle Regioni per riuscire a ripartire una volta usciti dall’emergenza. È infatti di giovedì 12 marzo la notizia di un appello firmato da diversi rappresentati della cultura a livello nazionale, tra cui anche l’assessore Francesca Leon del Comune di Torino. «Arginare COVID-19 richiede sacrifici a tutti – scrive l’assessore - I tanti che producono o sono protagonisti di spettacoli dal vivo, di mostre, di esperienze culturali in generale, vivono spesso di un’economia fatta di passione ma di piccolissimi margini, di rischio costante. E questo vale anche per molte imprese di medie dimensioni che sono la spina dorsale delle nostre industrie creative».

Ridurre la socialità ha significato purtroppo ridurre anche le esperienza culturali, che oggi sono in ginocchio. Una normativa imprescindibile in questa fase, per preservare la salute della comunità. «Dobbiamo perciò trovare il modo per evitare che questo si traduca in una falcidia del nostro settore culturale – aggiunge Francesca Leon  - Chiedo al Governo e alle Regioni di utilizzare tutti gli strumenti a disposizione per aiutare questi protagonisti della vita culturale del nostro paese. Nelle misure che il Governo adotterà a sostegno dell’economia chiedo siano incluse risorse per assicurare la sopravvivenza di questi attori per almeno tre mesi. Erogando contributi, dilazionando pagamenti, allargando le maglie per l’accesso agli strumenti esistenti, incluso il salario di cittadinanza».

Questo un estratto dal testo inviato alle istituzioni da parte di tanti rappresentanti della da Roma, Milano, Palermo, Torino, Napoli, Genova, Bologna, Venezia, Bari e Firenze:

La produzione e i servizi legati allo spettacolo dal vivo, alle arti visive, al cinema, all’editoria, ai musei, alle biblioteche e agli archivi, all’offerta di esperienze culturali in generale, si regge largamente su lavoratori con poche garanzie e che, in un momento come quello che stiamo vivendo, rischiano tutto. Sono donne e uomini che vivono spesso di un’economia fatta di passione ma con piccolissimi margini di sopravvivenza, di rischio costante. Artisti e operatori con contratti atipici, partite IVA, freelance, prestazione occasionale o a giornata, e così via. Talvolta riuniti in associazioni, cooperative, piccole imprese, reti e anche naturalmente lavoratori dipendenti, spesso a termine.

L'intero mondo della cultura poggia anche sulle loro spalle e senza interventi rapidi di sostegno non sarà in grado di riprendersi dalla crisi, con conseguenze gravissime che ricadono sul paese intero.
La vita culturale è un tratto distintivo dell’Italia e una risorsa fondamentale del Paese: è il nostro miglior biglietto da visita nel mondo, dà lavoro qualificato a milioni di persone, è un fattore determinante per il benessere e per la qualità della vita, per la democrazia e per la coesione sociale.

Chiediamo dunque nell’immediato di:

  • dichiarare lo stato di crisi per l'intero settore culturale pubblico e privato
  • estendere tutti gli strumenti disponibili di tutela dell’occupazione previsti nello stato di crisi a tutte le categorie di lavoratori, a prescindere dalle tipologie di contratto di lavoro
  • estendere, anche temporaneamente per i prossimi mesi, l’accesso al reddito di cittadinanza ad operatori – con o senza partita IVA - del settore culturale
  • introdurre strumenti di tutela nei confronti dei lavoratori di un settore dove il precariato è strutturale
  • intervenire sul sistema bancario per la sospensione temporanea dei pagamenti del credito a breve e medio termine ed estensione dei termini di scadenza per una durata pari a quella della sospensione
  •  ampliare la platea di beneficiari del FUS e considerare il periodo di interruzione dell’attività dovuta alle disposizioni dello Stato con criteri che non generino una riduzione dei contributi assegnati, nonché destinare risorse straordinarie per compensare la caduta delle entrate proprie di enti, istituzioni e organizzazioni
  • emanare norme specifiche per autorizzare gli enti locali ad operare in deroga a norme generali e specifiche concernenti l’erogazione di contributi alle attività culturali e la riscossione di oneri e imposte locali.

La cultura ha da sempre una grande capacità di generare fiducia, senso di comunità, speranza, di immaginare scenari inediti pur nella più difficile delle situazioni storiche. Sono già tante le iniziative prese da chi vi lavora per essere vicini ai nostri concittadini nelle loro case. E tante altre lo saranno. È urgente che la Repubblica Italiana faccia la sua parte per sostenere questo mondo.

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