Cosa fare a Torino nonostante il Coronavirus: dal Decamerone al djset in streaming

Cosa fare a Torino nonostante il Coronavirus: dal Decamerone al djset in streaming

Cultura Torino Venerdì 28 febbraio 2020

© Pixabay

Torino - Aggiornamento del 29 febbraio: contrariamente a quanto indicato in precedenza, l'ordinanza del Ministero della salute appoggiata dalla Regione Piemonte estende lo stop ai cinema e alle attività culturali fino al 1 marzo, non permettendo dunque a Seeyousound di concludere l'edizione 2020. Salta quindi la sonorizzazione dei Marlene Kuntz.


«Da sindaca mi rendo conto di come questa esperienza ci stia mettendo alla prova» ha scritto sul proprio profilo Facebook la sindaca di Torino Chiara Appendino con riferimento all’emergenza scattata in seguito ai primi casi italiani di Coronavirus. In una città e un’intera regione bloccata, con scuole e università chiuse, musei, teatri, cinema e luoghi di cultura sbarrati, è davvero una dura prova riuscire a consigliare cose da fare per riempire il tempo libero che si è dilatato. Questo, a Torino, sarebbe stato infatti il weekend di Seeyousound e della domenica gratuita al museo promossa dal Ministero per i beni culturali, e invece i piani sono cambiati, con i musei chiusi, e con il festival di cinema e musica che timidamente annuncia di riuscire, salvo ulteriori indicazioni, a recuperare l'ultima serata del 1 marzo con i Marlene Kuntz.

In questo quadro insolito, le parole delle istituzioni cercano di dare speranza: «la paura e lo spaesamento, pur parzialmente giustificati da una situazione inedita, non devono inaridire il nostro vivere comune – ha proseguito infatti la sindaca - Seguire le indicazioni delle autorità è la forma migliore per proteggere se stessi e gli altri. Mantenerci aperti e solidali significa impedire che le barriere fisiche divengano barriere sociali e valoriali. E confermare, ancora una volta, ciò che siamo, la nostra storia, la nostra tradizione. È dunque a tutti i torinesi che mi rivolgo per chiedere che, ancora una volta, dimostrino quella solidarietà che ci ha sempre contraddistinto. Ognuno di noi, nel proprio ambito, può giocare un ruolo attivo nel superare questo momento. La comunità, infatti, siamo noi».

Chiara Appendino ha ricordato dunque tutti coloro che con dedizione e professionalità si prodigano per aiutare e vivono la propria quotidianità «con prudenza ma senza eccessive preoccupazioni». E, aggiungiamo noi, alle volte con molta creatività, utile a tirare su il morale, e non spegnere il commercio, in ginocchio dopo i giorni di “quarantena” della città. Ecco allora idee, attività per resistere, e mondo social. Mai come in questa situazione nuova e inedita il potere comunicativo dei social network si è rivelato utile, in positivo, per raccontare la propria attività, per “scherzarci su” e per rafforzare iniziative di rete e collaborazioni.

Tutto chiuso: Torino si trasferisce sui social

Online girano per esempio “gli indispensabili” del Circolo dei lettori, che dopo esservi visto costretto a chiudere le sue sedi di Torino e Novara ha deciso di non lasciare solo il pubblico postando ogni giorno mini –interviste dove i personaggi protagonisti del Circolo – dalla nuova direttrice a Nicola Lagioia – raccontano i propri libri indispensabili, le serie e i film.

Non manca poi l’ironia, che sui social della cultura torinese è guidata dalla comunicazione dell’istrionico social media manager della Fondazione Sandretto, ben noto al mondo della comunicazione culturale via social. Meme, vignette, chat che simulano dialoghi paradossali tra musei della città, e dove gli stessi musei o teatri rispondono, partecipando al gioco ironico. In fatto di dialoghi e reti, poi, ha ormai preso vita inondando Facebook, Twitter e Instagram di foto e video l’iniziativa social #museichiusimuseiaperti, partita da Varese e che ha coinvolto in larga parte musei piemontesi, intenti a raccontarsi a porte chiuse. E tra retroscena di restauri e anticipazioni di mostre, c’è davvero da rifarsi gli occhi.

Tra la pagina della Fondazione Sandretto, dunque, e quelle di tutti i musei della città, lo spazio digitale si è rivelato una nuova piazza per raccontarsi, dove non si sono risparmiate sorprese e si è riusciti sicuramente a strappare sorrisi su facce amareggiate dalla situazione di blocco. E a proposito di meme, giochi e riferimenti enciclopedici alla città di Torino, sono diverse le pagine che potreste scoprire per diventarne magari fan. Ci sono i Turin low quality memes, pagina dissacrante, ma c’è anche la sognante Cartoorin, Torino riletta in chiave Disney, e ancora i messaggi nascosti nei fotomontaggi di ArTorin.

Libri e librerie: un contagio di letture

Per gli amanti delle esplorazioni, consigliamo quelle digitali nel mondo di archivi e biblioteche, si spazia dalla letteratura ai teatri, fino alle fotografie e alla tv. Non sono da meno le librerie, luoghi viventi, che da giorni propongono a una sola voce di dirottare gli acquisti folli dai supermercati agli scaffali di romanzi e saggi, per fare scorpacciate di storie e informazioni certo più utili delle provviste alimentari.

C’è chi consiglia i grandi classici delle epidemie: Manzoni, Saramago, Boccaccio, rispettivamente con la peste dei Promessi Sposi, Cecità e il Decamerone, chi invece promuove le nuove uscite, che non hanno smesso di popolare le librerie, come La Gang del pensiero, chi si offre di portare libri a domicilio, come La libreria del Golem, e chi ricorda il miglior metodo contro la noia dei bimbi a casa senza scuola, come I libri di Eppi. Alla Trebisonda sabato 29 febbraio alle 16 arrivano i tarocchi sul divano arancione, con Valeria Bianchi Mian, psicoterapeuta e scrittrice, una presenza discreta che accoglierà una ad una le persone curiose e interessate.

Ancora, è della Luna’s Torta – aperta anche per i pasti in questi giorni - l’idea di sfidare l’epidemia proponendo un’iniziativa culturale come la lettura collettiva del Decamerone. 10 giorni, 100 lettori, e tutte le novelle del Boccaccio lette in video a partire da sabato 29 febbraio con organizzatori, librai, artisti, spettatori e fruitori provenienti da diverse città d’Italia. Una “follia” che promette di diventare un grande evento per ridare linfa al settore della cultura, così colpito dalla crisi economica legata al coronavirus.

Idee su come passare il weekend nonostante il Coronavirus

Su Gambero rosso  si legge un caldo appello che invita a ripopolare i ristoranti, i locali e le pizzerie dopo una settimana di disdette che ha fortemente incrinato il settore: le idee a Torino non mancheranno di certo. Tra le proposte c’è anche quella del Jazz Club, che ha dovuto dire stop alla musica dal vivo ma dove si potrà cenare, con speciali offerte. Il Jazz club è inoltre tra i firmatari della lettera alle istituzioni con cui si chiede un intervento urgente.

 Dal Birrificio della Granda a Saluzzo parte un incoraggiamento per tutti i locali, «ci impegneremo nei prossimi giorni a comunicare il più possibile ai nostri appassionati di non rimanere confinati in casa e uscire a bere una buona birra» dicono, proponendo un’iniziativa online con tanto di contest, da seguire sul profilo social.

E se proprio siete casalinghi, c’è anche chi ha pensato a un sabato sera di divertimento da vivere senza mettere il naso fuori, ma seguendo un djset dai Docks Dora che verrà trasmesso in streaming e sarà visibile – in alta qualità – su ogni dispositivo. L’iniziativa si chiama Stayacasa e si svolgerà dalle 22 alle 330 di venerdì 28 febbraio dallo Studio Variables dei Docks Dora. Protagonisti Tramp (This is Indie, Magazzino sul Po), Variables Soundsystem, Gambo (TUM), Emi & Cipi (TUM e Savana Potente), Ossessione Uno (Astoria Basement) e Seven Sins (Genau) si susseguiranno in un set elettronico tutto da ascoltare e ballare... a casa.

Se la vostra idea è quella di una fuga fuori città, la vicina Valle d’Aosta, zona sicura dal virus, offre infine un weekend di natura, sport ed emozione con il campionato mondiale femminile di sci alpino a La Thuile, un’occasione per vivere da vicino la montagna, con la possibilità di assistere alle gare, ma anche ai tanti eventi collaterali previsti.

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