I musei chiusi di Torino e del Piemonte alla riscossa sui social. L'iniziativa partita da Varese

I musei chiusi di Torino e del Piemonte alla riscossa sui social. L'iniziativa partita da Varese

Itinerari e visite Torino Mercoledì 26 febbraio 2020

© Daniele Bottallo - Musei Reali Torino

Torino - «Facciamo in modo che i nostri visitatori ci possano visitare anche se siamo chiusi, mostrando o raccontando loro qualcosa di speciale? Che ne dite?». Parte così, con una domanda lanciata nel vorticoso mondo dei social la suggestione – nonché la proposta – lanciata dal Museo Tattile di Varese, #museichiusimuseiaperti è l’hashtag di una campagna che, termine non banale nell’epoca del Coronavirus, sta contagiando dalla sera del 24 febbraio tutta la rete.

Twitter, Facebook, Instagram: ogni social diventa un luogo virtuale dove tenere aperte le porte dei musei italiani costretti a chiudere in seguito all’ordinanza ministeriale per contenere il contagio. E tra i musei e gli istituti di cultura che hanno aderito con entusiasmo all’iniziativa nata dall’idea di un piccolo museo privato di Varese, spiccano per quantità e per brio numerosi musei torinesi e piemontesi.

E così ecco comparire post, foto, video, dirette, e anche dialoghi di apprezzamento e scoperta tra la Fondazione Accorsi Ometto, i Musei Reali, e ancora i musei della Fondazione Torino Musei – Gam, Mao e Palazzo Madama – che hanno addirittura creato un’apposita grafica per l’iniziativa, «anche se siamo ancora chiusi – scrivono – continuiamo a lavorare per voi e non vediamo l’ora di riaprire le porte».

Si raccontano le collezioni, le mostre in preparazione, le curiosità, per non far morire tra silenzi e polvere il cuore pulsante del mondo culturale di tante città italiane bloccate nella morsa dell’emergenza. «I musei sono una relazione fondamentale tra chi ci lavora e chi li visita» spiega nel video che hanno postato i Musei Reali la direttrice Enrica Pagella «Non siamo abituati alle sale vuote, il nostro pubblico ci manca, soprattutto a Giorgia Corso, responsabile dei Servizi Educativi, di cui sentite il suono dei tacchi che rimbomba negli spazi vuoti della Galleria Sabauda».

E sono proprio i servizi educativi e le attività laboratoriali e didattiche a costituire la maggiore perdita – umana, pedagogica ed economica – per i musei. «Sono stupefatta dalla dimensione che sta assumendo questa cosa, non me l’aspettavo, ma come sempre sui social ci sono andamenti inaspettati - racconta  Livia Cornaggia, responsabile del Museo Tattile di Varese che ha lanciato l’hashtag- L’idea mi è venuta ripensando alla situazione, soprattutto a quella di piccole realtà come la nostra, per le quali la stagione dei laboratori è un’importante fonte di reddito. Non trovavo un hashtahg adatto, e poi eccolo #museichiusimuseiaperti. L’avevo pensato per Twitter, ma ha preso benissimo su Facebook e su Instagram con una inspiegabile connotazione geografica piemontese».

È in effetti Twitter, da qualche tempo, il vero social del mondo museale, basti pensare alla campagna che ogni anno popola il social per la MuseumWeek, che nel 2019 ha visto proprio il museo varesino quarto al mondo prima ancora del Louvre. Perché i social, se usati bene, sanno ripagare. Non solo in termini di visibilità, condivisioni, follower, ma con concrete ricadute sulla progettazione. Come insegna infatti Livia Cornaggia «per realtà come la nostra i social sono l’unico strumento di comunicazione, e sono un’occasione ottima per conoscere ed entrare in contatto con altri musei».E pare che grandi progetti prendano davvero vita, come accadrà probabilmente tra Varese e i Musei Reali di Torino, che stanno lavorando insieme a iniziative ancora top secret per il futuro.

Intanto, non si sa ancora quali strade prenderà l’iniziativa, se proseguirà oltre al 29 febbraio o se porterà a riflessioni più approfondite che riguardano la comunicazione nel mondo museale e il rapporto con il pubblico. Per il momento, #museichiusimuseiaperti sta creando grande fermento in rete, lanciando un’idea di speranza in una situazione inattesa e per certi versi molto preoccupante.

Tra un post e l’altro si scopre che niente è immobile nei musei chiusi il cui accesso è impedito solo al pubblico. TGra sale, dipinti e oggetti accadono cose che i musei riescono a raccontare sui social, coinvolgendo il loro pubblico, e magari incuriosendolo sulle mostre e gli eventi che saranno.  «Abbiamo pensato di fare in modo che i nostri visitatori ci possano visitare anche se siamo chiusi per qualche giorno, mostrando o raccontando loro qualcosa di speciale di noi – spiega il Museo Accorsi Ometto - Già nelle stories di lunedì vi abbiamo portato a visitare la mostra. Seguiteci attraverso l'hashtag e nei sondaggi che faremo nelle stories! Nel frattempo, non stiamo fermi: in questi giorni stiamo rivalutando alcuni spazi museali e procedendo alla ricollocazione di alcune opere. Inoltre stiamo riallestendo lo studiolo di Accorsi per riportarlo al periodo storico del nostro fondatore! E presto ve lo faremo vedere...».

Ancora, la Reggia di Venaria ha postato in super anteprima alcuni imballaggi che contengono le opere presto esposte nella mostra Roma, Torino, Parigi 1680-1750. Sfida al Barocco. Spunti da cui nascono condivisioni, retweet, che spesso sono ispirati a un tema, per esempio proprio il barocco. Ci si dà addirittura appuntamento sui social per ripopolare i musei chiusi, con le dirette e i video, tra le vetture del Mauto Torino o le sale dei Musei Reali.

Non solo dalla città della Mole arrivano però risposte calde di entusiasmo da parte dei musei: la comunicazione è social anche a Biella, Cuneo, Novara, con tanti piccoli musei del territorio che grazie all’eco della rete raccontano le proprie storie, le proprie collezioni. C’è per esempio l'abbazia di Sant'Antonio di Ranverso che posta un suo incantevole polittico attirando l’attenzione dei curiosi, o il Museo di arte religiosa di Oleggio, attivissimo su più canali.

All’iniziativa ha aderito l’intero Polo Museale del Piemonte, che sta promuovendo le bellezze del patrimonio regionale, tra cui l’Abbazia di Vezzolano o Villa della Regina. Anche Abbonamento Musei Piemonte gioca sulla sete d’arte dei visitatori costretti a casa, e rimanda alle esplorazioni digitali possibile grazie a Google Arts & Culture, progetto che Mentelocale aveva consigliato parlando di archivi e biblioteche disponibili online per accedere comodamente da casa al grande patrimonio culturale della città e del Piemonte intero.

La Pinacoteca Agnelli approfitta di #museichiusimuseiaperti per ricordare la nascita di Pierre-Auguste Renoir, citando e mostrando uno dei suoi capolavori conservato in museo. Il Castello di Rivoli non è da meno, e mostra tra le mani della sua direttrice, in anteprima, il catalogo con l’opera allestita nel Salotto Cinese, dell’artista He Xiangyu dal titolo La morte di Marat. Non c’è limite alla creatività nel postare stralci della vita museale e delle collezioni: la Pinacoteca Albertina si è impegnata per esempio a mostrare ogni giorno, in attesa della riapertura, un quadro della mostra in corso, Incanti russi.

 Se il museo è chiuso, non sempre significa che non lo si possa visitare: basta digitare l’hastah #museichiusimuseiaperti su Facebook, Instagram o Twitter. Il viaggio di scoperta è garantito!

Potrebbe interessarti anche: , Grand Tour: tra il Piemonte e la Valle d'Aosta alla scoperta del barocco , Giornate Fai di Primavera 2020 rinviate anche a Torino e in Piemonte , Il Politecnico di Torino su Topolino per raccontare le donne nella scienza , Mina: 80 anni celebrati a Torino con una rassegna e un convegno internazionale , A Torino riaprono i musei: dall'Egizio alla Reggia di Venaria. Sconti e ingressi contingentati

Sostieni mentelocale.it

Care lettrici e cari lettori, sono quasi vent'anni che mentelocale.it è al vostro fianco per raccontarvi tutto quello che c'è da fare in città.

Stiamo facendo un grande sforzo e abbiamo bisogno anche di voi: attraverso un contributo, anche piccolo, potrai aiutare mentelocale.it a superare questo momento difficile.

La pandemia di Coronavirus ha messo in seria difficoltà il nostro lavoro: gli spettacoli e gli eventi di cui vi informiamo quotidianamente sono sospesi, ma abbiamo deciso comunque di continuare a informarvi su quello che accade e su come fare per superare questo momento storico senza precedenti.

Non vediamo l'ora di essere ancora accanto a voi, quando tutto questo sarà passato, per occuparci di tutto quello che ci rende felici: spettacoli, cinema, teatri, iniziative, passeggiate, cultura, tempo libero, nonché locali e ristoranti dove trascorrere di nuovo una serata con gli amici.

Ne siamo convinti: #andràtuttobene.

Grazie!

Scopri cosa fare oggi a Torino consultando la nostra agenda eventi.
Hai programmi per il fine settimana? Scopri gli eventi del weekend a Torino.