Biblioteche chiuse a Torino: archivi, cataloghi e musei digitali da consultare online

Biblioteche chiuse a Torino: archivi, cataloghi e musei digitali da consultare online

Cultura Torino Martedì 25 febbraio 2020

Torino - Le misure adottate anche dalla Regione Piemonte per contrastare il diffondersi del coronavirus hanno portato alla chiusura di svariati luoghi di cultura, incluse anche le università e le biblioteche civiche. Come fare, per tutti quegli utenti, spesso studenti anche prossimi alla consegna della tesi di laurea per la sessione primaverile, senza poter avere accesso diretto al principale luogo di studio e consultazione di testi e bibliografie?

La digitalizzazione e gli strumenti all’avanguardia permettono a molte biblioteche e archivi di essere dotati di intere sezioni di consultazione completamente disponibili online, e dunque accessibili da ogni device, e soprattutto da qualsiasi postazione, tra smatphone e pareti di casa. 

Se, come sostiene David Lankes, autore di L'atlante della biblioteconomia moderna «La missione dei bibliotecari consiste nel migliorare la società facilitando la creazione di conoscenza», Torino e i suoi archivi offrono in tal senso diversi strumenti utili a leggere, informarsi, fare ricerca e approfondire attraverso le risorse digitali.

Biblioteche e archivi digitali a Torino

Partiamo dalle Biblioteche Civiche di Torino e dalla loro fitta rete, tutta chiusa fino al 29 febbraio in seguito all’ordinanza del Ministero. Tra i numerosi servizi delle biblioteche – nelle quali, lo ricordiamo, sono sospesi anche tutti gli eventi in programma – c’è MLOL è la prima rete italiana di biblioteche  per il prestito digitale. Ad oggi le biblioteche aderenti sono oltre 5.500 in 19 regioni italiane e 9 paesi stranieri, inclusa la rete delle biblioteche civiche di Torino. Per utilizzare MediaLibraryOnLine è necessario essere iscritti in una delle biblioteche aderenti: dopo il login si potrà avere accesso al portare da cui consultare gratuitamente la collezione digitale della biblioteca: ebook, musica, film, giornali, banche dati, corsi di formazione online (e-learning), archivi di immagini e molto altro. Non sarà necessario presentarsi fisicamente in biblioteca per vedere un film o ascoltare musica, e inoltre alcune tipologie, come audio e e-book, comprendono anche risorse in download che potranno essere scaricate sui propri dispositivi.

Se quello che dovete fare in biblioteca è una semplice ricerca, potete consultare il nutrito catalogo Librinlinea, a cui a oggi partecipano le biblioteche afferenti al Polo della Regione Piemonte (TO0), del Sistema Bibliotecario dell'Area Metropolitana torinese (SBAM), della Città di Torino (BCT) e del Sistema Bibliotecario di Ivrea e del Canavese (EPO), e ancora il Polo bibliotecario dell'Università di Torino, della Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino, del Sistema bibliotecario del Pinerolese e del Polo di Biella.

Anche il Polo del ‘900, attualmente chiuso fino al 29 febbraio con tutti i suoi archivi e biblioteche, fornisce un servizio digitale di eccellenza. Si tratta di 9centRo, una piattaforma digitale che favorisce l’accesso al patrimonio archivistico e culturale degli Enti partner del Polo e di altre importanti realtà del Novecento torinese. Un luogo virtuale nel quale il Polo del ’900 ha reso disponibili al pubblico 400mila contenuti digitali fra fotografie, manifesti, video, schede biografiche e bibliografiche.  La navigazione è libera, senza necessità di registrazione. A 9centRo si affianca inoltre l’inventario dei fondi riordinati dagli istituti del Polo su Archos, un sistema integrato di catalogazione, archiviazione e ricerca, che opera sulle differenti tipologie di documenti appartenenti ai fondi e alle collezioni degli Enti Conservatori del Polo e contiene Biografie e Metarchivi.

Curiosando fra collezioni, enti e persone, 9centRo offre  la possibilità di esplorare e navigare la storia raccontata dai documenti e dalle fonti, in modo sia libero sia attraverso percorsi tematici e più specifici. Nella sezione dedicata a Storie e percorsi è possibile approfondire alcuni temi come Repubblica, Liberazione, Donne. Per il recente Giorno della Memoria si sono aggiunti due nuovi percorsi che fanno luce su alcune storie legate alla deportazione. L’uno La valigia di Dora, testimonianza di Gilberto Salmoni, in collaborazione con l’Istituto ligure per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea “Raimondo Ricci” e l’altro su Camilla e Sandra Pallavicino: storia di due sorelle partigiane. In questa sezione, dal 6 febbraio è possibile visionare un approfondimento con video e documenti legato al Giorno del ricordo e alle vittime delle foibe.

Altra possibilità,  le Teche Rai, che offrono l’accesso al catalogo multimediale con oltre 70 milioni di documenti indicizzati. Tra questi programmi radiofonici e televisivi, telegiornali, fotografie, copioni, sceneggiature e palinsesti.

In quanto a spettacolo, esiste un corposo archivio digitale anche per il Teatro Stabile di Torino il cui Centro Studi ha festeggiato i 60 anni di vita del Teatro Stabile e i 40 anni della propria attività di servizio al pubblico mettendo su web tutta la documentazione degli spettacoli prodotti dal teatro di via Rossini dal 1955 a oggi. Un archivio in costante aggiornamento portato avanti dallo staff del Centro Studi.

La mole di materiali digitalizzati è imponente, si tratta infatti di 130mila pagine di materiali d’archivio. Di queste, 50mila sono ritagli stampa, 20mila fotografie, per la metà storica digitalizzate ex novo e per la metà più recente già prodotte in digitale, 500 i quaderni di sala per un totale di 30mila pagine, 306 i copioni per circa 25mila pagine, 50 le raccolte di comunicati stampa equivalenti a 7.200 pagine. E ancora, 600 locandine, 250 manifesti, 1.513 bozzetti di scena e figurini per i costumi, il tesoro più pregiato del Centro Studi con decine e decine di opere firmate da Emanuele Luzzati, Eugenio Guglielminetti, Enrico Colombotto Rosso, Enrico Job per citare solo le collezioni più cospicue. Ancora, fotografie di modellini di scenografie e trailer del vasto archivio di spettacoli, e inoltre le 70mila pagine della collezione completa della rivista “Il Dramma” (1925-1983).

Servizio esclusivo per studenti iscritti all’Università degli Studi di Torino è TUTTO è il punto d'accesso unificato alle risorse bibliografiche offerte dal Polo Bibliografico della Ricerca dell'ateneo. Dal 28 giugno 2016 alcune Biblioteche appartenenti a diversi Istituti di Ricerca del territorio sono entrate a far parte del Polo bibliografico SBN gestito dall’Università di Torino, dando così vita al Catalogo del Polo bibliografico della ricerca, esteso ed integrato, che ha lo scopo di migliorare l’accessibilità del patrimonio bibliografico presente sul territorio e incrementare la qualità dei servizi con strumenti innovativi. Nel catalogo, molte risorse disponibili online, e biblioteche degli Istituti di ricerca del territorio come il Polo del ‘900, l’Accademia di Medicina, la Fondazione Einaudi ecc.

Musei e visite digitali: cosa scoprire a Torino

Non solo risorse bibliografiche disponibili in digitale, ma anche musei e collezioni da visitare e scoprire stando comodamente in casa. Per una bizzarra coincidenza di date, sarà disponibile solo dal 1 marzo il catalogo delle opere dei Musei Reali, con più di 15.000 schede e oltre 20.000 immagini a colori e in bianco e nero, in continuo aggiornamento e implementazione. Dall’apposita sezione del sito web istituzionale sarà possibile accedere a informazioni sintetiche e immagini di dipinti, arredi, sculture, arazzi, reperti archeologici, medaglie e monete, armi antiche e moderne, disegni, stampe, manoscritti, oltre a oggetti d‘uso quotidiano e beni naturalistici, permettendo la scoperta sia dei capolavori esposti nelle varie sezioni museali sia dell’immenso patrimonio conservato nei depositi, spesso sconosciuto al pubblico. Le schede consultabili saranno di due diverse tipologie: per circa 200 capolavori e curiosità sarà disponibile un documento più articolato, corredato da un testo storico descrittivo, per tutte le altre sarà possibile visualizzare i dati tecnici e, eventualmente, richiedere maggiori informazioni.

Esistono alternative digitali per visitare il Museo Egizio, chiuso come tutti gli altri poli culturali di Torino e del Piemonte. La collezione di antichità egiziane del Museo, una delle maggiori al mondo, è infatti digitalizzata. Si tratta di un repertorio di 40.000 oggetti, di cui la gran parte proviene dall’acquisto della collezione di Bernardino Drovetti nel 1824 e dagli scavi condotti da Ernesto Schiaparelli in Egitto dal 1903 al 1920. Nella sua attuale versione, la collezione online dà accesso alla quasi totalità dei reperti esposti (circa 3300) nelle sale del Museo Egizio. Le immagini dei reperti sono liberamente utilizzabile sotto licenza Creative Commons 2.0.  Altre possibilità per entrare nel Museo Egizio da casa, sono per esempio il Virtual tour della mostra Archeologia Invisibile, ma anche  la Collezione papiri, parzialmente navigabile online.

Google Arts & Culture è infine la piattaforma tecnologica sviluppata da Google per promuovere e preservare la cultura online  permettendo agli utenti di esplorare le opere d'arte, i manufatti e molto altro di oltre 1.500 musei, archivi e organizzazioni che hanno lavorato con il Google Cultural Institute per trasferire online le loro collezioni e le loro storie. Disponibile sul web da computer e dispositivi mobili o tramite l'app periOS eAndroid, il sito è pensato come un luogo in cui esplorare e assaporare l'arte e la cultura online, un museo digitale, che ospita capolavori anche dalle collezioni dei musei torinesi. Tra questi il Borgo Medievale, il Museo dell’automobile, la Fondazione Accorsi Ometto, e ancora Palazzo Madama il Mao e la Gam, la Reggia di Venaria e la collezione della Fondazione per l'Arte Moderna e Contemporanea CRT.

Attraverso la creazione di mostre virtuali (le storie) i musei torinesi ampliano la propria offerta culturale su Google arts & Culture, approfondendo alcuni temi delle mostre in corso, ideando percorsi alternativi di visita o semplicemente raccontando la storia che si cela dietro a singole opere, rendendo così sempre diversa l'esperienza di visita del museo.

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