Coronavirus: la psicosi da contagio fa saltare a Torino il Festival dell'Oriente

Coronavirus: la psicosi da contagio fa saltare a Torino il Festival dell'Oriente

Attualità Torino Mercoledì 19 febbraio 2020

Torino - La nuova edizione 2020 del Festival dell’Oriente di Torino, prevista negli spazi del Lingotto Fiere dal 20 al 22 marzo e dal 27 al 29, quest'anno non si svolgerà. A bloccare l'evento, che prevedeva da tradizione stand commerciali, gastronomia tipica, cerimonie tradizionali, spettacoli folkloristici, medicine naturali, concerti, danze e arti marziali in numerose aree tematiche dedicate ai vari paesi e un susseguirsi di show, incontri, seminari ed esibizioni, la psicosi ormai dilagante da Coronavirus.

«È in gioco il nostro futuro è quello del Festival -scrive laconicamente l'organizzazione sulla pagina Facebook del Festival dell'Oriente - Questa paura da contagio ci ha costretti ad oggi ad annullare pressoché tutte le tappe fino all arrivo dell’estate, perché la fortissima diminuzione del pubblico che abbiamo avuto a Milano, purtroppo non ci permette di sostenere economicamente le spese necessarie alla loro realizzazione».

Costi insostenibili per la realizzazione nel capoluogo Piemontese dove, specificano dal Festival, le date perse saranno recuperate quando la paura del contagio da coronavirus sarà superata dal pubblico che tornerà così regolarmente a visitare la manifestazione.

L'organizzazione ribadisce l'impossibilità di contagio da coronavirus in Italia, dove la situazione è sotto controllo da parte dell'autorità sanitaria: «capiamo la paura delle persone e non la demonizziamo bisogna avere rispetto anche di questo sentimento - concludono - ma dobbiamo superarlo tutti insieme con dati scientifici e di buon senso. Al Festival è bene ribadirlo non c’è nessuna possibilità di contrarre il virus non c’è alcuna persona o merce che provenga dalle aree contagiate e vi è la stessa probabilità di contrarre il virus di quella di andare a fare una passeggiata o recarsi al lavoro o al cinema ovvero nessuna, se cosí non fosse saremmo i primi a tutelare la nostra salute e quella dei nostri figli. Vi aspettiamo a braccia aperte per festeggiare una rinascita e il superamento di una paura comprensibile, ma ingiustificata da dati scientifici e razionali. Sarà un edizione speciale un rito collettivo di festa e amicizia che saluteremo tutti insieme con varie iniziative perché la vita pur con tutte le sue difficoltà vale sempre la pena di essere omaggiata. Il festival dell'Oriente rappresenta questo spirito, questa forza, questa energia che nasce dall'incontro di varie culture e da differenti esperienze umane unite da un ideale di amicizia e armonia ineludibili».

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