Teatro‑Studio Bunker: a Torino il nuovo spazio teatrale

Teatro‑Studio Bunker: a Torino il nuovo spazio teatrale

Teatro Torino Mercoledì 19 febbraio 2020

Torino - L’Accademia dei Folli di Torino ha deciso di ampliare la sua offerta artistica e di avere un headquarter nella sua città. Nasce Teatro-Studio Bunker, un nuovo spazio teatrale che non sarà solo una nuova sede operativa, ma un vero e proprio spazio teatrale dove creare, sperimentare, condividere.

Il luogo ideale per ospitare questa nuovo progetto è stato individuato all’interno di una realtà cittadina importante come il Bunker, vera fucina di espressione creativa che accoglie numerosi progetti artistici, culturali e ricreativi. Il Teatro-Studio si inserisce all’interno di questa location unica, fondata su esperienze condivise e nate dal basso. Grazie al lavoro dell’Associazione Culturale Variante Bunker, che dal 2012 si occupa della rivalutazione e della conversione degli spazi di questo complesso industriale, oggi il Bunker ospita attività, iniziative ed eventi che abbracciano i temi della cultura, dell’arte, dello sport e della natura. Nuove attività e nuove funzioni vengono continuamente accolte, con l’intento di caratterizzare l’area e creare un cluster sociale e culturale di stimolo per il quartiere del futuro.

In questo contesto in costante trasformazione, che ricorda certi spazi di Berlino o di New York, il Teatro-Studio va a integrarsi con l'attività di circo contemporaneo dello Spazio Flic, con le proposte di musica d'avanguardia del Bunker, con le molte offerte sportive (padel, beach volley, wakeboard, etc.) e con le numerose iniziative programmate all'aperto durante tutto l'anno (VinoKilo, Bunker Mini Market, Bunker Big Market, Estate Ragazzi, BunkerLabs4Kids, cinema all'aperto, etc.).

Creare, sperimentare, condividere: il nuovo Teatro Studio Bunker

Tra le parole chiave, il creare, perché, come conferma il teatro, a Studio Bunker prenderanno forma tutte le nuove idee e i progetti artistici culturali e formativi dell'Accademia dei Folli. Sperimentare poi, perché senza la possibilità di sperimentare nuovi linguaggi e nuove forme espressive, non c'è prodotto artistico. Perché oltre al tempo occorre anche il luogo giusto.

Da sempre la Compagnia crede fortemente nella straordinaria forza di un teatro popolare – nella sua accezione più alta – che sappia fondere insieme musica e teatro e stabilire una connessione immediata con il pubblico. Il Teatro-Studio è stato pensato appositamente per questo con grande cura nella parte tecnica. Ancora, condividere, perché tutte le sperimentazioni possano vivere davanti ad un pubblico, senza il quale non ci sarebbe Teatro.

Ai Folli mancava un luogo fisso a Torino per condividere esperienze, emozioni e divertimento. La Compagnia cura infatti da diversi anni le stagioni culturali di Chieri, di Bardonecchia e del Lago Maggiore, ma non aveva mai avuto, fino a oggi, un vero punto di riferimento in città.

La nuova sede della Compagnia dei Folli

 «Quando per la prima volta abbiamo messo piede al Bunker, tutti abbiamo avuto la netta sensazione di essere nel posto giusto; di aver finalmente trovato una casa. È un luogo in continua trasformazione dove si percepisce il movimento, il fermento. Non un guscio protettivo ma un luogo aperto alle possibilità» sono le  parole di Carlo Roncaglia, Direttore artistico dell’Accademia dei Folli. Che prosegue: «Da tempo cercavamo un luogo in cui le nostre idee potessero prender forma senza troppi compromessi, concedendoci il tempo necessario per provare e realizzare i nostri spettacoli, per allestirli con la cura necessaria per la parte tecnica. Fino a oggi, come accade a molte compagnie, la mancanza di spazi idonei, opportunamente attrezzati, ci impediva di mettere in scena il progetto artistico che avevamo in mente. Il Teatro Studio è stato pensato e allestito in modo tale da darci finalmente questa possibilità. Lo spazio scenico e la sua dotazione tecnica ci consentono di calare gli attori nella giusta dimensione emotiva. Le nostre nuove produzioni nasceranno dunque qui, e qui debutteranno nella loro forma definitiva per poi adattarsi ad altri spazi e palcoscenici. Questo ci garantisce un controllo totale sul prodotto artistico finale». 

Il Teatro-Studio sarà dunque la sede stabile della Compagnia, luogo di prova, sperimentazione e produzione artistica permanente. Una vera e propria palestra teatrale dove le numerose produzioni della Compagnia possano prendere la giusta forma.

Allo stesso tempo, questo spazio ospiterà la Scuola dell'Accademia dei Folli con i suoi numerosi corsi annuali divisi per fasce d'età ed esperienza, laboratori, seminari e workshop. Sarà dunque una casa anche per gli oltre 130 allievi, soci dell'Associazione.

L'offerta didattica e il cartellone a teatro

L'offerta didattica non ha come obiettivo la formazione di attori professionisti ma si prefigge lo scopo di avvicinare la gente al teatro, alla sua poetica e alla sua grammatica. I corsi, tenuti da professionisti, mirano a sensibilizzare, educare e far amare il teatro. Ma il Teatro-Studio apre i suoi spazi anche al pubblico con un Cartellone di musica e teatro. La Stagione, in via di definizione, partirà a settembre con uno spettacolo al mese replicato due giorni consecutivi (il giovedì e il venerdì) per concludersi a maggio.

La Stagione del Teatro-Studio Bunker sarà quindi una vetrina per le produzioni della Compagnia e per eventuali ospitalità. Molti sono i progetti in collaborazione con l'Associazione Variante Bunker che prevedono interventi artistici anche all'aperto, sfruttando gli affascinanti spazi circostanti.

In attesa della programmazione della Stagione 2020/2021, il Teatro-Studio ha deciso di aprire le porte al pubblico già prima dell'estate. Giovedì 21 maggio - con replica il 22 - in occasione del debutto della nuova produzione dell'Accademia dei Folli, Dall'altra parte di Ariel Dorfman, il pubblico entrerà per la prima volta al Teatro-Studio Bunker. 

Un’opera sorprendentemente lucida e tragicomica a metà tra il realismo di una situazione «balcanica» (o israeliano-palestinese o berlinese) e la sua trasfigurazione allegorico-metafisica. Un marito e una moglie vivono in una piccola casa di campagna, sotto le bombe di una guerra tra due paesi confinanti. A guerra finita il nuovo confine passa proprio in mezzo all’abitazione, per andare dalla cucina al bagno sono costretti a mostrare il passaporto alla guardia kafkiana (che ricorda molto il figlio che non vedono da anni) che controlla giorno e notte la vita della coppia, la quale non può avere un momento di intimità neanche a letto. Sul palco Enrico Dusio, Giovanna Rossi e Gianluca Gambino, con sonorizzazioni live di Paolo Demontis. Firma la regia Carlo Roncaglia.

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