«Vorremmo un Sanremo plastic free»: ai torinesi Eugenio in via di gioia il Premio della Critica al Festival 2020 - Torino

«Vorremmo un Sanremo plastic free»: ai torinesi Eugenio in via di gioia il Premio della Critica al Festival 2020

Musica Torino Sabato 8 febbraio 2020

© Alessandra Chiappori

Torino - È un Sanremo anche un po’ torinese questo Festival 2020, ed è merito degli Eugenio in via di gioia, la band in gara tra le nuove proposte con il brano Tsunami che, dopo essersi esibita in apertura della prima serata martedì 4 febbraio, dopo circa 7 minuti ha visto sfumare il sogno di ricalcare il palco dell’Ariston perché eliminata dal duello con Tecla e dal verdetto della giuria demoscopica. Agli “Eugenii”, come ormai sono affettuosamente chiamati, è infatti andato il prestigioso premio della Critica Mia Martini, conferito dalla sala stampa Ariston.

«Stavamo lavorando con le tute, ci hanno chiamato e ci hanno detto “Dovreste venire all’Ariston” – scherzano loro commentando l’uscita di venerdì sera sul palco per ringraziare del riconoscimento ricevuto, palco dove sono arrivati con la consueta ironia, in tuta da “lavoratori della musica” – siamo stati mezz’ora a capire cosa dovevamo fare!».

Se il record di presenza live sul palco è stato quello di una manciata di minuti, altro record è invece quello del seguito di pubblico e fan, che in quattro giorni ha portato la band torinese in un vortice di consensi. «Ci portiamo a casa un calore incredibile da parte delle persone che ci sono state vicine dopo la sconfitta lampo – confermano loro parlando del prossimo ritorno a Torino – scacchisticamente parlando, abbiamo fatto “il barbiere”, ma ci siamo rifatti sul lungo periodo perché sono tantissime le persone che ci hanno conosciuto attraverso quei 7 minuti, e che ci hanno fatto sentire a casa seppure lontani. Ecco, i 4 giorni che ci hanno separato da questo premio della critica sono stati un percorso per noi».

Tra i tanti sostenitori della band, nata a Torino nel 2013 e consacrata dal Premio Buscaglione, Luca Barbarossa, che ha “coccolato” e accudito gli Eugenio in via di gioia invitandoli a suonare per strada, attività assai consona allo stile della band, nata proprio per le vie di Torino. E se la sconfitta della prima sera un po’ brucia ancora, viene però addomesticata con l’ironia e la simpatia dei quattro ragazzi, Eugenio Cesaro, Emanuele Via, Paolo Di Gioia, Lorenzo Federici, che raccontano di una bella vicinanza con gli altri ragazzi della sezione nuove proposte e assicurano a Leo Gassman, vincitore dell’edizione 2020 del Festival tra i giovani, che saranno al suo concerto torinese.

Anche per gli Eugenii partiranno presto dei live: si inizia già lunedì 10 febbraio con la data torinese a Off topic, per poi proseguire a Firenze, Roma e Milano. A marzo arriveranno invece poi le date dei live, che vedranno gli Eugenio spostarsi ancora per l’Italia e che contano già un sold out per Torino.

«Vorremmo tornare e battere un nuovo record, magari quello della permanenza più lunga – confessano pensando a un ipotetico Sanremo del prossimo anno – ci piacerebbe molto, abbiamo scritto un pezzo questa notte, potrebbe essere quello giusto?».

Tra i pochi a portare un tema sociale sul palco, gli Eugenio in via di gioia hanno fatto parlare di sé e destato interesse da parte dei giornalisti anche per la loro “missione” rivolta all’ambiente e per il progetto che li vedrà impegnati, tra la fine di marzo e aprile, a Paneveggio, in Trentino, per assistere alla piantumazione dellaforesta di abeti sonori cui hanno contribuito con una campagna crowdfunding sulla piattaforma Lettera al prossimo, dove sono state messe a disposizione dei fan domande e riflessioni sulla sostenibilità di divulgatori scientifici ed esperti.

«Ci teniamo a ribadire un concetto – ha evidenziato Eugenio Cesaro – secondo noi il Festival del prossimo anno, se mai dovessimo proporci saremmo i primi ad agire in tal senso, dovrebbe rinnovare tutta una serie di attività a partire dal plastic free e tutta un’altra serie di accorgimenti. Pensavamo di venire insieme a tutti gli altri big in bicicletta, fa parte del pacchetto completo da proporre insieme alla canzone agli autori».

Un vero Tsunami, insomma, quello stravolgimento che come una somma di tante piccole gocce può sì distruggere, come dimostrano gli eventi meteorologici sempre più violenti causati dal cambiamento cliamtico, ma anche creare, come somma di tante coscienze in un’unica collettività. «È inutile girarsi dall’altra parte – spiega la band – tutti i giorni siamo subissati da notizie alle quali non facciamo che arrenderci inermi e impotenti. L’auspicio è di diventare gocce consapevoli, non più in balia degli eventi. L’unico modo per farlo è formarsi rispetto a quello che sta succedendo. In questo senso il nostro non è un brano sociale ma antisociale: le persone dovrebbero formarsi, non informarsi, dovrebbero partire dal formarsi per diventare una comunità davvero unita perché fatta di persone che hanno una coscienza e in quanto tali sono davvero unite».

E se il televoto non è stato possibile per la precoce eliminazione, gli Eugenio non hanno certo intenzione di abbandonare lo tsunami in crescita tra il loro pubblico: «abbiamo qualche idea per reinvestire i televoti mancati in un’iniziativa simile a quella della foresta, vediamo cosa accadrà!».

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