Notte bianca delle edicole: anche a Torino aperture staordinarie contro la crisi

Notte bianca delle edicole: anche a Torino aperture staordinarie contro la crisi

Attualità Torino Mercoledì 29 gennaio 2020

© Photo by Daniel Robert on Unsplash

Torino - Una lanterna accesa e un invito a partecipare, perché l’edicola è «luogo di incontro sociale, e presidio territoriale insostituibile». Questo si vede e si legge sulla locandina che promuove l’iniziativa di mercoledì 29 gennaio organizzata dal Si.Na.G.I. - Sindacato Nazionale Giornalai d’Italia – una notte bianca delle edicole per ricordare a tutti la presenza e la centralità degli edicolanti, duramente colpiti dalla crisi che coinvolge tutto il settore editoriale.

In tutta Italia alcune edicole resteranno dunque aperte oltre l’orario di chiusura serale, e Torino sarà tra queste, con l’edicola Barberio di Via Po 51 (angolo Via S. Ottavio), che dalle 20.00 alle 22.00 condividerà con tutti i passanti una sorpresa, raccontando la sfida che, dicono i gestori «da troppo tempo stiamo sostenendo da soli».

Una luce, quella dell’ideale lanterna della notte delle edicole, per richiamare l’attenzione di tanti e sensibilizzare l’opinione pubblica: le edicole sono una luce per i quartieri, un presidio di cultura e democrazia con la loro pluralità di informazione. Alla notte, per questo motivo, sono invitate anche le autorità cittadine, chiamate a riflettere sul ruolo quotidiano delle edicole in città.

Gennaio 2020 si apriva con i riflettori puntati sulla situazione delle edicole, in special modo quelle torinesi. Accadeva grazie alla diffusione virale sui social di un post di Mario Calabresi che raccontava la storia di Marzia, ultima edicolante di piazza Statuto, proprio a Torino. «Questa è la storia della fine di un sogno e di qualcosa che stiamo perdendo tutti. Una storia che si ripete ogni giorno in Italia, in silenzio, lontano dai riflettori», iniziava così il post Calabresi, proseguendo con il raccontare la lenta discesa delle edicole della zona, quattro nel 2010, di cui non resta oggi nulla.

Ed è proprio contro la sparizione delle edicole dalle città che il post dell’ex direttore di Repubblica prendeva posizione, così come è nelle intenzioni dei partecipanti alla notte delle edicole: la crisi, il calo della lettura dei giornali cartacei, gli slogan spesso abusati contro le fake news e una qualità dell’informazione a volte vacillante. Ascoltando la storia dell’edicolante di piazza Statuto Calabresi scriveva: «penso che quando lei ha comprato l’edicola io facevo il corrispondente dagli Stati Uniti, vedevo la carta scomparire dalle città americane e i giornali chiudere a ripetizione. Le sue analisi sono corrette, ma la tecnologia c’entra eccome: quando ti abitui che tutto ti arriva sul telefono e tutto è istantaneo non contempli più l’idea di uscire di casa ogni mattina per andare a comprare informazione».

Quella delle edicole è una mobilitazione in corso da tempo. Lo scorso autunno il Sinagi aveva promosso una raccolta firme per chiedere al Presidente del Consiglio e al Presidente della Repubblica di destinare alle edicole una parte del finanziamento pubblico per l’editoria. «L’edicola dovrebbe essere il soggetto a cui l’intera editoria dovrebbe guardare con un occhio di riguardo, visto che l’80% del fatturato del settore passa da qui, attraverso un lavoro quotidiano che inizia anche prima dell’alba, per tutti i giorni dell’anno – scriveva il sindacato - Al contrario, l’editoria grazie a finanziamenti pubblici e con politiche assurde sui prezzi di copertina, sta accelerando il momento di arrivo al punto di non ritorno. Col presente appello, gli edicolanti chiedono perciò di destinare alle edicole una parte consistente del finanziamento pubblico rivolto fino ad oggi alle case editrici, e di farsi parte attiva nei confronti degli editori per la definizione di un nuovo accordo nazionale con gli edicolanti che stabilisca regole operative e corrispettivi economici in grado di stabilizzare il settore».

Dalla parte delle edicole e della loro notte bianca anche le sigle sindacali del mondo dell’informazione. «Le edicole sono il terminale della catena dell’informazione che, partendo dai giornalisti, arriva loro quali trait d’union con il cliente finale, il lettore – afferma per esempio l’Associazione Lombarda dei Giornalisti - Gli edicolanti costituiscono un elemento fondamentale per la distribuzione, messa a dura prova anche dalle nuove tecnologie che accorciano la filiera e rischiano di stravolgere definitivamente quel ruolo propositivo e di promozione alla lettura che i punti di vendita dei giornali da sempre rappresentano».

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