Helmut Newton Works: alla Gam di Torino in mostra la grande fotografia

Helmut Newton Works: alla Gam di Torino in mostra la grande fotografia

Mostre Torino Mercoledì 29 gennaio 2020

© Helmut Newton Estate

Torino - È con Helmut Newton Works che laGAM Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino inaugura il suo 2020, dedicando a uno dei più grandi fotografi contemporanei una retrospettiva di grande impatto e bellezza. La mostra, aperta al pubblico da giovedì 30 gennaio fino a domenica 3 maggio si appresta a essere una delle mostre di richiamo per la primavera torinese.

Compone la mostra una selezione di 68 fotografie, una panoramica che si sofferma sulla metà finale della lunga carriera del fotografo tedesco naturalizzato australiano, durata oltre mezzo secolo: in quattro sezioni presenta i ritratti ad alcuni dei più importanti personaggi del Novecento, immagini tratte dalle campagne di moda, servizi realizzati per Mario Valentino e Thierry Mugler, fotografie emblematiche fatte per le maggiori testate fashion del mondo.

Nato a Berlino nel 1920 col cognome Neustädter in una ricca famiglia ebrea, cresciuto nella borghesia berlinese degli anni ’20 e ’30 dove ha scoperto l’amore per la fotografia. Ha lasciato la Germania nazista nel 1938, si è rifugiato prima a Singapore e poi in Australia, dove nel 1945 ha cambiato il cognome in Newton. Dopo aver iniziato dal 1948 come fotografo freelance, si è concentrato sulla moda dalla fine degli anni Cinquanta, trasferendosi a Parigi dove ha preso il via la carriera che ne ha fatto uno dei più emblematici fotografi di moda del mondo, fino alla sua morte avvenuta a 83 anni, in un incidente stradale nel 2004 a West Hollywood.

Ha scelto le opere in mostra Matthias Harder (il curatore della Helmut Newton Foundation di Berlino che ha collaborato alla mostra promossa dalla Fondazione Torino Musei e prodotta da Civita Mostre e Musei): una scelta che concentra l’attenzione su alcuni degli scatti più celebri, innovativi e discussi di Newton a partire dagli Settanta fino al 2000.

Dalla selezione di Helmut Newton Works, essenziale ma d’impatto, emergono gli elementi dell’estetica di Newton che hanno rivoluzionato l’immaginario della fotografia fashion contemporanea. Spicca il suo stile voyeuristico ed elegante, decadente e dal sottile humour nero, sensuale e insieme gelido, con un penchant per il feticismo, con l’obiettivo di dare risalto al potere insito dei suoi soggetti. Ricorrenti dei suoi scatti sono donne che emergono come figure dominanti anche nella nudità, manichini che quasi si confondono con gli umani, immersi in ambientazioni urbane e spesso tetre che fanno da contraltare alla raffinatezza dei soggetti, resi con un uso delle luci ed ombre drammatico e potente tanto nel bianco e nero quanto nel colore.

Tra i ritratti di personaggi in mostra spiccano Andy Warhol sdraiato con gli occhi chiusi (1974), i tratti da sfinge di Gianni Agnelli (1997), una seducente Catherine Deneuve in lingerie (1976), la sensualità di Sigourney Weaver che ha posato per lui varie volte (in mostra lo scatto in camicia bagnata del 1995), la bellezza procace di Claudia Schiffer (1992), il teatrale ritratto in nero di Marlene Dietrich, l’imponenza di Gianfranco Ferré (1996), l’intenso primo piano di Ralph Fiennes (1995), la mesmerizzante Anita Ekberg (1988), fino all’ultimo ritratto a Leni Riefenstahl del 2000.

Quella alla GAM è la prima mostra del 2020 a omaggiare il fotografo tedesco a 100 anni dalla sua nascita, e anticipa una grande esposizione che aprirà a Berlino a cui sta lavorando al momento il curatore Matthias Harder: «A ottobre, in occasione del centenario di Newton, la Helmut Newton Foundation ne ripercorrerà la carriera sin dagli esordi con un’antologica di 220 fotografie tra cui diversi inediti rimasti in archivio finora – ha annunciato Denis Curti, fondatore e Direttore di STILL Fotografia a Milano intervenuto a presentare la mostra di Torino in vece di Harder, assente per problemi di salute – e quell’esposizione approderà poi nel 2022 a Palazzo Reale a Milano».

«Valeva la pena accogliere questo progetto della Fondazione Newton e Civita, perché ci pone di fronte a conferme da un lato e sorprese dall’altro. Newton è noto a tutti, è stato tra i più grandi divulgatori di moda sulle riviste più prestigiose ma anche un fotografo di ricerca – ha commentato Riccardo Passoni, direttore della GAM – e rimarrà impresso a tutti il suo mondo prepotentemente evocativo, di glamour e bellezza, di artificio e rarefazione».

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