Giorno della Memoria: a Torino la lettura di Primo Levi in 16 lingue

Giorno della Memoria: a Torino la lettura di Primo Levi in 16 lingue

Cultura Torino Venerdì 24 gennaio 2020

Torino - «Qualcosa del genere avevo sognato, tutti avevamo sognato, nelle notti di Auschwitz: di parlare e di non essere ascoltati, di ritrovare la libertà e di restare soli». Questo scriveva Primo Levi in La tregua, il libro che segue a Se questo è un uomo e narra del viaggio dello scrittore verso la sua Torino dopo aver lasciato Auschwitz ed essersi spostato per tutta l’Europa centro-orientale.

Non sarà inascoltato, Primo Levi, e nemmeno solo lunedì 27 gennaio. Per omaggiare lo scrittore nel Giorno della Memoria il Dipartimento di chimica ospiterà a partire dalle 11.00 nell’aula magna intitolata proprio a Primo Levi un’emozionata ed emozionante lettura plurilingue di La Tregua.

Sedici lingue e un solo testo per ricordare lo scrittore nel centenario della nascita, i cui eventi hanno preso il via nel 2019 sotto la regia del Centro Studi Primo Levi. Ed è proprio da un input del Centro che la lettura plurilingue ha preso forma lo scorso 29 ottobre alla Cavallerizza Reale. «Siamo stati investiti dell’incarico dal Centro Primo Levi in occasione del centenario – spiega Gabriella Bosco, docente all’Università di Torino e coordinatrice del progetto – in quanto Dipartimento di Lingue era stato sollecitato il nostro interesse. Devo dire che la partecipazione è stata commuovente, fin da quando abbiamo iniziato a raccogliere le adesioni di volontari chiamati a leggere».

L’evento del 27 gennaio è parte della serie degli Incontri letterari del Corso di laurea in Lingue e Letterature Moderne e replicherà, in parte, la lettura plurilingue dello scorso ottobre. Dopo l’idea iniziale di quindici lingue, oggi si è passati a 16. E così le parole di Primo Levi prenderanno vita in russo, inglese “british” e americano, in serbo-croato, in giapponese e portoghese brasiliano, in spagnolo, con la sua variante argentina, in polacco, portoghese europeo, in hindi, tedesco, cinese, romeno, catalano e francese, per poi chiudersi con la lettura italiana di Luana Doni, collaboratrice del Dipartimento di Lingue per il progetto.

«Abbiamo riscontrato una volontà generale di partecipare da parte di tutti – prosegue Gabriella Bosco – e una grandissima generosità, durante le prove e le letture che hanno radunato i lettori. Si tratta in parte di lettori del Dipartimento di Lingue, ma anche di studenti, docenti o ragazzi in Italia per l’Erasmus». L’idea originaria era che le letture fossero effettuate da madrelingua, e così sarà infatti in quasi tutti i casi.

Un giorno e un luogo particolari per unire la necessità del ricordo della Shoa alla memoria di Primo Levi nel dipartimento di chimica che lui stesso aveva frequentato e raccontato in libri come Il sistema periodico, ma anche un’idea che, attraverso la narrazione di un viaggio di ritorno, ripercorre tante parti di un’Europa varia, nelle sue tante lingue. La Tregua, come aveva già raccontato a Mentelocale Fabio levi, direttore del Centro Primo Levi, è il libro più internazionale ed europeo dello scrittore, e la lettura corale plurilingue ne esalta la dimensione universalistica senza bisogno di aggiungere ulteriori commenti alla narrazione. Non a caso, nel montaggio delle letture si è cercato di agganciare ogni lingua con il racconto della sua area linguistica o del popolo cui si riferisce.

«L’iniziativa è piaciuta molto – commenta Luana Doni – perché coinvolgeva le lingue e anche una parte di storia importante. È stato il Dipartimento di chimica a chiederci di replicare l’evento nel Giorno della Memoria e in Aula Magna. È doppiamente importante ed emozionante per noi poterlo fare con collaboratori linguistici e studenti, tutti coinvolti come attori, ciascuno con la propria conoscenza linguistica che andrà a celebrare un grande uomo e un grande torinese».

Le letture presentate sono state selezionate da La tregua e vedranno alternarsi cronologicamente i vari lettori, accompagnati dalla musica, mentre dietro le loro spalle sarà proiettato il testo in italiano affinché tutti possano capire. Sebbene la lettura plurilingue del testo di Levi fosse già stata sperimentata in passato, per alcune lingue è emersa la necessità di tradurre il testo, talvolta inesistente, come per il caso dell’hindi e del serbo-croato. «Si sono dati tutti da fare per trovare le traduzioni e, nel caso, per tradurre. I ragazzi sono quasi tutti molto giovani – evidenzia Luana Doni – è un aspetto bello per noi: le letture hanno ricevuto un’attenzione quasi monacale, silenzio, ascolto e commozione. È un evento che ci ha coinvolto anche emotivamente, ne siamo fieri»

Cultura, lingue, diffusione del sapere, memoria e, insieme, celebrazione di un grande intellettuale in un contesto storico: ci sarà tutto questo nella lettura di La tregua in sedici lingue di lunedì 27 gennaio. «Il contesto sarà particolarmente suggestivo – conclude la professoressa Bosco – la prima lettura in Cavallerizza affascinò il pubblico, speriamo sia così anche questa volta, si tratta di un’iniziativa nata dall’entusiasmo di chi ha voluto partecipare. Se tutti resteranno disponibili, inoltre, avremo intenzione di portare la lettura un po’ in giro, magari nelle scuole».

Per chi non potrà presenziare, è prevista una ripresa video che sarà pubblicata sul sito del Dipartimento di Lingue. Per tutti gli altri, l’appuntamento è alle 11.00 di lunedì 27 gennaio nell’aula magna del Dipartimento di chimica, in via Pietro Giuria 7, a Torino. Quella Torino che Levi raggiunse dopo trentacinque giorni di viaggio. Così infatti conclude il suo memoir del ritorno: «Giunsi a Torino il 19 di ottobre, dopo trentacinque giorni di viaggio: la casa era in piedi, tutti i familiari vivi, nessuno mi aspettava».

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