We Will Rock You: a Torino il musical con le canzoni dei Queen

We Will Rock You: a Torino il musical con le canzoni dei Queen

Musica Torino Giovedì 23 gennaio 2020

Torino - Torna a Torino We Will Rock You, lo spettacolo con il leggendario repertorio musicale dei Queen, che va in scena per due sere, venerdì 24 e sabato 25 gennaio, al Teatro Colosseo. È la seconda stagione dello show, che dopo il successo dello scorso anno (con circa 65.000 spettatori paganti nelle 56 repliche in tutta Italia) ha ricominciato a macinare date e successi nelle maggiori città italiane in una tournèe iniziata il 31 ottobre scorso e che si chiuderà a Milano dal 12 al 22 marzo.

Il musical, scritto e prodotto nella versione originale da Ben Elton in collaborazione con Roger Taylor e Brian May, presenta per l’Italia un nuovo allestimento, con nuovo cast e una produzione concepita appositamente da Claudio Trotta per Barley Arts, che ci racconta il nuovo spettacolo. Alla base c’è sempre la storia che parla di Musica, Bellezza, Libertà attraverso le vicende dei giovani Galileo e Scaramouche in un racconto sul potere salvifico del rock e del diritto di essere se stessi.

 Uno spettacolo grandioso che gira intorno alle indimenticabili canzoni dei Queen, cantate in lingua originale ed eseguite dal vivo, con una rivisitazione tutta italiana che aggiorna la storia inserendo elementi di attualità come il bullismo, il riscaldamento globale, l'omologazione culturale e l'oppressiva presenza dei social.

Claudio Trotta racconta We Will Rock You

«Per questa seconda stagione no-replica di We Will Rock You c’è una serie di sostanziali novità», racconta Trotta. A partire dalla nuova regia di Michaela Berlini, «che l’anno scorso aveva già fatto la regista in tour e la coach a tutti gli attori e insieme a me e Valentina Ferrari aveva rinnovato, implementato e approfondito il testo e le personalità dei vari protagonisti: ora ha inserito nuove scene, modificato diverse parti del racconto e della prosa». Grandi cambiamenti anche nel cast, a partire dai due protagonisti. «Luca Marconi nei panni di Galileo ed è la prima volta che ha un ruolo da protagonista in uno spettacolo teatrale quindi è un grande impegno e sta lavorando in maniera strepitosa. E Martha Rossi, che è tornata a fare Scaramouche dopo aver fatto con noi nel 2009-10 nell’edizione replica». Al tempo Martha Rossi venne scelta e voluta per questo ruolo dallo stesso Brian May.

«Ci sono poi sei componenti nuovi dell’ensemble – aggiunge Trotta – in scena ci sono artiste e artisti straordinari, scelti perché hanno sbaragliato chiunque altro abbia partecipato alle audizioni». Le novità continuano con le coreografie, le scenografie e i look di scena. «Abbiamo nuove coreografie di Gail Richardson per alcuni brani, tra cui una nuova A Kind of Magic, nuovi oggetti di scena per arricchire la scenografia di Colin Mayes, nuovo look per Killer Queen, con costumi ridisegnati da Nunzia Aceto e makeup e parrucche ideate da Maurizio Roveroni. Tutto completamente diverso rispetto alla prima stagione».

L’implementazione del testo originale di Ben Elton e dei Queen, tradotto da Raffaella Rolla, è a cura della regista Michaela Berlini, di Valentina Ferrari e dello stesso Trotta. Era il 2002 «quando i Queen e Ben Elton avevano immaginato un mondo molto vicino a quello che stiamo vivendo – nota il produttore – dominato da una sola multinazionale, dove la musica dal vivo è scomparsa a favore di quella sintetica. Quello che non avevano potuto immaginare ma che noi viviamo è la presenza massiccia della rete, l’invasività transgenerazionale degli smartphone, e che le multinazionali dello spettacolo diventassero così forti e onnicomprensive, anche presenti nel fenomeno del secondary ticketing che abbiamo inserito nello spettacolo. Non avevano immaginato che la musica dal vivo avesse un problema di creatività sempre più forte, un mondo di musica sintetica».

We Will Rock You: più di un musical

Trotta racconta con passione il messaggio che veicola We Will Rock You: ambientato nel 2320, presenta il mondo come «un enorme centro commerciale in disfacimento dove la personalità delle persone è stata estirpata, la creatività è stata sottratta, dove la musica è vietata e non c’è più libertà né espressione artistica ma solo consumo, e tutti sono solo consumatori acritici e senza identità. Ci sono due ragazzi, Galileo e Scaramouche, che per essere se stessi e non omologarsi si trovano loro malgrado a ribellarsi e a capeggiare una rivoluzione sotterranea in corso, dove i Bohemians cercano il loro “uomo dei sogni” e gli strumenti per riportare la musica e la libertà».

Per Trotta, We Will Rock You è più di un musical: è un’interpretazione e un monito sulla realtà contemporanea, e insieme un invito, attraverso il divertimento e la gioia che può dare la musica, a cercare l’originalità e la fratellanza. «Siamo molto legati alla realtà – sottolinea il produttore – non abbiamo fatto altro che studiare quello che stiamo vivendo. Nello show i Gaga Girls e Gaga Boys recitano citando delle battute di canzoni dell’estate italiana, che sono di una banalità e mediocrità immensa. Quando Scaramouche viene arrestata dalla polizia di Cashoggi, abbiamo inserito nel suo monologo degli aspetti molto vicini alle istanze di Greta Thunberg, dei ragazzi dei Fridays For Future, delle Sardine. Abbiamo elaborato temi attuali, dal bullismo ai cambiamenti climatici, e senza rinunciare alla vena comica e spettacolare abbiamo fatto un lavoro in profondità soprattutto rivolgendoci alle nuove generazioni che mi pare capiscano e comprendano, cercando di liberare lo spirito rock che è in tutti noi».

Che la musica sia un modo per elevare gli spiriti è la missione di una vita per il patron di Barley Arts, l’agenzia che ha fondato nel 1979. «Ho dedicato tutta la mia vita con passione e spero professionalità, attenzione, e voglia di fare e scoprire sempre cose nuove, alla Bellezza. Intesa non tanto come fatto estetico o qualità, ma di modalità con cui la si raggiunge», sottolinea Trotta, tra i più grandi promoter di musica e spettacoli dal vivo del mondo. We Will  Rock You ovviamente rientra appieno nel suo percorso: «Lo spettacolo da questo punto di vista è molto vicino al mio pensiero, ovvero che le città sono diventate troppo tristi e troppo uguali. Troppi centri commerciali, troppi grattacieli, troppa attenzione solo all’eventismo, nessuna attenzione al futuro, ai bambini, ai giovani. Nessuna attenzione alla creatività, ma solo ricerca scellerata del successo. In questa maniera non vedo un futuro per i nostri nipoti e i nipoti dei nostri nipoti e quando mi è possibile cerco, attraverso quello che so fare, di aiutare il cambiamento. Ed è quello che faccio anche attraverso questo We Will  Rock You, ovviamente con leggerezza, perché stiamo sempre parlando di uno show».

Il legame con i bambini è evidente anche dal partner ufficiale di We Will Rock You, Save The Children, l’Organizzazione internazionale che da 100 anni lotta per salvare i bambini a rischio e garantire loro un futuro. Lo show sostiene la campagna “Illuminiamo il futuro” per contrastare la povertà educativa che colpisce i bambini e i ragazzi nel nostro Paese, e durante tutte le tappe dello spettacolo sono presenti i dialogatori dell’organizzazione per sensibilizzare sul tema i partecipanti. «Ho voluto fortemente la partnership con Save The Children perché credo molto nella loro missione e con grande piacere ho proposto a loro di partecipare a questo tour. Credo che debbano essere conosciuti sempre di più così come tutte le istanze che riguardano i bambini. Chi ha un palcoscenico e la possibilità di dare loro visibilità credo che lo debba fare» conclude Trotta.

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