Piero Angela socio onorario dell'Accademia di Medicina di Torino: «per il futuro ho tantissimi progetti»

Cultura Torino Giovedì 16 gennaio 2020

Piero Angela socio onorario dell'Accademia di Medicina di Torino: «per il futuro ho tantissimi progetti»

© Alessandra Chiappori

Torino - È stata una due giorni torinese intensa per Piero Angela, il 14 gennaio protagonista di un talk al Politecnico di Torino nell’ambito del ciclo di incontri da lui organizzato insieme a Piero Bianucci, Dialoghi sulla sostenibilità, e il 15 gennaio ancora una volta sulla ribalta nella centrale via Po, all’Accademia di Medicina che gli ha conferito il Diploma di Socio Onorario.

Fondata nel 1819, esattamente due secoli fa, e riconosciuta da Casa Savoia solo nel 1846, l’Accademia celebra con Piero Angela il suo 21esimo socio onorario, che va ad arricchire il pantheon di personalità italiane e straniere che si sono particolarmente distinte nelle scienze mediche. Tra i soci, come ha ben ricordato il presidente Giovanni Carlo Isaia, spiccano Rita Levi Montalcini e Renato Dulbecco, due Premi Nobel, e tanti cultori della medicina torinese degli ultimi due secoli. «Non c’è dubbio – ha sottolineato ancora il presidente – che Piero Angela abbia contribuito alla diffusione di messaggi scientifici al grande pubblico, spesso bersagliato da notizie false o falsamente vere. E poi è un torinese, è nato e si è formato in città, ci sembrava quindi giusto che l’associazione dei medici torinesi assumesse una posizione ufficiale rispetto al contributo culturale di Piero Angela».

Già cittadino onorario di Torino, Piero Angela vanta diverse lauree honoris causa e 50 anni di divulgazione scientifica in tv che gli sono valsi un posto di rispetto nella formazione e nell’apertura alle curiosità del mondo e della scienza di tutti gli affezionati ai suoi Quark, Super quark, ai viaggi nel corpo umano e nel mondo dei dinosauri, programmi con cui si è affermato come il divulgatore scientifico italiano più famoso e amato dal pubblico. «Tutti i miei programmi nascono dalla mia curiosità» ha ribadito lui durante l’incontro con la stampa che ha preceduto La comunicazione in medicina, l’intervento in dialogo con Piero Bianucci, giornalista scientifico. Una chiacchierata seguita alla consegna del diploma di socio onorario e fatta di riflessioni e di momenti di racconto e ironia, incentrata sulla necessità di comunicare meglio in un tempo, quello di internet, in cui tutto è cambiato rispetto a quando lo stesso Angela iniziò a lavorare in Rai come giornalista.

91 anni lo scorso 22 dicembre e un braccio rotto al collo per un recente infortunio, il papà di Quark non è però intimorito dall’avanzare della tecnologia e dall’evoluzione della comunicazione, lo testimonia la sua capacità di restare sulla cresta dell’onda dei cambiamenti, e lo conferma il format più recente di Super Quark approdato su Rai Play e dedicato ai più svariati argomenti.

«Le persone cercano le cose che vogliono sentirsi dire – ha ribadito Angela parlando di medicina e comunicazione e ricordando il padre laureato in medicina a Torino nel 1899 –cioè soluzioni facili a problemi complessi. È pieno di gente che crede ancora che non siamo stati sulla luna, ci sono addirittura i terrapiattisti, persone perdute!». Non a caso fu proprio Piero Angela a fondare il CICAP, Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze, nel 1989, un’associazione di contrasto al proliferare di quelle che poi sarebbero state lievito per le fake news, come pseudoscienze e informazioni non verificate né basate su rigoroso metodo e controllo scientifico.

«Nelle praterie del far west del web tutti cavalcano - ha proseguito Angela approfondendo temi come l’omeopatia e le cure alternative, e citando il noto caso Di Bella, oggetto di grandi errori giornalistici e di comunicazione – quello che si cerca in questi casi è lo spettacolo, non più l’informazione».

Top secret ai microfoni della stampa il progetto a cui Piero Angela starebbe lavorando per costruire a Torino un museo legato alla tecnologia: «Per il futuro ho tantissimi progetti, anche se quello a cui sto pensando ora è piuttosto difficile, ma andare contro le difficoltà fa parte della voglia di vivere – ha scherzato, ricordando poi l’importanza di arrivare ai giovani con la divulgazione scientifica – noi seminiamo ovunque, anche ai centenari, ma raggiungere i giovani è centrale. C’è una fascia di quarantenni e cinquantenni cresciuti a pane e Quark, se si semina in giovane età, poi si raccoglie!».

Dalla parte del pubblico per il linguaggio, dalla parte degli scienziati per i contenuti, questo il motto con cui Angela ha concluso la serata tra gli applausi: «i riconoscimenti da parte dell’Accademia e dell’università sono il segnale che la divulgazione che facciamo, non solo io ma il gruppo intero di Quark, è fatta bene, e sono dunque riconoscimenti doppiamente graditi per la serietà del lavoro e perché i messaggi prodotti sono giusti e sani», ha concluso.

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