Appuntamento a Torino per il viaggio del cinema tra suoni e immagini

Appuntamento a Torino per il viaggio del cinema tra suoni e immagini

Film Torino Giovedì 9 gennaio 2020

© Pixabay

Torino - Cinema e musica inaugurano il mese di gennaio al Museo Nazionale del Cinema e al Cinema Massimo, con una serie di proiezioni accompagnate da colonne sonore originali presentate in sala.

Appuntamenti suggestivi, che aprono idealmente la via al Festival in arrivo a fine febbraio, l'edizione 2020 di Seeyousound, l’appuntamento che ormai tradizionalmente miscela cinema e musica a Torino e che ritornerà dal 21 febbraio al 1 marzo.

Ma sarà soprattutto il grande format Torino Città del Cinema 2020 a dare spazio a iniziative e appuntamenti per scoprire e approfondire diverse tematiche legate alla settima arte, nella città dove il cinema è nato e dove nel 2020 si festeggerà il ventennale del Museo Nazionale del Cinema.

Sonorizzazioni dal vivo riscoprendo Giovanni Pastrone

Ed è proprio all’insegna della storia, riscoprendo Giovanni Pastrone produttore, che si aprono i primi appuntamenti dell’anno,proiezioni accompagnate da sonorizzazioni speciali pensate ad hoc in un progetto nato dalla collaborazione tra il Museo Nazionale del Cinema, DAMS dell'Università di Torino e Scuola di Musica Elettronica del Conservatorio di Torino.

Lunedì 13 gennaio appuntamento alle ore 21.00 al Cinema Massimo con il film Maciste (1915) di Luigi Romano Borgnetto e Vincenzo Denizot, primo film in cui la figura muscolosa di Maciste (già interpretata con grande successo da Bartolomeo Pagano in Cabiria), guadagna il ruolo di protagonista. Ne consegue un film d'azione mozzafiato, non privo di momenti comici e di altri drammatici, in cui il gigante buono, ma non certo tenero si mette al servizio di una giovinetta per salvarla da un intrigo internazionale. La musica composta da Andrea Valle per la sonorizzazione dal vivo sfrutta un ensemble particolare, spostato verso il grave e capace di sottolineare la varietà delle atmosfere del film, affidandone l'esecuzione ad alcuni tra i musicisti più talentuosi dell'area rock/jazz di Torino: Dario Bruna (batteria), Enrico Degani (chitarra elettrica), Federico Marchesano, Stefano Risso (contrabbassi), ed Edmondo Tedesco (clarinetto basso).

La serata di martedì 14 gennaio alle ore 21.00 è divisa in due parti, la prima con la proiezione dei tre cortometraggi dell’Itala Film La paura degli aeromobili nemici (1915), Come fu che l’ingordigia rovinò il Natale a Cretinetti (1910) e Cretinetti che bello! (1909), diretti e interpretati da André Deed e sonorizzati da Andrea Marazzi, che ha compostouna partitura elettronica portando avanti la sua personale ricerca sul rapporto tra visibile e udibile nel cinema comico di inizio '900. In essa, un sistema algoritmico muove dai risultati dell'analisi del segnale visivo per arrivare alla generazione del materiale sonoro.

Nella seconda parte della serata Carlo Barbagallo, dirige la produzione di una ‘soundtrack’ acusmaticaper il capolavoro visionario di Segundo de Chomón La guerra e il sogno di Momi, passando attraverso la manipolazione di sessioni collettive di scrittura e arrangiamento con Nicola Meloni (tastiere, chitarre), Maurizio Busca (clarinetti, sassofoni, bassi, chitarre), Francesco Alloa (batterie), Elaine Carmen Bonsangue (oggetti, strumenti giocattolo, elettronica). Saccheggiando materiali e intuizioni sonore dalle più disparate fonti (dal mondo futurista a quello dei videogiochi a 8 bit, dallecanzoni dal fronte della Grande Guerra a quelle rock, dai ‘test-tone-records’ alle foreste), ne risulta un collage caleidoscopico, psichedelico e orchestrale.

Terminalia Amazonia: gli ZU in concerto

Ma il Museo Nazionale del Cinema non si ferma qui, e giovedì 16 gennaio alle 21.00 al Cinema Massimo torna a ricordare Torino Città del Cinema 2020 con gli ZU in concerto per il progetto Terminalia Amazonia, primo atto della collaborazione tra il Museo Nazionale del Cinema e il festival torinese d’avanguardia Jazz is Dead.

ZU (Luca T. Mai, Massimo Farjon Pupillo, Jaco Battaglia) si muove da più di quindici anni tra generi musicali differenti. Il suo amalgama di metal, noise, elettronica e no-wave, è stato definito come «musica potente ed espressiva che cancella completamente ciò che la maggior parte delle band fa oggigiorno». ZU ha tenuto più di 2.000 concerti in Europa, negli Stati Uniti, in Canada, Asia, Russia, Messico e Africa, collaborando con artisti come Faith No More, Fantomas, The Melvins, Sonic Youth, Einstürzende Neubauten.

Il progetto Terminalia Amazonia nasce in seguito a un lungo viaggio di ricerca al confine tra Perù e Brasile e porta la testimonianza audio-video della band in visita alla tribù Shipibo-Conibo. Così come la tradizione indigena coniuga la natura con l’uomo e il canto con gli spiriti, ZU concilia la coscienza mediterranea, figlia della mitologia classica, con la spiritualità amazzonica, figlia delle forze della natura, e la ricerca dei suoni e delle frequenze frutto di strumenti analogici (EMS Synthi, OSCar, Roland System-100M, ARP 2600, Octave-Plateau Voyetra-8) con le antiche canzoni sciamaniche.

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