Andrea Mantegna. Rivivere l'antico, costruire il moderno: la mostra a Palazzo Madama - Torino

Andrea Mantegna. Rivivere l'antico, costruire il moderno: la mostra a Palazzo Madama

Mostre Torino Giovedì 12 dicembre 2019

Ecce Homo, di Andrea Mantegna

Torino - È dedicata ad Andrea Mantegna la nuova grande mostra che si ripromette di essere una di quelle di maggior richiamo per Torino nel 2020. Ospitata nelle sale del Piano Nobile di Palazzo Madama e aperta dal 12 dicembre 2019 fino al 4 maggio 2020, la mostra di quello che è stato uno dei più importanti artisti del Rinascimento italiano non è solo monografica, ma porta alla luce anche il contesto in cui l’artista della corte di Mantova operava, e la fitta rete di relazioni e amicizie che ne fecero uno dei maggiori esponenti del panorama culturale italiano del tempo. 

Il percorso espositivo di Andrea Mantegna – Rivivere l’antico, costruire il moderno è infatti diviso in sei sezioni che seguono la carriera e la personalità artistica del pittore rinascimentale. Riunisce 117 oggetti (tra dipinti, sculture, incisioni, disegni, bronzetti, medaglie, volumi antichi a stampa e miniati) più 17 lettere autografe con tanto di trascrizioni. Di queste opere, appartengono al Mantegna 19 dipinti e altrettanti disegni e opere grafiche, con quelle di alcuni dei maggiori protagonisti del periodo, con nomi come Donatello, Antonello da Messina, Pisanello, Paolo Uccello, Giovanni e Jacopo Bellini, Leon Battista Alberti, Correggio. La mostra è integrata da una proiezione multimediale visitabile nella Corte Medievale di Palazzo Madama, che, grazie a tre grandi schermi, offre ai visitatori un’esperienza immersiva nei luoghi e nelle opere del pittore nato a Isola Mantegna nel 1431 e morto a Mantova nel 1506. 

Le opere esposte sono frutto di prestiti da alcune delle maggiori collezioni del mondo, italiane e internazionali: in tutto 62 prestatori di cui 20 esteri. Si va dal Victoria and Albert Museum al Louvre, dal Metropolitan Museum di New York alla National Gallery di Washington, dal Rijksmuseum di Amsterdam al Kunsthistorisches di Vienna. Per non dire dei prestiti dalle collezioni italiane, con il coinvolgimento di alcuni dei maggiori enti museali nazionali, da Milano a Firenze, da Torino a Napoli passando per Ravenna, Pavia, Mantova, Venezia. 

La mostra è stata curata da Sandrina Bandera, Howard Burns e Vincenzo Farinella. «Volevamo raccontare Mantegna e dimostrare che nonostante, o forse grazie al fatto che per oltre quarant’anni ha lavorato alla corte dei Gonzaga ed è diventato l’archetipo dell’artista di corte, Mantegna è diventato il principale punto di riferimento della stagione rinascimentale dell’Italia settentrionale – ha affermato Alberto Rossetti, Presidente di Civita Mostre e Musei – col suo costante riferimento all’antico ma con un occhio che guarda verso la costruzione del moderno». 

«La grandezza di Mantegna risiede probabilmente nel fatto che la sua arte non lascia spazio a cadute, a incertezze o inquietudini – ha affermato Sandrina Bandera – benché la sua bottega non abbia avuto la vivacità di quella di Raffaello, la sua arte ha sempre avuto un enorme successo, celebrata dai letterati del tempo». Un aspetto ribadito da Howard Burns, che lo ha paragonato ai Beatles per la capacità di raggiungere il successo già da giovane. «Il suo è stato un ruolo importantissimo nell’immagine dell’artista. Non è stato solo un grandissimo pittore, ma anche un architetto che rappresentava le sue invenzioni dipingendo, un maestro indipendente già a 17 anni, un traguardo che solo le grandi popstar come i Beatles raggiungono così presto. Un artista che ha capito il cuore della nuova cultura umanistica, la necessità di formarsi sul mondo antico e prenderne la forza. Amico di umanisti e letterati, è il primo artista che riceve questo riconoscimento dal mondo intellettuale del tempo». 

La parte multimediale è un’integrazione importante al percorso espositivo: «Fare la mostra è stato difficile – ha spiegato ancora Burns – Mantegna è un grandissimo artista che forse ha prodotto meno di quanto ci si aspetterebbe per l’epoca. Difficile per chi cerca di mettere insieme una mostra che presenta Mantegna in tutta la sua ricchezza di artista, di persona, di icona culturale. Difficile perché alcuni suoi capolavori non sono spostabili. La soluzione di presentare il Mantegna in video sia la cosa più utile che si potesse fare». 

La mostra, organizzata e promossa da Fondazione Torino Musei, Intesa Sanpaolo e Civita Mostre e Musei, punta ad attirare pubblici diversi, italiani e stranieri: per questo i testi della mostra, l’audio della sala immersiva e le audioguide per tutti, incluse nel biglietto, sono disponibili in italiano, inglese e francese. Per attirare pubblici diversi, famiglie, gruppi organizzati e scuole di ogni grado da quelle d’infanzia fino alle secondarie, sarà disponibile un’ampia offerta didattica. 

«Mantegna ci interessò proprio per la sfida che rappresenta – ha affermato la sindaca di Torino, Chiara Appendino – la mostra si inserisce nelle politiche culturali della città e sarà un traino importante con ricadute sia economiche sia immateriali sull'identità della nostra città». L’obiettivo è «renderla fruibile a tutti – ha aggiunto Appendino – prendere un patrimonio incredibile e renderlo accessibile a diversi tipi di pubblico, cercare di attirare curiosità anche con elementi nuovi come la parte immersiva, per suscitare un interesse che speriamo non si concluda con la mostra ma possa ampliarsi alle altre offerte culturali che abbiamo e avremo».

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