Le scatoline regalo della Lettrice vis‑à‑vis di Torino: tra storie e città invisibili

Le scatoline regalo della Lettrice vis‑à‑vis di Torino: tra storie e città invisibili

Incontri Torino Lunedì 9 dicembre 2019

© Vis à Vis - Chiara Trevisan

Torino - La potete trovare solitamente in piazza Carignano, nel cuore della città, con la sua lavagna, il carretto di libri e il cappellino: è la Lettrice vis-à-vis, nome d’arte di Chiara Trevisan, artista torinese che ha scoperto nel mondo dei libri, e nella relazione con le persone, una speciale vocazione, tanto da farne un lavoro.

Oggi quel lavoro si può anche regalare, grazie alle scatoline, realizzate per Natale ma disponibili in realtà tutto l’anno. Non ci sono scadenze infatti per esperienze personalizzabili come quella di una chiacchierata con una Lettrice vis-à-vis. «Ho rinnovato il packaging per quest’anno – sorride lei quando le si chiedono dettagli su questa originale idea – all’inizio non c’era nemmeno la scatolina, soltanto l’invito a inviarmi una richiesta via mail. Ma le persone amano un oggetto da mettere sotto l’albero». E dunque eccole, scatole confezionate con passione, pronte a regalare storie, ma soprattutto prelibati attimi tutti per sé. Due le formule: una è quella classica, l’incontro vis-à-vis, mezz’ora di conversazione e letture confezionate su misura, la seconda è la novità e si intitola La mia città invisibile.

Una strizzata d’occhio a Italo Calvino per una proposta di passeggiata di tre ore (o percorso in bici di due) su quattro chilometri. «È proprio la mia città – spiega Chiara – è sì un itinerario che passa dal centro, la parte più attraente di Torino, ma non sono una guida turistica, non metto quindi informazioni storiche, ma includo angoli, punti, luoghi di passaggio a cui sono legate mie memorie personali, racconti, leggende metropolitane. Ho scoperto da grande di essere cresciuta in una città che mi avevano raccontato in modo fantasioso, mi sono bevuta ogni storia! Ma oggi sono diventate tutti aneddoti».

Nella città invisibile della Lettrice vis-à-vis ci saranno naturalmente anche libri e letture, qualsiasi cosa possa avere un collegamento rispetto a un luogo, un’attinenza con i discorsi che vi ruotano intorno. Un esempio? Davanti a Palazzo Carignano, è possibile sentire parlare di confini, in una catena di gradi di separazione capace di mantenere sempre un senso. Ed è un po’, del resto, ciò che Chiara fa durante la sua abituale attività di Lettrice in strada, creare collegamenti: «mi piace l’idea che non ci sia un unico modo di leggere le cose – dice – e quindi nemmeno un’unica lettura legata ai luoghi. Una passeggiata può quindi diventare un modo per ragionare, condividere, scambiarsi idee».

Un’esperienza personalizzabile al cento per cento, e che spesso si basa su qualche indizio fornito da chi decide di fare il regalo, utile per orientare le scelte dei libri che Chiara avrà sul suo carretto. «Una delle mie ambizioni è quella di trovare la pagina giusta per la persona giusta – racconta così il suo lavoro – non vuol dire accordarmi sulle letture del mio ospite e sulle sue preferenze, ma scoprire cosa passa attraverso la sua testa. Lo faccio attraverso quelli che definisco dispositivi di ascolto, sono un catalogo di idee, citazioni, parole chiave, cose mie o arrivate parlando con la gente. Chiedo ai miei ospiti di scegliere alcuni soggetti cercando le cose da cui sono maggiormente attratti, questo mi dà l’idea della macroquestione che hanno in testa. A quel punto chiedo di commentare le scelte, perché la stessa frase può essere letta da punti di vista diversi. Ascolto, raccolgo informazioni, finché non mi si accende una lampadina e vedo tutto in un ordine che funziona, e allora scelgo tra i libri la pagina giusta».

La Lettrice vis-à-vis esiste è nata nel 2011 e dopo qualche anno di test dal 2013 Chiara Trevisan ha perfezionato la sua “creatura” artistica e professionale affinando le abilità e partecipando a festival e iniziative culturali. Anche se il luogo prediletto sono le piazze e le strade: «la ragione per cui ho deciso di declinare questo progetto come arte in strada libera è proprio la possibilità dell’ascolto negli spazi pubblici – conferma lei – ci sono giorni in cui magari non si ferma nessuno, ma io sto lì, guardo, osservo e imparo dall’attitudine che la strada mi trasmette, e tutto questo si riversa nel mio lavoro, mi fa cambiare scelte, libri e atteggiamento».

Un’attività in perenne ascolto, in perenne perfezionamento. Come aveva dichiarato Chiara in un’intervista sul web, la sua Lettrice «non offre risposte, ma sostiene domande». Un insegnamento che ha costituito la bussola anche per definire lo stesso progetto artistico. «Me l’ha insegnato uno dei miei primi maestri e mentori – ricorda lei – un astronomo e drammaturgo argentino come si occupava di educazione non formale alle scienze. Mi aveva insegnato a non chiudere sulle risposte, perché molto spesso tutto, incluse le competenze scientifiche, è in divenire, dall’infanzia in poi, ma a sostenere le domande, cioè prenderle, immaginare di posarle su un piano dove, invece di bidimensionale e fissa, vederle da una prospettiva diversa. Magari non si arriva alla risposta, ma la domanda può essere investigata, conosciuta meglio. Ho fatto tesoro di questo insegnamento e ho provato a riportarlo nel mio lavoro. Alcuni sono delusi dal fatto che non predico il futuro né risolvo problemi, ma do loro la possibilità di esercitarsi nel cambio del punto di vista. Così sostengo la domanda».

Non a caso una delle frasi che più spesso accompagnano le performance della Lettrice vis-à-vis è «L’importante non è avere tutto in testa, ma sapere dove andare a trovarlo». «È come avere un enorme dizionario fatto di tanti volumi – dice lei - quando hai bisogno di qualcosa puoi andare a cercare lì, da qualche parte e nel modo a te più consono lo trovi». Ma per trovarlo, è necessario spesso il tempo, che nella società in cui siamo immersi oggi è un dono sempre più raro. Ecco dunque cosa si accompagna alle scatoline della Lettrice vis-à-vis, un regalo speciale perché presuppone del tempo per sé, insieme a una persona, in questo caso un’artista, capace di ascoltare restituendo qualcosa: «è un momento molto intimo e privato – aggiunge Chiara Trevisa – di questi tempi, un vero privilegio: siamo abituati a condividere sempre tutto e manca l’intimità. Lo riscontro dal fatto che questa iniziativa ha successo, sia regalata sia fruita dalle persone in strada che passano e sono contente, siano lettori o no, e con le professioni più disparate. È così che conosco l’umanità: attraverso quello che leggo, e attraverso le persone che mi permettono di leggerle».

Ma se la scatolina fosse destinata alla Lettrice vis-à-vis, quali desideri potrebbe contenere? Passa qualche secondo prima che Chiara Trevisan trovi le parole per il suo personaggio, ma poi le viene l’idea: «la Lettrice vorrebbe che le persone passassero meno tempo a ringraziarla e felicitarsi con lei sui social, e venissero in strada, perché se non ci sono loro, non si può fare nulla. La mia è una performance che accade solo quando qualcuno si siede accanto a me, il mio lavoro è anche quello di ingaggiare la comunità, condividere delle cose. La curiosità dovrebbe trasformarsi in azione!».

Nonostante i rigori dell’inverno, per quanti volessero approfittare della speciale presenza della Lettrice vis-à-vis, Chiara è normalmente in Piazza Carignano almeno un giorno a settimana, ma la si può seguire e cercare sulla sua pagina Facebook. Per quanti fossero invece incuriositi dalle scatoline, per Natale ma non solo (lo ricordiamo, non hanno scadenza) e dalla sua attività, la Lettrice ha anche un sito con tutti i riferimenti utili.

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