Patele: il nuovo gioco di Torino che racconta la battaglia tra quartieri

Patele: il nuovo gioco di Torino che racconta la battaglia tra quartieri

Cultura Torino Giovedì 5 dicembre 2019

Torino - Patèle, una lotta senza quartieri: anzi, una lotta tra quartieri. Crocetta contro Mirafiori, Vallette contro San Paolo, fino a sedici comuni della cintura, da Venaria a Rivoli, da Moncalieri a Chieri: la guerra di Torino questo Natale avviene intorno al tavolo, per conquistare piazza Castello e ogni angolo della città.

Di quale banda sarete a capo? Vi sentite più Cabinotti, Tamarri, Hipsters, Hooligani, Pensiunat o Squatters? Ogni giocatore mette insieme la propria brigata, e si muove sul tabellone che rappresenta otto circoscrizioni che comprendono zone dell’area metropolitana, più la “zona bianca” al centro e ci si muove alla conquista sfruttando strade, ferrovie e corsi d'acqua. Per vincere, bisogna portare a termine il maggior numero di missioni possibili, fino a una maxi rissa tra i finalisti per la conquista della città. In ogni caso voleranno patèle (ovvero schiaffi in dialetto piemontese).

Ogni giocatore si impegna a diventare Ras del quartiere per potenziare le truppe. Giocando, si può ricevere aiuto da alcuni dei personaggi più agguerriti della storia di Torino, ovvero Emilio Salgari, Regina Margherita, Pietro Micca, Camillo Benso Conte di Cavour e il combattente Principe Eugenio di Savoia, ognuno con la sua peculiarità, che diventano elementi chiave nei combattimenti tra le bande. E intanto bisogna fare attenzione agli zombie che possono invadere le zone della città. Insomma, si guerreggia, si conquistano fette della città, ci si diverte con decine di riferimenti alla cultura e alle sottoculture torinesi e con divertenti citazioni cinematografiche e letterarie.

Patèle è il nuovo gioco da tavola creato dal team di Torino Factory, che già ha prodotto TorinoXXL! che ha sbancato nel Natale del 2016. Se quello si era vagamente ispirato al ben noto gioco con soldi, hotel e prigioni, questa volta Torino Factory ha ripensato il famoso gioco di guerra mondiale, shakerandolo con la sabaudità per approdare a un gioco a sé stante: lo ha ambientato nel capoluogo piemontese, ha inventato premesse e regole diverse e realizzato una formula originale.

Gli inventori di Patèle hanno infatti cambiato certi elementi caratteristici del Risiko, come i dadi, e li hanno sostituiti con un gioco di carte che permette ai partecipanti di realizzare strategie di gioco. Hanno quindi riapplicato il sistema già presente in TorinoXXL! di carte imprevisti e probabilità (le carte Boja Fauss), oltre ad aggiungere le variabili dei personaggi tipici torinesi. «Con Patèle la nostra intenzione è creare un format originale, molto diverso dal Risiko – precisa Mario Santagati, l’amministratore di Torino Factory – abbiamo introdotto tante di quelle dinamiche e variabili che è diventato tutto un altro gioco. Voglio dire, noi abbiamo anche il rischio dell’epidemia zombie!».

Perché a Torino scoppia la guerra lo racconta Giuseppe Culicchia, che per Patèle ha scritto un racconto inedito e una guida illustrata al gioco alle subculture giovanili che animano e hanno animato la città. Il protagonista della storia è il mitico Bruno Gambarotta, detto la Volpe del Dessert, che può essere anche evocato nel gioco. La collaborazione con l’autore di decine di libri da Tutti giù per terra al più recente Il cuore e la tenebra «per noi è molto bella – dice Santagati – Giuseppe Culicchia è uno scrittore che personalmente ho sempre ammirato tantissimo e i testi che ha scritto per noi sono meravigliosi. La guida al gioco è praticamente un trattato sociologico, dove con la sua ironia tipica tratteggia le sei bande di gioco dando loro una collocazione storica e sociale. C’è inoltre una sua personalissima descrizione delle carte da gioco dei personaggi storici. E soprattutto ci ha scritto l’introduzione al gioco, una sorta di preambolo scherzoso che spiega le motivazioni della guerra tra bande».

La premessa del gioco, che è anche un piccolo omaggio a I guerrieri della notte, è una iperbole ironicamente apocalittica di una paura classica dei torinesi: «Ci siamo immaginati una Milano che viene a colonizzare Torino e a derubarla di tutti i suoi eventi ed elementi principali, come il Salone del libro e dell’Auto – racconta Santagati – i torinesi preoccupati si riuniscono ed eleggono come capo spirituale della lotta Bruno Gambarotta, che tra l’altro è sia un amico sia di Culicchia sia un sostenitore del nostro vecchio gioco. Gambarotta viene misteriosamente ucciso, le bande iniziano a sospettare una dell’altra e da questo scatena il conflitto urbano per vendicarlo».

La squadra di Torino Factory è composta da un gruppo di amici che hanno unito le idee per creare insieme qualcosa di nuovo e divertente, che potesse essere apprezzato anche da altre persone. «Nasciamo come una società di amici e lo siamo ancora – racconta l’ad – abbiamo iniziato in tredici, ora siamo in nove. Non ci siamo professionalizzati: ognuno di noi ha la sua attività e il proprio lavoro, Torino Factory è qualcosa che facciamo nel tempo libero. Ma ci teniamo alla qualità, e Patèle come già TorinoXXL! sono curati nei dettagli e fatti con materiali robusti e di qualità».

Già con TorinoXXL! La società ha saggiato l’entusiasmo dei torinesi, in città e nel mondo: «La stragrande maggioranza delle scatole le abbiamo vendute a Torino – spiega Santagati – però è capitato che ci abbiano scritto torinesi che vivono in altre città in Italia, e i più entusiasti del primo gioco inizialmente sono proprio stati gli italiani all’estero: ci hanno scritto persone da altri continenti che in qualche modo lo avevano scoperto e lo volevano». Il primo gioco è diventato un fenomeno da 22mila pezzi (8000 per la prima edizione di Torinopoly, 14mila per TorinoXXL!). L’interesse per Patèle lascia pensare che si possa bissare quel successo. Torino Factory si è affidata infatti al crowdfunding per il preorder di Patèle, raggiungendo e superando presto il valore minimo previsto di 15mila euro:la campagna di preacquisto online si è infatti chiusa in anticipo a fine novembre, a quota 25mila euro.

«Abbiamo avuto un ritorno incredibile prima di tutto dai sostenitori del primo gioco e non solo – aggiunge Santagati – tanto da aver comprato questo nuovo letteralmente a scatola chiusa. Il primo lotto di Patèle è di 3000 scatole: col crowdfunding ne abbiamo vendute 780 e adesso stiamo centellinando le altre, perché le stiamo già esaurendo con gli ordini che continuano ad arrivarci via mail e via messaggio privato su Facebook. Inizieremo la distribuzione in questi giorni. Siamo grati di tanto entusiasmo e siamo curiosi delle reazioni delle persone. Col senno di poi avremmo potuto produrne 5000, più avanti valuteremo se aprire un altro crowdfunding per una seconda tiratura».

Ora è possibile comprare il gioco scrivendo direttamente una mail, o su Facebook, rivolgendosi a negozi specializzati, oppure andando agli appuntamenti a cui Torino Factory parteciperà. Li potete trovare tutti i sabati di dicembre (7, 14 e 21) allo Specchio Point di via Santa Maria 6H dalle ore 10 (in questo caso si tratta di una vendita speciale perché la causa è benefica, una parte del ricavato sarà devoluto a Specchio dei Tempi) oppure al centro commerciale Le Gru, dove avranno un banco nel padiglione centrale nei weekend del 14-15 e 21-22 dicembre.

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